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ParmaZeroSei, i genitori in piazza: "Risposte per il futuro dei nostri figli"

Simona Aleotti, vicepresidente del Comitato genitori di Parma: "Vogliamo un confronto esteso alle altre scuole e alla cittadinanza". L'assessore Bernini: "Macchè privatizzazione, è una nuova Parma Infanzia"

"Siamo genitori, non spettatori". "Solo nel dialogo con la città si costruiscono servizi educativi di qualità". "Speculare sull'educazione non è mai una soluzione". Sono solo alcuni dei cartelli che capeggiano appesi su passeggini o al collo di qualche madre esasperata. Palloncini, giochi, carrozzine, bambini che giocano in piazza Garibaldi tra teli colorati, bolle di sapone e palloncini. Sono circa 200 a mettere in atto una forma di protesta a modo loro, per riragliarsi uno spazio in una vicenda che, a detta loro, non li ha visti parte coinvolta.

"Ci siamo riuniti spontaneamente in comitato per confrontarci, proprio perchè sentivamo di dover denunciare un diritto comune, quello dell'educazione, che troppo spesso viene negato e se ne parla pochissimo". Queste le parole della vicepresidente del Comitato genitori di Parma in difesa dei servizi educativi Comunali, Simona Aleotti.
L'esternalizzazione dei servizi educativi comunali è stata interpretata dal Comitato come un modalità di riparmio economico sui servizi rivolti all'infanzia e sul personale, attuando un'operazione contraria all'investimento per il settore educativo. Denunciata, inoltre, la scarsa attenzione istituzionale rivolta ai genitori dei bambini che frequentano le scuole coinvolte.

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"Noi vorremmo essere interlocutori con l'Amministrazione comunale, anche assieme ad altri soggetti che si occupano della questione – afferma Aleotti. Le scuole comunali non sono le sole che si occupano di educazione sul territorio. Non cè stata una partecipazione integrata, prima di fare una scelta del genere da parte dell'Amministrazione".
Punto fondante che ha spinto il comitato sul piede di guerra la continuità del progetto educativo che, con la realizzazione del progetto ParmaZeroSei, verrebbe a mancare.

"E' un aspetto importante perchè si fa riferimento alla pedagogia della relazione. Inibirla vuol dire far riferimento a un altro tipo di pedagogia, quella dell'adattamento. Una scelta sicuramente diversa da quella che noi genitori appoggiamo. Anche noi condividiamo l'obiettivo di garantire il diritto all'educazione e l'abbattimento delle liste d'attesa. Ma tutto questo non a scapito della qualità, non a scapito dell'educazione e a un progetto pedagogico che da storico e consolidato negli anni, diventerebbe dell'adattamento".

Non soddisfatto delle proposte di dialogo avanzate dall'Amministrazione, il Comitato chiede con urgenza risposte precise e immediate.
"Vogliamo dei chiarimenti dall'assessore e dall'Amministrazione e soprattutto vogliamo un confronto aperto e integrato. Sono stati invitati dall'Assessore i genitori delle scuole coinvolte. Ma noi in quanto Comitato non abbiamo ancora ricevuto nessuna risposta dal Comune. Oggi abbiamo chiesto all'assessore di allargare questo confronto anche alle altre scuole e a tutta la città. E' un problema che non si riduce solo alle tre scuole coinvolte –conclude Aleotti –. Crediamo che un'amministrazione corretta sia quella che cerchi un dialogo partecipato con la cittadinanza e con i servizi che si occupano di educazione, tutti".

LA REPLICA DELL'ASSESSORE BERNINI
“Azzeramento delle liste d’attesa, nessuna altra struttura oltre alle tre designate in Parma ZeroSei, stessa formazione per tate comunali e per quelle delle società misto pubblico-private, massima stabilizzazione possibile delle educatrici attualmente precarie”. Parte da questi punti fermi l’assessore ai Servizi educativi Giovanni Paolo Bernini che, in una conferenza stampa oggi, ha parlato di “confronto da attivare con i genitori per fugare quei dubbi che legittimamente hanno ma che qualcuno per ragioni politiche ha contribuito a mettergli in testa”. Bernini ha poi parlato di una proposta di cui però parlerà solo il 3 maggio all’Astra davanti ai genitori delle tre strutture d’infanzia, convocati per spiegare le ragioni di Parma ZeroSei: “Adesso si tratta con genitori e sindacati – ha spiegato Bernini – ma per correttezza istituzionale prima sono dovuto andare in Consiglio, l’organo democraticamente eletto dalla città”.

L’accelerazione - Bernini spiega il perché dell’accelerazione delle ultime settimane per la costituzione della nuova società mista: “E’ dovuta alla sentenza dell’Autorità ai Servizi pubblici che ha detto no alla gestione di ParmaInfanzia per due nuove strutture comunali. L’idea di una ParmaInfanzia 2, in continuità con quella buona esperienza, c’era già, questo giudizio l’ha accelerata”.

Ok al dialogo ma prima il Consiglio – “Il primo organo che mi deve dire se posso andare avanti è il Consiglio comunale, che democraticamente rappresenta tutta la città. Quindi apro le trattative con sindacati e genitori. Lo devo per rispetto della democrazia e alle istituzioni. E comunque non ho atteso molto visto che il 3 incontro i genitori. Sono tanto disponibile che giovedì sono andato a Roma per chiedere all’autorità dei Servizi pubblici se potevo fare una determinata cosa che comunicherò martedì. Un altro tavolo poi si aprirà con il socio privato e con i sindacati per la stabilizzazione di alcuni maestri oggi precari”.

Niente frottole però – “Legittime e comprensibili le richieste dei genitori, ma non voglio più sentir parlare di privatizzazione perché non è vero. La società pubblico-privata è una opportunità compresa da una legge di Romano Prodi. Gestione mista con il controllo che resta pubblico: il presidente lo sceglie il Comune, le rette le stabilisce il Comune, la formazione la porta avanti il Comune che anzi lo anticipo la farà uguale per tutti, per dipendenti comunali e per quelli di società miste in modo da avere uno standard qualitativo uguale. La privatizzazione l’hanno fatta a Collecchio, legittimamente: là c’è una gara d’appalto per un asilo che sarà dato in gestione ad un privato. Da noi il privato è una delle parti e ci mette quattro milioni per creare nuovi posti. E’ una gestione compartecipata di un servizio pubblico che rimane in capo al Comune”.

Tutto questo per avere più posti – “Il motivo di tutto questo? Avere più posti, anche se a Parma la copertura sia del 52% sui nidi, a fronte dell’8% nazionale, e dell’83% sulle scuole dell’infanzia. Nonostante questi risultati molto buoni, ci sono 300 bambini fuori. Troppi, in passato il problema non è stato risolto. Un problema che con il patto di stabilità e i tagli governativi non possiamo gestire da soli. E le stime dicono che andrà anche peggio nel futuro essendo Parma una città con una crescita di popolazione costante e alta, soprattutto per merito di meridionali e immigrati che qui non hanno famiglie d’appoggio e che dunque cercano i servizi comunali”.

“Parto da quattro punti fermi” – “Parto da quattro punti fermi: azzeramento delle liste d’attesa, nessuna altra struttura oltre alle tre designate in Parma ZeroSei, massima stabilizzazione possibile delle educatrici attualmente precarie  e la stessa formazione per tate comunali e per quelle delle società misto pubblico-private. La stessa formazione garantisce la continuità educativa, non la medesima tata. Perché una può cambiare lavoro, può cambiare città, andare in pensione o in maternità, ma non per questo il livello della struttura d’infanzia si altera. La continuità educativa è fatta da una squadra, da un lavoro di èquipe, dalla cultura e dal progetto. E ParmaInfanzia lo dimostra dal momento che ha raggiunto il 93% di gradimento. Quella stessa ParmaInfanzia che al momento della costituzione aveva trovato le stesse anzi peggiori ostilità di quelle che vediamo oggi per Parma ZeroSei”.

E se arrivassero i soldi della Metro… - Bernini ha anticipato che se dovessero arrivare i soldi della Metro, il Comune avrebbe già deciso la realizzazione di altre strutture d’infanzia. Ma a quel punto cosa servirebbero i quattro milioni del socio privato per la realizzazione di nuove scuole per l’infanzia? “Innanzitutto bisogna vedere se arrivano, con i se si fa poco nella Pubblica Amministrazione. Se dovessero arrivare vorrà dire che faremo le une e le altre. Perché dover galleggiare e non risolvere realmente un problema che in futuro potrebbe ripresentarsi?”.

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