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Paglia (SI): "Sequestro Parmacotto, Simest allora controllò a dovere?"

"Inquieta molto -scrive l'Onorevole Giovanni Paglia di Sinistra Italiana- la notizia del sequestro disposto dalla Guardia di Finanza a danno di Parmacotto S.p.A. Gli 11 milioni sono infatti il corrispondente del credito erogato nel 2011 da Simest S.p.A, quando la società era controllata direttamente dal MEF. Non è bello verificare che 11 milioni di denaro pubblico possano essere prestati come conseguenza di una truffa, quando quotidianamente a tante imprese italiane sono negati prestiti per poche migliaia di euro. Ho appena depositato un'interrogazione al MEF per sapere "quale processo decisionale abbia portato nel 2011 ad attivare la linea di credito a favore di Parmacotto S.p.A e in particolare come sia stato motivato l'assenso, da parte di chi, con quali garanzie, a seguito di quale tipo di indagine su dati finanziari e industriali".
Spero di avere presto una risposta, perché non sarebbe accettabile alcuna leggerezza in casi come questo, né tanto meno alcun sospetto di favoritismi.


TESTO INTERROGAZIONE AL MEF (ministero Economia e Finanze)

Premesso che

Dal 1992 Simest S.p.A è una finanziaria controllata del MEF, finalizzata a supportare le imprese italiane che desiderino espandere all'estero il proprio business.
A questo fine mette a disposizione linee di liquidità, sia a scopo di credito agevolato che di partecipazione al capitale sociale.
Dal 2012 CDP acquisisce il 76% della società, divenendone l'azionista di controllo.
Nel settembre 2011 Simest garantisce una linea di credito agevolata a Parmacotto S.p.A per un valore di 11 milioni di euro.
Il gruppo parmense poteva allora sembrare una realtà in espansione, ma nel 2014 era già sottoposto a concordato preventivo.
In data 04 luglio 2016 la Guarda di Finanza di Parma, dopo una lunga indagine, dispone il sequestro preventivo di 11 milioni di euro, ovvero dell'equivalente di quanto disposto da Simest S.p.A, società di diritto pubblico.
Si ipotizza il reato di truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche, praticata tramite artifici contabili, false attestazioni e conseguente falsificazione di un bilancio annuale d’esercizio.
Si sarebbero in particolare occultati costi, imputati ad esercizi futuri al fine di rientrare nei parametri richiesti da Simest S.p.A per attivare le proprie linee di credito.

Premesso inoltre che

Simest S.p.A ha chiuso il 2015 con 100 milioni di partecipazioni societarie acquisite e 5 miliardi di finanziamenti a sostegno dell'export.
Tali attività sono fondamentali per l'internazionalizzazione delle nostre imprese, ma proprio per questo è necessario garantire che siano attivate con il massimo rigore analitico.
Il caso di Parmacotto impone di verificare se le procedure seguite da Simest per stabilire l'opportunità di concessione di liquidità siano corrette.
Visto l'importo rilevante, appare infatti dubitabile che tutto sia andato nel migliore dei modi, se è stato possibile farsi truffare tramite artifici contabili.

Chiede

Quale processo decisionale abbia portato nel 2011 ad attivare la linea di credito a favore di Parmacotto S.p.A e in particolare come sia stato motivato l'assenso, da parte di chi, con quali garanzie, a seguito di quale tipo di indagine su dati finanziari e industriali.
Se esistano altri casi significativi di crediti deteriorati e come si siano determinati.

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