Parmalat, il commissario Manaresi: "Lag non aveva un business plan"

Angelo Manaresi nella relazione pubblicata oggi dalla società, rivela che al momento dell'acquisto per 904 milioni di euro la società americana non aveva un business plan a testimonianza "di una certa frettolosità"

Nel 2012 Parmalat decise di acquistare Lag da Lactalis per 904 milioni di dollari senza che la società americana avesse predisposto un "autonomo" business plan a testimonianza "di una certa frettolosità" nel concludere un'operazione con il cui ricavato, è emerso dalle ricostruzioni della magistratura, i francesi rimborsarono 700 milioni di euro di debiti in scadenza pochi giorni dopo l'incasso da Collecchio. E' quanto rileva il commissario 'ad acta', Angelo Manaresi, nella sua relazione, pubblicata oggi dalla società su richiesta della Consob.

"E' certamente singolare il caso in cui un contratto di acquisizione in cui si parla di valori così alti si nomini, come perno del ragionamento sull'opportunità e il valore dell'impresa, un documento, il business plan, che, secondo le dichiarazioni di Parmalat, non esiste come documento autonomo, ma come somma virtuale di altri documenti" afferma Manaresi, nominato dal Tribunale di Parma per monitorare la procedura di rettifica del prezzo di Lag che ha portato Parmalat ad ottenere uno sconto di 130 milioni di dollari. Il fatto, rileva il commissario, "é certamente indice di una certa frettolosità nella predisposizione dei documenti per l'acquisizione e dei contratti". Manaresi ha definito "molto peculiare" la condizione in cui ha dovuto lavorare "vale a dire dover valutare" la clausola sull'aggiustamento del prezzo di Lag "inserita in un contratto di share purchase agreement, che fa spesso riferimento a un documento, citato come 'business plan', che non è presente".

L'aggiornamento del piano di Lag per il 2013 e il 2014 prevede il conseguimento, per l'esercizio in corso e il prossimo, di risultati inferiori rispetto a quanto previsto nella 'vendor due diligence' (Vdd), il documento predisposto da Lactalis in occasione della vendita di Lag a Parmalat nel 2012. E' quanto emerge dalle integrazioni alla relzione di bilancio richieste dalla Consob a Parmalat. Nel 2013 Lag prevede di fatturare 544,9 milioni di dollari (-2,6% rispetto ai 570 milioni della vvd) e 578,6 nel 2014 (-6,7% sui 626,9 milioni della vvd). L'ebitda è atteso in linea con le previsioni contenute nella vvd ma le spese di marketing, come nel 2012, saranno inferiori a quanto previsto in occasione della vendita: 37,7 milioni contro i 48,6 milioni previsti nella vdd per il 2013 e 40,8 milioni contro i 49 milioni previsti dalla vvd per il 2014.

"E' da rilevare - si legge - che nel piano rivisto l'azienda ritiene di poter conseguire gli obiettivi indicati con un minor supporto di costi di marketing, che comunque si prevedono in crescita anno su anno, confermando la strategia della migrazione, che nel 2013 riguarderà il brand 'Sorrento', verso un unico brand nazionale ('Galbanì)". Parmalat ha giustificato i minori investimenti di marketing con l' "ottimizzazione degli stessi conseguente anche alla maggiore esperienza maturata per quanto riguarda i modelli di marketing relativi alle categorie retail dairy e retail deli".

Parmalat "si pone come obiettivo quello di presentare il piano industriale all'attenzione del Consiglio di Amministrazione nella riunione prevista per l'esame della Relazione finanziaria semestrale" anche se non è stata ancora definita "una tempistica finale". Lo precisa la società nell'integrazione alla relazione finanziaria 2012 richiesta dalla Consob.

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