Parmalat, risarcimento di 110 mila euro a un azionista. Confconsumatori: "Ordinanza che fa scuola"

Oltre 110 mila euro sono tornati ad un azionista Parmalat a 10 anni dal default. Un'ordinanza del Tribunale ottenuta a meno di un anno dal ricorso riconosce il diritto al rimborso non più solo degli obbligazionisti, ma anche degli azionisti che avevano acquistato in prossimità del crack

Oltre 110 mila euro sono tornati ad un azionista Parmalat a 10 anni dal default. Un'ordinanza del Tribunale ottenuta a meno di un anno dal ricorso riconosce il diritto al rimborso non più solo degli obbligazionisti, ma anche degli azionisti che avevano acquistato in prossimità del crack. Lo scrive in una nota Confconsumatori. Il Tribunale di Parma ha riconosciuto il diritto al risarcimento del parmigiano che aveva investito circa 160 mila euro in azioni Parmalat l'11 e il 15 dicembre 2003, ossia poco prima del disastro. Il Tribunale ha dichiarato la nullità del contratto d'intermediazione finanziaria e ha condannato la banca venditrice alla restituzione della perdita, perdita pari a circa 110 mila euro, poiché l'investitore aveva alienato parte dei titoli, oltre agli interessi e le spese.

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La particolarità del provvedimento - anche se non è la prima vittoria lampo di Confconsumatori - sta, nella circostanza che la condanna sia contenuta non come normalmente avviene in una sentenza, ma in un'ordinanza ottenuta in pochissimo tempo alla fine del procedimento sommario di cognizione. "È questa una delle prime volte che la giurisprudenza si occupa di acquisti non di obbligazioni, ma di azioni Parmalat effettuati quando ormai l'insolvenza del gruppo era nota a tutti - ha detto l'avvocato Giovanni Franchi, legale Confconsumatori Parma che ha tutelato in giudizio il risparmiatore - Un'ordinanza che fa scuola, oltre che per la celerità del procedimento, anche e soprattutto perché il Tribunale ha dichiarato la nullità del contratto generale d'investimento e, per l'effetto, degli acquisti".

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