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Parmalat, la scalata preoccupa i sindacati: "Salvaguardare i lavoratori"

I segretari Flai Cgil, Uila Uil e Fai Cisl, insieme ai lavoratori, preoccupati per le sorti dell'azienda dopo l'acquisizione di Lactalis del 29% delle azioni si sono riuniti davanti alla sede di Collecchio

parmalatParmalat non più italiana? E' questo l'interrogativo che si stanno ponendo in tanti in queste ore: la notizia che la francese Lactalis ha acquisito il 29% delle azioni Parmalat, con il cosiddetto decreto 'antiscalate' varato solo due giorni fa, ha messo in allarme lavoratori, sindacati e tutta la filiera del territorio. La 'scalata' francese avvenuta attraverso l'acquisizione di alcuni fondi esteri di Parmalat, sulla quale è stato aperto un fascicolo dalla Procura di Milano per aggiotaggio, preoccupa molti i lavoratori, in un periodo di calo di produzione per l'azienda collecchiese, soprattutto per gli yogurt e le creme.

I segretari territoriali Flai Cgil, Uila Uil e Fai Cisl, riuniti insieme a lavoratori e delegati Rsu davanti alla sede legale della Parmalat di via delle Nazioni Unite a Collecchio, hanno fatto sentire la propria voce. "Il dibattito -denuncia Tilla Pugnetti, segretaria Flai Cgil- sta privilegiando gli aspetti finanziari rispetto a quelli del lavoro. Il sistema Paese si è dimostrato strutturalmente debole, ha perso un'opportunità enorme. Chiediamo che i lavoratori siani tutelati, gli stabilimenti mantenuti, la filiera garantita".

"Il tesoretto di Parmalat -rincara la dose Laura Pagliara, segretaria Uila Uil- che ammonta a 1 miliardo e 400 milioni, dovrebbe essere utilizzato per garantire i lavoratori. E' grazie al loro impegno e sacrificio che l'azienda è riuscita a risanarsi dopo il crack. Lactalis ha ottenuto sostanzialmente il controllo di Parmalat ad un prezzo molto inferiore rispetto al tesoretto. "Scoprire oggi che siamo diventati una preda è sorprendente -incalza Gianni Alviti, segretario Fai Cisl.  Il sistema Paese si è posto il problema solo a giochi fatti. Abbiamo chiesto diversi tavoli di confronto ma non abbiamo avuto risposte".

Il malcontento, ora che i piani di conquista di Parmalat si sono svelati, è forte e monta soprattutto dai lavoratori -circa 1000 a Parma filiera esclusa- ai quali sono stati chiesti tanti sacrifici per salvare l'azienda,. Ora molti sono disillusi per il proprio futuro e per quello di Parmalat. "Deve essere sviluppato un piano industriale che abbia come core businness latte, yogurt e succhi di frutta" sottolinea Claudio Lombardelli, Rsu della Flai Cgil.
"Per la nostra filiera casearia -si legge in una nota congiunta dei tre sindacati di categoria e delle Rsu- perdere un'azienda come Parmalat potrebbe essere un colpo difficile da superare. Come organizzazioni sindacali siamo molto preoccupati per la carenza di progettualità e per gli scenari che potrebbero delinearsi; tra l'altro il Ministero dello Sviluppo Economico, nonostante le richieste non ci ha ancora convocato".

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