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Parmigiano, magazzino per 600 mila forme. Pagliari: "Rischio snaturazione"

Una spa chiede di realizzare il magazzino: un vero e proprio caso che ora finisce in Parlamento grazie ad una interrogazione del senatore Giorgio Pagliari. "Esiste il rischio di una inaccettabile promiscuità"

Conosciuto in tutto il mondo, e ovunque apprezzato, il Parmigiano Reggiano si caratterizza per la peculiarità della sua produzione, realizzata da piccoli caseifici quasi artigianali, e così é per la stagionatura. Piccole aziende che creano, insieme al formaggio più famoso, anche occupazione per l'intero territorio. Proprio per questo sta provocando una vera e propria sollevazione la nascita di una s.p.a. con sede a Reggio Emilia la quale chiede di realizzare un magazzino di stagionatura per 600mila forme di Parmigiano-Reggiano. Un numero, secondo gli esperti, ingiustificato dalle esigenze di mercato. Il dubbio è quindi si possa decidere di stagionare anche forme provenienti da aree che non fanno parte del ristretto perimetro di produzione del Parmigiano-Reggiano previsto dal Consorzio.

Un vero e proprio caso che ora finisce in Parlamento grazie ad una interrogazione del senatore Giorgio Pagliari. “Esiste il rischio di una inaccettabile promiscuità e di confusione tra il formaggio prodotto nella zona tipica e quello lavorato al di fuori di essa e financo, all'estero – afferma Pagliari – Inoltre, una simile struttura potrebbe essere finalizzata a creare un vero e proprio monopolio della stagionatura del Parmigiano Reggiano. Si rischia quindi di snaturare un prodotto tipico come il Parmigiano-Reggiano stesso con una singolare coincidenza con i tentativi e le spinte verso il "parmesan" o come meglio, cioè verso prodotti privi di qualità, ma in grado di trovare un mercato molto ampio in ragione della notorietà che il Parmigiano-Reggiano, noto in tutto il mondo.

La industrializzazione del prodotto, per di più nelle condizioni esposte nelle premesse, rendere assai difficile assicurare che il prodotto venga prodotto nel rispetto dei relativi regolamenti decisivi per le caratteristiche organolettiche, maturazione e di gusto, cui é legata la marchiatura del prodotto tipico e che garantiscono l'artigianalità del prodotto. Il pericolo dello snaturamento del Parmigiano-Reggiano determinato dalla perdita delle caratteristiche del prodotto tipico, se non di nicchia, é anche legato al rischio che, per le ragioni suddette, riceva il colpo mortale il sistema – fondante del Parmigiano-Reggiano – delle cooperative, delle latterie e delle altre imprese che lavorano artigianalmente nel settore.

Appare indiscutibile la gravità della prospettiva, che contrasta con le politiche europee tese a tutelare i prodotti di nicchia nelle sue diverse declinazioni, con gli interessi di nazionali concordanti e con la tutela del  sistema produttivo. Quest'ultimo, é notoriamente costituito in netta prevalenza, da latterie sociali e cooperative, che sono vitali per l'attività dei piccoli imprenditori agricoli insediati nel territorio di produzione del Parmigiano-Reggiano, che sono normativamente predefiniti”. Nella sua interrogazione il senatore Pagliari chiede al governo quali interventi intenda porre in essere per tutelare il sistema produttivo del Parmigiano-Reggiano, la esistenza e la qualità del prodotto, la sua irrinunciabile natura di prodotto tipico e quali strategie si intendono adottare per un piano export dell’agroalimentare, che valorizzi il ruolo dei produttori". 

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