Pendolaria 2013. Emilia-Romagna: 11% di utenti in più, taglio del 5.6% delle risorse

In Emilia-Romagna aumentano i pendolari ma diminuiscono le risorse e gli investimenti: 11% di utenti in più nella Rete Regionale e 5,6% di tagli ai servizi da parte della Regione. Polemiche per la soppressione della Parma-Fornovo

I soliti vecchi treni sono diminuiti, non perché siano stati sostituiti dai nuovi ma perché sono stati tagliati, e quindi quelli rimasti sono sempre più affollati. Per i pendolari italiani il servizio offerto non fa che peggiorare: dal 2009, mentre i passeggeri del Belpaese aumentavano del 17%, le risorse statali per il trasporto regionale si sono ridotte del 25%. Sono quasi 3 milioni le persone che ogni giorno prendono il treno per andare a lavorare o a studiare, più degli elettori alle primarie del PD, eppure di loro non si occupa nessuno. Nonostante i clamorosi tagli alle risorse imposti dalla crisi negli ultimi anni, per la politica nazionale, la questione della mobilità pendolare è chiaramente inesistente. Il rapporto Pendolaria 2013 di Legambiente, sulla situazione e gli scenari del trasporto ferroviario pendolare in Italia, è stato presentato questa mattina a Roma.

Complessivamente sono oltre 2milioni e 861mila i passeggeri sul servizio ferroviario regionale della Penisola. Ma gli ultimi tre anni sono stati il periodo più nero della storia dei trasporti ferroviari locali e per la vita dei pendolari. Nel 2013 molte regioni hanno deciso di tagliare i servizi e di aumentare il costo dei biglietti, tra queste la Campania e il Piemonte, dove a causa dei tagli al servizio (-19% in Campania e -10% in Piemonte) si contano oltre 110.000 viaggiatori pendolari in meno.

In Emilia-Romagna la situazione attuale non è drammatica come quella di Campania e Piemonte, ma sulla stessa china scivolosa: nonostante la domanda di servizio sia in continua crescita, i tagli effettuali al servizio ferroviario locale dal 2011 al 2013 sono stati pari al 5,9%. Nessun taglio invece sull’autotrasporto, dove a livello nazionale sono piovuti dal 2000 al 2013, oltre 5,3 miliardi di euro. Tra fondi diretti e sconti sui pedaggi autostradali, per circa 500 milioni in media l’anno a cui vanno aggiunti 330 milioni di euro già stanziati per il 2014.

Anche le Regioni continuano a scegliere strade e autostrade come investimenti prioritari: queste infatti rappresentano il 60% degli stanziamenti regionali contro il 40% per ferrovie e metropolitane. La Regione Emilia-Romagna, ad esempio, sta investendo 180 milioni di euro di risorse pubbliche per la realizzazione dell’autostrada regionale Cispadana, ma sono molteplici i faraonici progetti autostradali in ballo sul nostro territorio. Oltre alla Cispadana, si prevede di realizzare la Orte-Mestre (E55), la Tirreno-Brennero, il Passante Nord di Bologna, la bretella Campogalliano-Sassuolo, tutte opere infrastrutturali che andranno ad incentivare il traffico su gomma in una regione in cui l’inquinamento atmosferico è ormai un’emergenza all’ordine del giorno: tutti i capoluoghi di provincia sforano infatti ormai da molti giorni consecutivi i limiti di PM10.

Suona ironico inoltre che si taglino linee ferroviarie come la Parma-Fornovo, in un territorio dove il problema della polveri sottili dovute anche al traffico veicolare è gravissimo: Parma infatti supera i limiti di PM10 dal 28 novembre, quindi ormai da 19 giorni consecutivi.

"L’emergenza smog e il malessere sociale – afferma Lorenzo Frattini, Presidente di Legambiente Emilia-Romagna – sono lampadine di allarme che dovrebbero richiamare l’attenzione ad investire sui servizi utili alla cittadinanza. Oggi infatti la vera domanda del territorio è anche quella di avere un trasporto pubblico locale dignitoso per migliorare la qualità della vita dei cittadini. Al contrario gli amministratori locali continuano a chiedere risorse per le autostrade: l’ultima in ordine di tempo, la E55 invocata dalle maggioranze di Cesena e Ravenna. È vero che la nostra regione ha finora cercato di tenere, tagliando meno di altri nel trasporto ferroviario, ma è anche vero che le priorità che emergono dall’agenda regionale vanno decisamente in direzione opposta".

I numeri della Rete Ferroviaria dell’Emilia-Romagna

Sono circa 1.400 i chilometri di rete ferroviaria in Emilia-Romagna, di cui circa 1.050 di competenza statale e 350 di competenza regionale. Secondo i dati del Servizio Ferrovie dell'Emilia-Romagna, i viaggiatori che usano quotidianamente i treni del trasporto regionale sono circa 143.000 al giorno. Nell'intero arco del 2012 i pendolari hanno superato i 41.000.000. E stando ai dati forniti dalle due aziende ferroviarie (Trenitalia e FER) che fanno parte del Consorzio Trasporti Integrati si evidenzia una crescita costante del numero di passeggeri trasportati. 

L'incremento maggiore come frequentazioni della rete regionale si è però registrato sulle linee regionali, che nel complesso hanno avuto una crescita annuale di utenza pari all'11 per cento. Riguardo ai saliti/discesi nel giorno feriale medio invernale sulla rete regionale, facendo un confronto tra i dati del 2011 e quelli relativi al 2012, emergono in termini di cresita la Parma-Suzzara, la Ferrara-Codigoro, la Bologna-Vignola e la Modena-Sassuolo. Cresce, anche se in maniera minore, la Bologna-Portomaggiore, mentre c'è una sostanziale conferma per la Suzzara-Ferrara e le Linee Reggiane, che però avevano già avuto un notevole aumento nel 2011.

L'Emilia-Romagna è sicuramente tra le regioni italiane che negli ultimi anni ha cercato di mantenere invariati i fondi stanziati per la mobilità rotabile, come dimostrano i dati di Pendolaria. Ma, a fronte di un sostanziale aumento del numero di pendolari, anche qua abbiamo assistito a riduzioni negli stanziamenti ed aumenti delle tariffe: dal 2011 al 2013 le risorse sono diminuite registrando tagli ai servizi pari al 5,9 per cento, e parallelamente il costo del biglietto è cresciuto del 14,4 per cento. Secondo il dossier di Legambiente il totale della spesa che nel 2013 l’amministrazione regionale ha destinato al servizio ferroviario pendolare è pari allo 0,54 per cento dell’intero bilancio.

La qualità dei servizi

A rendere più cupa la fotografia del servizio ferroviario della nostra regione non sono solo quei valori quantitativi, numericamente misurabili, ma anche e soprattutto il livello qualitativo del servizio offerto ai pendolari nostrani, che si può registrare solamente tramite le segnalazioni e le istanze che arrivano da cittadini e comitati, studenti e lavoratori che quotidianamente si spostano con i treni.

Linea Bologna-Porretta: è la linea da cui Legambiente ha ricevuto più segnalazioni da parte dei pendolari e del Comitato per la Ferrovia Porrettana, che denunciano la mancanza di nuovi treni e la totale assenza della necessaria manutenzione sui treni attualmente utilizzati, con guasti sempre più frequenti. Gli utenti da Porretta Terme a Bologna, almeno 10.000 al giorno, segnalano treni inadeguati e lenti, che non hanno mai migliorato i tempi di percorrenza (circa 74 minuti per un percorso di soli 59 chilometri), quotidiani ritardi dei convogli e scelte totalmente sbagliate, come l’uso di treni a doppio piano in orari di scarso afflusso e non di pendolarismo, che conseguentemente viaggiano semivuoti, mentre in orari di punta le composizioni dei convogli risultano insufficienti. Per quanto riguarda le soppressioni dei treni, stando ai dati del Servizio Ferrovie della Regione Emilia-Romagna, sono state 199 le corse cancellate da gennaio a settembre 2013: 98 da Bologna verso Porretta Terme e 101 da Porretta verso il Capoluogo. Lavorando assieme al Comitato, Legambiente è riuscita a trascinare nella battaglia degli utenti anche tre dei Sindaci della linea, che giovedì scorso hanno firmato il Manifesto di Pendolaria “Siamo tutti sullo stesso treno”.

Linea Modena-Sassuolo: era una di quelle linee “a rischio soppressione”, nonostante gli oltre 2.000 frequentatori che come media del 2012 hanno usato quotidianamente il treno elettrico: un incremento del numero di utenti dal 2011 al 2012 che si attesta attorno al 14%. Lavoratori e studenti pendolari del treno soprannominato “Gigetto” sono corsi ai ripari per tempo, e hanno costituito un Comitato per tutelare la ferrovia verde. Su questa linea Legambiente sta lavorando insieme al Comitato, a Fiab e Salvaiciclisti per mantenere accesi i riflettori e mobilitare anche i Sindaci nella “battaglia di cività”. Proprio oggi, dalle ore 12:30, si svolgerà un’iniziativa in stazione centrale a Modena e sul treno in direzione Sassuolo per coinvolgere tutti i pendolari e dimostrare che non esistono Pendolari di serie A e Pendolari di serie B. In questa occasione, l’Assessore all’Ambiente del Comune di Fiorano Modenese, Marco Busani, firmerà il Manifesto di Pendolaria “Siamo tutti sullo stesso treno” come presa di impegno ufficiale da parte del Comune della linea.

Linea Fornovo-Parma: da lunedi 14 dicembre il servizio ferroviario è stato completamente soppresso e sostituito con un servizio di autobus, con percorrenze che superano i 50 minuti. Per decisione della Regione, che ha “razionalizzato” le risorse a scapito della mobilità su rotaia, i pendolari dovranno quindi servirsi delle corse Tep o ricorrere al mezzo privato. Il rischio è quello di disincentivare l’uso del mezzo pubblico in favore dell’auto privata, con il conseguente aumento del traffico su gomma su una direttrice già intasata e dell’inquinamento atmosferico.

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Linea Bologna-S.Benedetto Sambro-Prato: è la linea che ha subito più soppressioni di corse: da gennaio a settembre 2013 sono state 397 le corse cancellate, di cui la maggior parte (250) causate dalla mancanza di personale. Inoltre dallo scorso aprile, Trenitalia ha dovuto diminuire fortemente la composizione dei treni, creando forti disagi ai pendolari che per diversi mesi hanno viaggiato in treni affollato. Il Comitato Pendolari Direttissima, mobilitatosi da tempo, ha recentemente presentato dati e lamentele alla Regione e confermato che, fortunatamente, la situazione al momento sia notevolmente migliorata, sia per quanto riguarda le soppressioni che l’affollamento dei convogli. 

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