Penitenziaria, ripristinata l'indennità aerea. In arrivo più di 300 mila euro

Sappe: "L'Amministrazione penitenziaria è stata condannata al pagamento al personale interessato, degli arretrati a partire dal 2008 e fino alla data odierna, stavolta per un totale che si aggira sui 300.000 euro di arretrati per la sola sede di Parma"

"Sulla base di una estemporanea interpretazione della ragioneria dello stato -dichiara Errico Maiorisi, vice segretario regionale del Sappe- peraltro su impulso di un provveditorato regionale e non del Dipartimento centrale, dal 2008 fino alla data odierna, la Regione Emilia Romagna e a macchia di leopardo anche in altre regioni che l'hanno seguita hanno negato, contro ogni previsione normativa, l'indennità, spettante al personale di Polizia Penitenziaria, del rimborso aereo del 5% di cui alla legge n.836 del 1973. Il Sappe (primo sindacato del corpo di polizia penitenziaria) della segreteria di Parma, ancora una volta, vincendo la bellezza di ben 15 ricorsi predisposti a cavallo degli anni 2011 e 2014, tutti discussi al tar locale, per un totale di 20 agenti di polizia penitenziaria, ha ristabilito la reintroduzione del rimborso in questione.

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Di fatto, così come successo per lo straordinario eccedente le 36 ore settimanali che ha fatto sborsare dalle casse dello stato oltre un milione e mezzo di euro, ancora una volta l'Amministrazione penitenziaria è stata condannata al pagamento al personale interessato, degli arretrati a partire dal 2008 e fino alla data odierna, stavolta per un totale che si aggira sui 300.000 euro di arretrati per la sola sede di Parma, esclusi interessi e spese processuali pagabili a parte nella misura di 500 euro a ricorso. Fermo restando l'adeguamento del principio de quo, a tutto il personale in servizio presso i nuclei tradizioni e piantonamenti italiani, siamo davvero entusiasti del risultato raggiunto a favore di un diritto acquisito dal personale che ancora una volta era stato negato arbitrariamente dall’Amministrazione Penitenziaria".

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