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Pensioni, i sindacati avvertono "la legge Fornero una ferita aperta, settimana prossima mobilitazione nazionale"

Cgil, Cisl e Uil si fanno promotori di un presidio che avverrà lunedì 12 dalle 10 alle 12.30 a sostegno della modifica della Legge Fornero sulle pensioni che rimane una "ferita aperta".

 La legge Fornero sulle pensioni continua a far parlare di sè.

A fronte della nuova legge di stabilità varata dal governo i sindacati Cgil Cisl Uil hanno lanciato una vertenza a sostegno di una modifica della legge Fornero che "ha prodotto il blocco del turn over costringendo le persone a lavorare fino a 60-65 anni con il conseguente aggravamento della disoccupazione giovanile" afferma Massimo Bussandri responsabile Cgil stamattina in conferenza stampa.

I responsabili provinciali di Cgil (Massimo Bussandri), Cisl (Angela Calò) e Uil (Ugo Fini) hanno annunciato l'appuntamento del 12 ottobre dalle ore 10 alle ore 12.30 davanti alla sede della Prefettura.

Il bilancio economico della legge Fornero ha dato origine ad una cassa stimata, dal 2012 al 2022, di 80 miliardi di euro. Un tesoro nelle casse statali che ha creato prospettive "poco felici per i lavoratori - continua Bussandi (CGIL) e bloccato la possibilità di un ricambio generazionale".

La richiesta avanzata dai sindacati in mobilitazione a livello nazionale per chiedere al governo di rivedere la legge pensionistica prende in considerazione alcuni aspetti:

- introduzione della flessibilità per il pensionamento (l'accusa dei sindacati è l'esagerata rigidità della legge Fornero)

- maggiore flessibilità per chi ha maturato anzianità precoce (i lavoratori che hanno iniziato a lavorare in giovanissima età)

-introduzione della disciplina sui lavori usuranti 

- applicazione dell'opzione donna per tutelare le lavoratrici che, per problematiche famigliari (genitori anziani, nipoti ecc..), chiedono un pensionamento anticipato

La rappresentante Uil (A. Calò) aggiunge "la richiesta di maggiore flessibilità, affinchè il calcolo pensionistico non sia solo in una logica strettamente matematica. Tale richiesta porterebbe indubbiamente un ritorno occupazionale".

Inoltre, sottolinea Fini (UIL) "chiediamo possano esserci garanzie per le future pensioni dei giovani che oggi entrano nel mondo del lavoro tardi, in modo discontinuo e hanno così buchi contributivi. Con la legge in vigore i giovani andrebbero in pensione con neanche il 50% della pensione media odierna".

Forte quindi  la volontà dei sindacati di "riformare un sistema pensionistico che non sta in piedi". 

All'unisono i sindacati lanciano un appello accorato "ci piacerebbe non fosse solo una battaglia di categoria ma che si trovasse un appoggio anche tra politici, istituzioni e tutti quelli che hanno a cuore il tessuto sociale del paese".

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