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L'area ex Scalo Merci, prima proposta non accettata del Piano Città

L'area ex Scalo Merci, prima proposta non accettata del Piano Città

Piano Città, nessun progetto approvato. Fillea: "E' un disastro"

Nessun progetto dei 9 presentati dal Comune di Parma ha ottenuto il finanziamento del Ministero delle Infrastrutture. Il sindacato: "Siamo attoniti, i lavori avrebbero contribuito a risollevare il settore"

Tutti bocciati i progetti presentati dall'Amministrazione Comunale per il Piano Città. Nessun finanziamento arriverà dal Ministero delle Infrastrutture per i cantieri aperti, inseriti dalla giunta Pizzarotti nel piano in quanto i più urgenti da terminare. Al primo posto era stata messa l'area dell'ex Scalo Merci con la riqualificazione architettonica e funzionale del fabbricato già dedicato a deposito e magazzino ferroviario. Al secondo il Duc b, per il completamento dell'opera e sistemazione aree esterne.

I PROGETTI PRESENTATI. Terzo posto per il Teatro dei Dialetti per il completamento dell'opera e del recupero funzionale del circolo dipendenti comunali; a seguire la riqualificazione energetica delle scuola, l'edilizia residenziale sociale (Ex Pezziol, VIcofertite Sud, Vicofertile Noord e ex Althea), la realizzazione di alloggi ERS in locazione a canone sostenibile. Ancora a seguire nella zona della Ghiaia la riqualificazione sistema viario con valorizzazione del ponte romano, realizzazione spazio giovani e spazi commerciali; il sottopasso di interconnessione Tav e per Piazzale della Pace un progetto per la rigenerazione del piazzale attraverso nuova scenografia luminosa. Ultima l''area Ex Bormioli. Che ne sarà di loro? Non è dato saperlo, almeno per ora.

FILLEA: "ATTONITI, EDILIZIA IN CONDIZIONI DISASTROSE. "Alla copiosa quantità di immobili costruiti nell'ultimo quadriennio, e non venduti, si sommano le opere pubbliche aggiudicate dalla Amministrazione Vignali e mai concluse per mancanza di finanziamenti. I numeri relativi agli accordi che la Fillea Cgil ha sottoscritto a sostegno del reddito dei lavoratori e delle imprese, per cercare di garantirne la sopravvivenza solo nell'anno 2012, riguardano 170 casse integrazioni ordinarie e 5 casse integrazioni straordinarie, alle quale si devono aggiungere le mobilità ed i licenziamenti individuali per cessazione di attività.

Il settore, dai dati Cassa Edile, ha subito nel 2012 una contrazione di circa il 15% rispetto al numero di imprese ed addetti regolarmente attivi. Il potere d'acquisto dei lavoratori e dei pensionati diminuisce costantemente rendendo impossibile la pianificazione di un acquisto e anche, nel caso di tutti quei lavoratori espulsi dal settore, il mantenimento dell'alloggio in affitto. Molte imprese locali sono state penalizzate dalla morsa del patto di stabilità oltre che dal mancato pagamento degli stati di avanzamento da parte delle Stazioni Appaltanti, compreso anche il Comune di Parma, che deve al settore svariati milioni di euro.

Non si tratta di considerazioni ragioneristiche, occorre comprendere che dietro a quei vuoti ci sono storie di lavoratrici e lavoratori che hanno pagato un altissimo prezzo alla crisi, che per sostenere un minimo di tenore di vita hanno contratto al loro volta debiti dopo aver dato fondo ai loro molto spesso esigui risparmi.

Molte imprese anche locali chiedono concordati preventivi per cessazione o in continuità, garantendosi la possibilità di ripianare il loro debito e lasciando sulla strada i lavoratori che non possono presentare concordati preventivi al fisco, alle banche e a coloro a cui devono denaro.
In questo contesto la notizia che nessuno dei 9 progetti, per un valore complessivo di 63 milioni euro, presentati dal Comune di Parma abbia ottenuto i finanziamenti dal Ministero delle Infrastrutture per aiutare il Comune a completare le opere interrotte lascia attoniti.

Quei finanziamenti avrebbero di certo contribuito a rimettere in moto una macchina esausta e a ridare un minimo di speranza ai lavoratori impegnati nelle opere edili e non. Basta scorrere la lista delle opere per le quali i progetti sono stati bocciati per capire quanta manodopera poteva essere impiegata.

Reggio Emilia, Bologna, Rimini hanno attinto ai finanziamenti, mentre nessuno dei 9 progetti resentati dall’Amministrazione comunale di Parma è stato approvato, e sarebbe interessante capirne le motivazioni. Vero è che molte Amministrazioni locali avranno partecipato e le risorse avevano un tetto limitatissimo, ma secondo il sindacato di categoria della CGIL non si è avuta sufficiente convinzione e consapevolezza della importanza per il tessuto sociale ed economico di questa partita. Ci si augura che l’attuale Amministrazione dia per lo meno risposte veloci alle richieste di pagamento delle imprese ancora attive per non compromettere irrimediabilmente un settore gravemente in crisi".

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