Opere pubbliche, il piano triennale del Comune? Dall'Olio: "Un libro dei sogni"

Il Pd di Parma apre la critica al piano dei lavori pubblici per il 2014-2016 presentato la settimana scorsa dall'assessore all'Urbanistica, Michele Alinovi. E sulla Parma Food Valley Station: "Una vetrina dell'alimentare all'ex Scalo merci? Ma chi ci dovrebbe andare? E poi non ci sono i soldi"

Il piano triennale delle opere pubbliche? "Un libro dei sogni, un elenco del vorrei fare ma non so come". Così il Pd di Parma apre la critica al piano dei lavori pubblici per il 2014-2016 presentato la settimana scorsa dall'assessore all'Urbanistica, Michele Alinovi, e ribadisce invece le priorità di investimento dell'amministrazione per il prossimo anno.

"Nel 2014 vogliamo un cambio di politica - spiega Nicola Dall'Olio - e i sacrifici fatti dai parmigiani, che per due anni hanno pagato il risanamento del bilancio con le aliquote di Imu e Irpef al massimo, devono essere ripagati con investimenti per la città". Prima di tutto per il Pd deve esserci una direzione chiara riguardo alle opere incompiute perché, se queste restano cantieri abbandonati al deterioramento, quando arriverà il momento di riprendere i lavori serviranno ulteriori risorse per riqualificarli. Il Teatro dei Dialetti ne è un esempio: "Da anni è fermo e non abbiamo ancora capito cosa vuole fare l'amministrazione", commenta Massimo Iotti, aggiungendo all'elenco la Stu Pasubio per cui "non si sa dove siano finiti i 3,8 milioni di euro che in assenza di una variante urbanistica dovevano essere riconvertiti sull'edilizia convenzionata". Ma c'è anche l'ex Amnu che doveva arrivare in Consiglio comunale e di cui non si sa più nulla. Non ultimo poi l'Ospedale Vecchio: "Se prima non viene risolta la questione del project financing - riprende Dall'Olio - come si fa ad elaborare un progetto? Tutto resta solo sulla carta e non basta dire che ci sarà a disposizione delle risorse, ma si deve chiarire come si vogliono investire questi soldi".

Naturalmente non sfugge all'elenco la Scuola Europea, un'opera incompiuta che non viene citata nel piano triennale delle opere pubbliche: "Perché non c'è? - chiede Dall'Olio - Entro giugno del 2414 dovrebbe essere portata a termine ma l'amministrazione non ha preso una decisione. Questa struttura ci costerà almeno 34 milioni di euro e bisogna fare in modo che venga ultimata, ormai manca solo il 7% dei lavori. Serve una presa di posizione, la risoluzione del contratto e l'affidamento diretto dei lavori perché questa scuola sarà utile a tutta la città e non solo ai figli dei dipendenti Efsa". E a proposito di Efsa, aggiunge Iotti, c'è anche una piscina pronta e inutilizzata su cui nessuno si è espresso; poi ricorda: "Entro il 31 dicembre del 2012 l'assessore Alinovi avrebbe dovuto presentare il piano obbligatorio di valutazione del rischio sismico negli edifici pubblici, in cui ovviamente sono incluse le scuole, ma anche di questo non si ha nessuna traccia".

Priorità, dunque, che non si rispecchiano in opere come la "Parma Food Valley Station". "Una vetrina dell'alimentare all'ex Scalo merci? Ma chi ci dovrebbe andare? E poi non ci sono i soldi", commenta Dall'Olio che spiega come dei 78 milioni previsti per l'attuazione del piano triennale delle opere pubbliche 60 dovrebbero arrivare dai privati: "Ma sono stati fatti accordi? Chi ci garantisce che ci saranno dei privati che investiranno in questo periodo?". Insomma per il Pd mancano concretamente le risorse finanziarie utili a realizzare i progetti e per questo quelli elencati nel piano dei lavori pubblici per il 2014-2016 sono solo interventi spot. Certo tra questi vale la pena di salvare qualcosa come l'abbassamento di via Romagnosi che la collegherebbe alla Ghiaia, anche il Polo Socio Sanitario al Lubiana resta un progetto importante e lo stesso vale per l'ex ostello della Cittadella. Per il resto c'è ancora troppo fumo e niente arrosto.

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Infine il Welfare. A fare il punto sulla situazione è Alessandro Volta che commenta: "Del piano presentato nel 2012 non è stato fatto nulla. E' necessario che nel 2014 ci siano progetti e investimenti sul Welfare, non si può più pensare di andare avanti in questo modo perché così si gestisce solo l'emergenza. Inoltre la riforma Isee che aspettavano non dà una risposta concreta alle famiglie con più di un figlio". Ancora aperta anche la questione del decentramento: "Niente è stato fatto dopo l'assemblea dei 500 - spiega Volta - e ai quartieri manca ancora una forma di rappresentanza.". Per il Pd "l'apprendistato dei 5 Stelle è finito - chiosa Dall'Olio - e il prossimo anno sarà il banco di prova in cui mettere in campo progetti e proposte concrete".

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