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Piazzale Barbieri, rapina con aggressione al tabacchi: in manette padre e figlio

Arrestati due dei tre malviventi che lo scorso 23 luglio aggredirono i titolari della tabaccheria Braglia facendosi consegnare la borsa con l'incasso di 5.500 euro. Incastrati grazie alla una foto di un autovelox

rapina-piazzale-barbieri-tabacchiL'aggressione ai titolari della tabaccheria Braglia di piazzale Barbieri è durata pochi secondi, ma è stata molto violenta. Dopo quasi quattro mesi di indagini serrate condotte dalla Sezione Antirapine Squadra Mobile della Questura di Parma, sono stati arrestati venerdì scorso due dei tre malviventi che lo scorso 23 luglio avevano aspettato l'orario di chiusura dell'esercizio e, attorno alle ore 8 di sera, erano saltati addosso alle spalle ai due gestori, mentre questi stavano abbassando la saracinesca, rubando loro la borsa contente l'incasso, che ammontava a circa 5.500 euro.

GUARDA IL VIDEO SHOCK DELL'AGGRESSIONE CON FURTO

Fuggiti lungo via Spezia, avevano fatto perdere le proprie tracce. Due napoletani, padre e figlio, Gennaro e Francesco Esposito, di anni 51 e 19, si trovano ora nel carcere di Parma. Vivevano di espedienti e sono stati rintracciati in via Burla, a poca distanza dalla casa circondariale.
Ad incastrarli, le riprese scioccanti delle telecamere a circuito chiuso della tabaccheria e la testimonianza di un cittadino il quale, dopo l'accaduto, aveva inseguito con il proprio Suv uno dei tre rapinatori che si dava alla fuga a piedi, l'unico ancora oggi latitante, e l'aveva materialmente investito.
Il cittadino aveva così recuperato il malloppo, restituito ai titolari, mentre il criminale è riuscito a scappare.

Il testimone aveva inoltre visto salire i malviventi su una Fiat Punto color bianco e ne ricordava una particolarità: la targa risultava per metà oscurata.
Un indizio risultato fondamentale per le indagini della polizia, che è riuscita a trovare il veicolo grazie ad una foto scattata da un autovelox posto lungo la loro via di fuga, nella quale la targa risultava infatti parzialmente coperta. Per le ricerche del terzo complice, la Questura non esclude possa trattarsi di un famigliare degli Esposito. “Stiamo parlando di criminali molto pericolosi – commenta il dirigente della Squadra Mobile, Enrico Tassi – sono personaggi molto violenti. A causa dell'aggressione infatti, i due titolari avevano riportato lesioni guaribili in 15 e 8 giorni. L'uomo si era anche fratturato una costola”.
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