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Piazzale Caduti del Lavoro, clonano carte con il wi-fi: arrestati due bulgari

Attraverso un sistema nuovo alle forze dell'ordine, stavano copiando i dati dei malcapitati client della banca. Potrebbe trattarsi della stessa banda di clonatori che ha colpito nella mattinata di domenica

In un quarto d'ora di tempo avevano sottratto circa 30mila euro ai clienti dello sportello bancomat dell'istituto Monte Paschi di Siena di piazzale Caduti del lavoro. Galustov Marcel, classe 1985, e Borisov Boiko, nato nel  1983, due bulgari specializzati nella clonazione di carte, sono stati arrestati ieri alle dagli agenti di una volante impiegata nella consueta attività di controllo sul territorio. L'accusa è installazione di apparecchiature atte ad intercettare sistemi informatici.

I poliziotti si erano insospettiti da un'auto anonima, una Honda Civic grigia, che si trovava parcheggiata un po' in disparte lungo un lato della piazza. All'interno dell'abitacolo avevano sorpreso due ragazzi intenti a trafficare accanto ad un computer, sul quale era attiva una connessione Wi-fi. Nello stesso momento, un operatore bancario notava delle anomalie nello sportello prelievi. Scattato subito il collegamento tra i due fatti: i due truffatori, attraverso un sofisticatissimo sistema di clonazione, nuovo alle forze dell'ordine e collegato alla rete internet, stavano copiando i dati dei malcapitati fruitori della banca.

Sono ancora in corso accertamenti, ma sembra proprio che si tratti della stessa banda di clonatori che aveva colpito due istituti di credito nella mattinata di domenica. A conferma di ciò, la tastiera che era stata rubata dalla Banca Montepaschi di Siena di via Emilia Est è la stessa che i malviventi avevano posizionato sopra quella della banca di piazzale Caduti del lavoro, dopo aver installato sul retro di questa un dispositivo per copiare dati in tempo reale. Come spiegato dall'ispettore della Polizia Postale, Marcello Zanni, che si è occupato successivamente delle indagini assieme alle volanti, “E' la prima volta che a Parma viene usato un sistema tecnologico così avanzato: ogni tasto numerico della tastiera era collegato attraverso collettori di rame ad un microchip a sua volta collegato a internet”.

“Si tratta di funamboli del crimine – fa sapere il capo delle volanti, Roberto Cilona – erano anche attori, infatti uno dei due simulava di fare un prelievo, e intanto controllava che tutto fosse a posto. Non vivevano a Parma, ma la notte prima del colpo avevano dormito in un hotel cittadino, senza fornire la dichiarazione di presenza all'Ufficio Immigrazione”.

Ecco ik video che li ha incastrati

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