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Pizzarotti incontra Vallejo Calderòn. Guido Picelli: filo rosso tra Parma e Barcellona

Carlos Vallejo Calderòn, promotore del monumento al parmigiano Guido Picelli a Barcellona, è stato ricevuto stamattina in Municipio. Incarcerato e torturato per aver fondato il sindacato degli studenti

Un filo rosso della memoria congiunge Parma a Barcellona. Quel filo porta il nome di Guido Picelli, ed è stato “annodato” grazie ad un signore che ha passato la vita a combattere contro il franchismo, al fianco dei lavoratori spagnoli. Carlos Vallejo Calderòn, promotore del monumento al parmigiano Guido Picelli a Barcellona e della targa commemorativa a Mirabueno, è stato ricevuto questa mattina in Municipio dal sindaco Federico Pizzarotti. Il dirigente sindacale spagnolo era accompagnato da Paolo Bertoletti della SPI CGIL di Parma e da alcuni rappresentanti dell’associazione AICFAS (Antifascisti spagnoli) che, insieme all’ANPI, hanno costruito il progetto di valorizzazione dell’eroe delle Barricate nella terra che gli fu fatale.

Carlos Vallejo, da sempre impegnato nel campo della lotta per la democrazia - tanto da essere incarcerato e torturato durante il regime franchista per aver fondato prima il sindacato degli studenti e poi il sindacato dei lavoratori in SEAT - è stato esule in Italia negli anni settanta e ricorda “la particolare sensibilità degli italiani dell’epoca nell’accogliere gli esuli di guerra e l’esempio di solidarietà sociale che hanno rappresentato”. Oggi è segretario di formazione, cultura e rapporti internazionali della sezione di Barcellona di “Comisiones Obreras” (la Camera del Lavoro spagnola). Vallejo si trova a Parma, ospite della CGIL, per la commemorazione dei quarantadue volontari parmigiani che si erano uniti alla fazione repubblicana nella guerra civile spagnola.

Tra questi volontari spicca il nome di Guido Picelli, eroe delle barricate di Parma del 1922 e comandante del nono battaglione delle Brigate Internazionali in Spagna, che morì nel 1937 lottando sul fronte di Mirabueno, vicino a Guadalajara. Per Picelli furono organizzati tre funerali di Stato in Spagna: a Madrid, Valencia e Barcellona. Fu seppellito nel cimitero di Montjuic a Barcellona, ma, una volta che Franco prese il potere della città nel 1939, i resti di tutti gli antifascisti, incluso Picelli, furono dispersi nelle fosse comuni. E’ proprio a Barcellona quindi, sulla sommità del monte del cimitero, nel giardino del Mediterraneo, che il primo giugno dello scorso anno è stato inaugurato il monumento in alabastro a ricordo di Guido Picelli e dei compagni antifascisti, “un momento- afferma Vallejo – che ha finalmente riportato dignità alla memoria di eroi che hanno dato la vita per la democrazia”.

Il monumento al cimitero e la targa commemorativa di Mirabueno sono stati collocati grazie alla collaborazione fra istituzioni spagnole ed italiane, in primis “Comisiones Obreras” e CGIL, con il sostegno del Comune di Parma e delle associazioni di memoria storica. “Il ricordo di Picelli e delle barricate del ’22 a Parma è sempre molto vivo – ha affermato Pizzarotti- sarebbe utile intensificare i rapporti con la Spagna, anche per far conoscere qualcosa di più sui combattenti parmigiani che hanno dato la vita per contrastare gli squadristi di Franco”. Tra i progetti possibili si valuterà la possibilità di porre sui monumenti commemorativi, sia di Barcellona che di Parma, codici “QR” che, letti tramite smartphone, possano collegare a un sito web comune che riporti la storia che unisce le due città.

L’incontro si è concluso con uno scambio di doni: una xilografia raffigurante Picelli e le barricate da parte di Vallejo, un testo riportante la storia delle protagoniste femminili della guerra civile spagnola da parte di AICVAS (prima associazione in Europa ad aver affrontato il tema), e un libro di Santi sulle barricate e uno sul ricordo delle vittime civili di Parma durante la seconda guerra mondiale da parte dell’amministrazione comunale.

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