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Pizzarotti, l'incontro del 7 dicembre e le critiche: Leopolda grillina?

Il 7 dicembre il sindaco ha proclamato la "Giornata dello Statuto" invitando tutti gli attivisti del movimento a partecipare, ma gli scontri sulla gestione amministrativa di Pizzarotti -non in linea con le direttive pentastellate- gettano un alone di preoccupazione sulle vere finalità dell'incontro

La giornata del 7 dicembre viene ufficialmente proclamata come appuntamento per raccontare l'operato dell'amministrazione comunale fatto in questi 2 anni e mezzo. Lo stendardo del Comune è quello di aver per primo modificato lo statuto cittadino con valori aggiunti di "democrazia, trasparenza e partecipazione diretta dei cittadini" attraverso il referendum senza quorum o consigli di quartiere. "Bisogna responsabilizzarsi insieme", commentava Pizzarotti alla presentazione, ma il direttivo da tempo non è d'accordo con le scelte amministrative del primo cittadino. Varie le polemiche e i botta e risposta che si sono susseguiti in questi anni, primo fra tutti quello portato avanti da Grillo riguardo all'inceneritore. Di queste ultime ore le frasi di Casaleggio, a Roma per un incontro con il direttorio, "non cacciamo nessuno, chi vuole se ne vada" che insieme alla nuova punta stellata Di Maio replica "non faremo nulla per cacciarli torneremo piuttosto sui territori e faremo rete". L'allusione a Pizzarotti sembra chiara e chiara anche la nuova linea da adottare, dopo la sconfitta alle regionali, di portare avanti una maggiore adesione in ambito locale. 

Fra le adesioni all'evento spiccano quelle di Nogarin, primo cittadino livornese che alle critiche risponde "vado ma non sono un dissidente", oltre a quelle del toscano Artini considerato amico del Pd romano (di recente cronaca la telefonata "intercettata" con Renzi). Le altre adesioni provengono da #OccupyPalco, gruppo di attivisti del movimento che si era distinto per le critiche all'organigramma dei 5 stelle. Chi invece non sarà presente sono i leader e i 5 nuovi eletti per portare avanti il direttorio. A voler leggere tra le righe delle adesioni e non, sembra emergere un quadro chiaro. 

Chi continua ad essere in linea con le scelte dei vertici starà a casa chi invece critica il movimento, per una ragione o per l'altra, verrà a Parma.Prove d'orchestra per una scissione?

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