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Debito, Commissione Audit: "La riduzione? Grazie a una scelta osteggiata da Pizzarotti"

Riduzione del debito da 860 a 620 milioni di euro. "Tale miracolo -sottolinea l'Audit- deriva dal fallimento di SPIP e dunque dalla riduzione contabile di 110 milioni, oltre che dalla vendita di Stu Pasubio per 86 milioni"

Ad un anno dall'insediamento della giunta Pizzarotti le polemiche continuano. Se i 'nemici' locali hanno accusato la giunta di immobilismo e di non essere riusciti a rispettare gli impegni presi in campagna elettorale nelle ultime settimane il sindaco ha rilasciato alcune interviste a testate nazionali dove ha portato come risultato delle sue azioni la riduzione del debito da 860 a 620 milioni di euro. Anche Beppe Grillo lo ha elegiato per questo. La Commissione di Audit contesta Pizzarotti sul su questo punto specifico. "Tale miracolo -sottolinea- deriva dal fallimento di SPIP e dunque dalla riduzione contabile di 110 milioni, oltre che dalla vendita di Stu Pasubio per 86 milioni". Un'opzione quindi sempre osteggiata dalla giunta a 5 Stelle e auspicata invece dalla Commissione di Audit. 

LETTERA DELLA COMMISSIONE DI AUDIT A PIZZAROTTI. "Signor Sindaco, Lei è assurto in dodici mesi a modello di buona amministrazione per tutto il paese,  per  gli aspiranti amministratori  che vengono a Parma ad imparare, per Grillo che La porta ad esempio nei suoi blog, è presente sui rotocalchi di mezzo mondo, sulle tv nazionali. Il leitmotiv di questo successo miracoloso (in verità ricorrente in queste ultime due/tre settimane, dopo la decisione del Tribunale di non ammettere la procedura di concordato preventivo per SPIP) è rappresentato dal fatto che la Sua amministrazione avrebbe ridotto il debito del Comune di Parma da 860 milioni a 620, le tariffe delle scuole dell'infanzia sarebbero state abbassate, l'inceneritore ci sarebbe ma in realtà non ci sarebbe ....

Ancor più mirabolanti appaiono le esternazioni sue e quelle dei suoi assessori: subito dopo l’insediamento la situazione economica del Comune veniva presentata come un treno lanciato senza macchinista verso il default; nell'ottobre 2012 improvvisamente l'assessore al bilancio quantificò in 600 milioni, anzichè negli 846  indicati dal Commissario straordinario Ciclosi, il debito del Comune (Corriere della sera, 20.10.12) ,diffidava chiunque avesse parlato di rischio default, sostenendo che “il debito del Comune è sostenibile” (Relazione dell'assessore sul debito pubblico in Consiglio  comunale ), tanto da consentire all'ex sindaco Vignali di scrivere alla Gazzetta di Parma “Finalmente è stata ristabilita la verità, Parma non è al dissesto ma in una situazione comune a tante altre città alle prese coi tagli del governo agli enti locali”, mentre ex sindaco, ex vice sindaco, ex assessore al bilancio si permettevano di definire “deliranti le accuse di Ciclosi” loro rivolte (Gazzetta, 7.6.12). Lei con la sua giunta dichiarava chiaro e tondo che “i cittadini dovranno farsi carico del debito. Al momento di licenziare il bilancio preventivo, al contrario, sempre l'assessore giurò: “Il Comune di Parma non è nelle condizioni di dissesto”(Gazzetta di Parma, 1.2.13). Oggi, come d’incanto, la bestia orrenda del debito, che ritorna a essere quantificata in 860 milioni, rispunta, ma avrebbe trovato il suo domatore nel prode sindaco che lo avrebbe ridotto a 620 milioni. 

Tutto questo non può che suonare sconcertante alla luce delle ultime dichiarazioni da Lei rese presso tv nazionali. Quale delle tante è la verità, Sindaco? Come può, signor Sindaco, consentire che la realtà venga così beffardamente alterata e piegata alla contingenza politica del momento in questo modo ? Come ha potuto, Sindaco, vantare nel corso di una sua recente intervista su La 7 che L'azione più rivoluzionaria compiuta dalla sua giunta è stata quella di ridurre il debito da 860 a 620 mln, quando tale miracolo deriva dal fallimento di SPIP e dunque dalla riduzione contabile di 110 milioni, oltre che dalla vendita di Stu Pasubio per 86 milioni? Quando cioè tale riduzione deriva da una decisione del Tribunale, sempre osteggiata dalla Sua Amministrazione, che sino a ieri ha sostenuto la strada del concordato preventivo, che invece avrebbe aggravato l’onere dei debiti sul Comune di Parma?

Perchè, Sindaco, non manda ad Otto e mezzo della Gruber, o a Grillo la Delibera della sua Amministrazione n. 10/19 dell'1.1.13,  in cui viene approvato il Piano industriale di STT (holding comunale che controlla SPIP ), gravata da un debito di 411 milioni e senza prospettive di introiti, che prevede un'ulteriore richiesta di indebitamento presso le banche allo scopo di sostenere il concordato coi creditori di SPIP?

Perchè non dice che il piano di concordato preventivo è stato sostenuto strenuamente dalla sua Amministrazione comunale sebbene prevedesse l’erogazione ingiustificata di finanziamenti pubblici a fondo perduto per 5 mln di euro, nel tentativo di soddisfare “il ceto bancario”, fortemente penalizzato dall'insolvenza di SPIP e dalla svalorizzazione dei terreni, il cui valore attuale è dimezzato rispetto  a quello attribuito in sede di erogazione dei mutui stessi?

Perchè non manda insomma alla Gruber, o al New York Times, o a Grillo gli articoli apparsi su Polis quotidiano (18.7.12), su Il Nuovo di Parma (20. 7. 12), sulla Gazzetta di Parma (18.7.12; 1.2.13; 13.2.13), tanto per citarne alcuni, in cui lei dice “No al fallimento di SPIP” e attacca la Commissione audit che sosteneva invece questa posizione? Oppure quelli in cui si parla delle tasse IMU ed IRPEF e della decisione presa dalla sua giunta il 30 ottobre 2012 di applicare le aliquote più alte in Italia, o gli articoli in cui i genitori organizzati in Comitato le contestano l'innalzamento delle rette nelle scuole dell'infanzia? Il miracolo è appunto questo: Lei oggi si vanta di avere ridotto di oltre 200 mln il debito del Comune, in virtù di una scelta che Lei ha sempre osteggiato e sostenuta strenuamente dalla Commissione audit da oltre un anno.

La Sua Amministrazione era pronta a compiere un’operazione antieconomica che danneggiava l'interesse pubblico, soprattutto i cittadini, costretti a ripianare il debito con tasse tra le più alte d'Italia, aumenti delle rette dei servizi e tagli alla spesa sociale per favorire “il ceto bancario”, affinché non venisse troppo danneggiato dall'insolvenza di SPIP. Nell'articolo apparso sull' International Herald Tribune e il New York Times (con la cui autrice la Commissione Audit ha avuto un lungo e documentato incontro), così come nell'intervista rilasciata a La 7, Lei, signor Sindaco non ha fornito dati, né risposte. Non ha spiegato perchè avesse promesso la chiusura dell’inceneritore in campagna elettorale mentre ora annunzia solo di volerne “monitorare” le emissioni. 

Alle domande sulle imposte, ha dichiarato sorprendentemente di concordare sull'abolizione dell'IMU sulla prima casa, quando  le nostre richieste, avanzate a partire dal luglio scorso, di non applicare la aliquota massima alle famiglie con mutuo e di destinare il 20% del sovragettito fiscale alla spesa sociale sono state ignorate. Si è attribuito il merito di aver ridotto le tariffe delle scuole dell'infanzia, tacendo accuratamente della lunga lotta condotta dalle famiglie; si è vantato di aver tra i primi approvato il bilancio di previsione, in un contesto di indisponibilità alla concertazione, al confronto, alla mediazione con le parti sociali, le realtà politiche e sindacali della città.

Caro Sindaco, il fumo delle parole è evanescente, può confondere, ma prima o poi si dirada e lascia intravedere la realtà sottostante. Lei, in virtù del potere delegato che esercita, accordatole dai cittadini, ha il dovere di dire parole di verità, che non siano strumentali o offensive nei confronti di chi la  realtà cruda ed amara la vive sulla propria pelle.

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