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Inceneritore, Dall'Olio: "L'era degli incarichi gratuiti è già chiusa"

Il capogruppo del Pd in Consiglio comunale sull'affidamento della consulenza retribuita all'ingegner Paolo Rabitti: "Sull'impianto di Ugozzolo si continuano a prendere in giro i parmigiani"

Incarichi esterni retribuiti. La polemica è lanciata. Ad innescarla Nicola Dall'Olio, capogruppo del Pd in Consiglio comunale, che interviene duramente dopo l'affidamento dell'incarico di consulente esterno per l'inceneritore all'ingegnere Paolo Rabitti per una spesa di 16 mila euro.

"Con l’affidamento dell’incarico -si legge in una nota- di consulenza per fermare l’inceneritore all’Ing. Rabitti e dei tre incarichi sul bilancio, di cui due a collaboratori di studio dello stesso Assessore, si è chiusa rapidamente la nuova era a 5 stelle delle consulenze a titolo gratuito, trovata elettorale da riporre nella soffitta piuttosto ingombra delle promesse irrealizzabili, secondo la consumata tradizione della vecchia politica".

 "Anche sul tema dell’inceneritore si continua a prendere in giro i parmigiani. L’Assessore Folli dichiara che l’inceneritore è anti-economico. Ci si domanda dove stia l’economicità nell’impedire l’entrata in esercizio di un impianto pressoché ultimato, realizzato da una impresa privata che, nel suo pieno diritto, chiederà al Comune, e quindi ai cittadini di Parma, il ristoro dell’investimento effettuato (180 milioni di euro, 1000,00 € procapite) e del mancato reddito sull’esercizio".

"A questa nuova evitabile tassa si dovranno aggiungere i costi di investimento per realizzare gli impianti di smaltimento alternativi, su cui a tutt’oggi non c’è ancora una proposta concreta con un piano di fattibilità tecnica e finanziaria. L’Amministrazione Comunale dice che intende seguire il modello di Reggio Emilia. Benissimo. Ci dicano allora dove pensano di realizzare la discarica per i residui del TMB e i necessari impianti di compostaggio. In quanto tempo? Con quali costi?"

"Sarebbe inoltre interessante sapere come e dove il Comune intende smaltire i rifiuti prodotti in attesa dell’avvio dei nuovi impianti (3-4 anni nella migliore delle ipotesi, sempre che non si formino dei comitati contrari, come successo per l’impianto di compostaggio di Mezzani e la discarica di Monte Ardone). Per più di 10 anni i rifiuti di Parma sono stati in gran parte smaltiti nell’inceneritore e nelle discariche di Reggio Emilia. Ma dal gennaio 2013, i cugini reggiani non intendono prendere più un solo chilogrammo dei nostri rifiuti. Dove li manderemo? In Olanda?".

"Nel frattempo non si notano significativi miglioramenti sul fronte della riduzione dei rifiuti, del riuso e della raccolta differenziata domiciliare. Nel quartiere dove abito, l’Oltretorrente, continuo a differenziare l’organico senza che vi sia un servizio di raccolta e sono costretto a buttare l’indifferenziato nei famigerati cassonetti stradali. In campagna elettorale erano stati assicurati risultati mirabolanti in brevissimo tempo, citando ad esempio Comuni come Capannori o Ponte nelle Alpi, non proprio delle città. Speriamo che anche questi condivisibili impegni non si rivelino le solite promesse elettorali da relegare nella soffitta della vecchia politica".

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