Dall'Olio contro "Pizzarotti operaio": "Interventi spot ma nessun atto concreto"

Il capogruppo del Pd in Consiglio comunale: "Non è con le foto e con i post su Facebook che si dà risposta ai cittadini e al crescente degrado della nostra città. Ma con progetti e fatti, quelli che questa amministrazione è drammaticamente incapace di produrre"

"Con il rientro dalle ferie - si legge nella nota inviata da Nicola Dall'Olio, capogruppo del Pd in Consiglio comunale - scopriamo che il sindaco Pizzarotti si è lanciato in una nuova campagna comunicativa: siamo ora al sindaco operaio, che sradica con una fune rami pendenti dai bastioni della Cittadella, rigorosamente senza guanti, casco o qualsiasi altro dispositivo di sicurezza previsto dalle norme. E al sindaco a passeggio che “scopre”, grazie alle segnalazioni dei cittadini, le situazioni di degrado che ormai sono diventate un segno distintivo della nostra città.

Pizzarotti ci informa attraverso la sua pagina facebook che la Cittadella era abbandonata da anni. Sorge spontanea una domanda: ma lui in questi ultimi due anni dov’era? Cosa ha fatto la sua amministrazione a parte devastare il verde della Cittadella con un intervento di taglio scriteriato? Chi è il responsabile del degrado: la minoranza in consiglio comunale? i partiti? i marziani?

E’ dall’inizio del mandato che l’opposizione denuncia il degrado della città e la totale inerzia dell’amministrazione ad affrontarlo con interrogazioni, sopralluoghi, interventi. A queste sollecitazioni il Comune non ha mai dato risposta nei fatti, spesso nemmeno nelle parole. Degrado, fontane secche, buche, non sono importanti, bisogna guardare in alto, ci ha sempre spiegato il Sindaco, anche quando nelle buche ci cadono gli anziani finendo in rianimazione.

Ci voleva una troupe di fotografi al seguito, e il suggerimento di qualche comunicatore, per scoprire cose segnalate da tempo da consiglieri e attivisti di partiti e associazioni, che evidentemente non rientrano nella categoria dei “cittadini”, quelli buoni, che meritano di essere ascoltati e portati in giro nei servizi fotografici.

Così come non meritavano di essere ascoltati quegli altri cittadini che due anni fa, fiduciosi, hanno partecipato agli incontri di quartiere segnalando tutto quanto non andava nelle loro zone. Che fine hanno fatto quelle segnalazioni? Quali risposte concrete sono state date dall’amministrazione? Nulla, un nulla talmente imbarazzante che si è pensato bene di non ripetere queste riunioni, vendute allora come il primo vero esperimento di partecipazione in Italia. E che ora si tenta di coprire con furbesche manovre comunicative.

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Non è con le foto e con i post su Facebook che si dà risposta ai cittadini e al crescente degrado della nostra città. Ma con progetti e fatti, quelli che questa amministrazione è drammaticamente incapace di produrre."

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