Pizzarotti: 'Il Governo ci toglie 10 milioni, ci impedisce di chiudere il bilancio'

"Con 10 milioni di euro tolti alle nostre casse -sbotta il sindaco- stanno mettendo a serio rischio i servizi essenziali da noi garantiti ai parmigiani. Domani l'incontro dei sindaci Anci con Napolitano

"Al Comune di Parma -si legge in una nota- mancano 10 milioni di euro per chiudere il Bilancio preventivo: 8 milioni di minor gettito, dovuto dalla scelta del governo di passare dall’imposizione Imu alla Tasi; 2 milioni in meno dal fondo di solidarietà spettante ai Comuni. A queste, poi, si aggiungono anche altri 2 milioni di crediti per spese giudiziarie dell’anno 2012 anticipate per conto dello Stato e mai versati al Comune di Parma, alle quali si dovranno aggiungere anche quelli dell’esercizio 2013.

La denuncia del Sindaco Pizzarotti. “Così non si può andare avanti – sbotta Federico Pizzarotti – lo diremo domani al Presidente della Repubblica nell’incontro con la delegazione dell’Anci, e lo ribadiremo con forza alla manifestazione dei sindaci giovedì a Roma. in occasione dell’Assemblea straordinaria, una giornata che si preannuncia calda e di protesta”. E tornando a Parma, puntualizza: “Con 10 milioni di euro tolti alle nostre casse stanno mettendo a serio rischio i servizi essenziali da noi garantiti ai parmigiani. E’ giusto che i cittadini lo sappiano. Ogni giorno –continua il sindaco di Parma - centelliniamo spese e investimenti per far quadrare i conti e per chiudere cantieri aperti da anni, come la stazione; firmiamo importanti contratti per mantenere invariati i servizi, per riqualificare i nostri parchi e per aprire nuove scuole e nuove biblioteche; tutte le mattine facciamo i salti mortali, utilizzando ogni euro spendibile per chi non è in grado di arrivare a fine mese e per ricollocare nel mercato del lavoro chi ne è stato allontanato. 

Ogni giorno, insomma, siamo alle prese con politiche di risparmio e di rilancio, ma tutto è vanificato se chi deve venire incontro ai diritti dei parmigiani, anziché sostenere il nostro lavoro continua a toglierci fondi essenziali, anno dopo anno. Ogni singolo euro, in questo momento di crisi, è per noi vitale: dieci milioni non ci permettono di mettere in sicurezza il Bilancio”.

Il meccanismo della nuova tassazione

Il problema di fondo nasce dall’impostazione fiscale architettata dal governo nella nuova legge di stabilità: la nuova Imposta Unica Comunale, meglio conosciuta come Iuc, è un tributo composto dall’Imu - su tutti gli immobili esclusa la prima casa -, dalla Tari - tassa per la raccolta rifiuti - e dalla Tasi - tassa sui servizi indivisibili: manutenzione illuminazione, strade, parchi ecc. -. Con la nuova tassazione i parmigiani non pagheranno più l’Imu sulle prime case, ma dovranno invece versare la Tari e la Tasi (quest’ultima gravante su tutti gli immobili, anche le prime case): il cambio di imposizione e di aliquote, comporterà un minor gettito al Comune di Parma di 8 milioni di euro, prima derivante dall’imposta Imu.

La mini IMU e il gioco d’azzardoAlla nuova imposizione fiscale a danno dei parmigiani, si aggiunge anche il pasticcio del pagamento della mini imu, versata il 24 gennaio scorso come stabilito dalla Legge di Stabilità 2014. "Una beffa – fa sapere Pizzarotti -. Prima il governo promette l’abolizione della seconda rata dell’Imu 2013 sulla prima casa, di fatto togliendo ulteriori fondi ai comuni, poi fa marcia indietro facendone pagare una parte ai contribuenti. Sono stato il primo, assieme ai sindaci emiliani, a proporre una tassa sul gioco d’azzardo per ovviare al pagamento della mini Imu, ma anziché andare a prendere fondi dentro ad un giro d’affari immorale di 100 miliardi l’anno, il governo ha pensato bene di evitare alle lobby del gioco la tassa, prelevando soldi dalle tasche dei contribuenti”. 

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Le richieste del Comune di ParmaIl tema essenziale che il sindaco Pizzarotti denuncerà all’assemblea straordinaria del 29 gennaio, sarà la doverosa pretesa dei sindaci di affermare una autonomia finanziaria e organizzativa dei comuni che possa meglio e più efficacemente rispondere alle esigenze dei parmigiani, “I nostri concittadini hanno il diritto di sapere in che modo vengono spesi i loro soldi – fa sapere -. Il rischio, infatti, non è soltanto quello di trovarsi meno fondi rispetto al 2013, ma è anche quello di non sapere come lo Stato spende i nostri risparmi. Ci vuole una linea più dura e intransigente da parte dell’Anci: dobbiamo superare l’attuale forma di tassazione, continuando a garantire i servizi essenziali”. Nello specifico le richieste al governo saranno di:- mantenere l’impegno a garantire al Comune di Parma nel 2014 le stesse risorse avute nel 2013;- rivedere la tassazione che dall’Imu alla Tasi graverà sulle casse del Comune per un totale di 8 milioni di euro;- richiamare il governo ad ottemperare all’obbligo di legge di rimborsare i Comuni le spese sostenute per il funzionamento degli uffici giudiziari;- cessare i continui tagli ai trasferimenti ai comuni, calcolati dall’Anci in 16 miliardi di euro dal 2007 ad oggi. - Revisione del Patto di Stabilità, che lega le mani ai Comuni e rende complicati gli investimenti". 

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