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Il New York Times parla di Pizzarotti, tra promesse mancate e voglia di rivoluzione

L'analisi è tutta da leggere: tra promesse mancate e un altalenante gradimento da parte degli elettori. "Parma è anche un banco di prova - scrive Elisabetta Povoledo - per capire cosa potrebbe fare il Movimento se gli fosse dato più potere"

Pizzarotti internazionale, anche il New York Times parla di lui e del suo primo anno di governo. E l'analisi è tutta da leggere: tra promesse mancate e un altalenante gradimento da parte degli elettori, il più prestigioso dei quotidiani americani, dipinge la terra dei prosciutti come un posto in cui si è scelta la differenza per un cambiamento radicale ma dove, per rimanere in Italia, tra il dire e il fare c'è di mezzo il mare. Un mare in cui sono affogati gli slogan elettorali come quello sull'inceneritore: "In circostanze normali promesse elettorali non mantenute potrebbero generare malumore negli elettori, considerato che la qualità dei politici italiani è quello che è. Ma Parma è la prima grande città la cui amministrazione è gestita dal Movimento Cinque Stelle, che si è presentato come un'alternativa quasi rivoluzionaria ad un sistema politico che liquida come vecchio e obsoleto", riporta il New York Times.

Parma, poi, è anche un banco di prova - scrive la giornalista autrice dell'articolo, Elisabetta Povoledo - per capire cosa potrebbe fare il Movimento se gli fosse dato più potere. Al momento i limiti sono tanti, uno su tutti il debito comunale, causa del naufragio di un'altra promessa elettorale che voleva la riduzione dell'Imu e che invece l'ha vista lievitare insieme alle tasse per i centri diurni e al prezzo delle mense scolastiche. Certo, spiega la Povoledo, Pizzarotti e i suoi consiglieri hanno dato l'esempio: "Le biciclette hanno sostituito le auto di lusso con autista. La Giunta ha votato un taglio di stipendio - e tagliato gli stipendi dei dipendenti comunali, tra il loro disappunto e le proteste - invitando le altre amministrazioni locali a fare lo stesso. Hanno tagliato le spese in eccesso, anche se un sobrio albero di Natale fatto di polistirolo e cartone riciclato nella piazza principale non è andato giù a Parma, che è orgogliosa della sua fama di città ricca e un po' vanitosa".

Sulla partecipazione diretta dei cittadini, invece, il giudizio è critico: finora le riunioni fatte quartiere per quartiere, attraggono pochi residenti e tendono a impantanarsi in questioni minori. Inoltre scrive la Povoledo "i veri sostenitori del movimento non temono che la democrazia basata sul Web potrebbe tagliare fuori una fetta considerevole della popolazione - soprattutto gli anziani - che non ha, o non vuole, l'accesso regolare a Internet". Quindi "nonostante l'impegno del Movimento Cinque Stelle verso una maggiore partecipazione, resta ancora da adempiere alla promessa di destinare il 5 per cento del bilancio della città a progetti decisi dalla popolazione". Per ora i grillini restano a galla, e non è poco in una città tanto indebitata, sarebbe bene però imparare a nuotare bene per raggiungere traguardi migliori e nel frattempo cercare di recuperare qualche promessa sul fondo.

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