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Sicurezza, la ricetta di Pizzarotti? "Telecamere, controlli e leggi più repressive"

"E' inconcepibile" -scrive il sindaco- che ogni volta che si arresta qualche spacciatore, questi il giorno dopo è subito fuori di galera come se nulla fosse successo". E le leggi? "La passività della legge italiana è inaccettabile"

Sicurezza, spaccio e parcheggiatori abusivi in alcune zone della città di Parma. Il sindaco Federico Pizzarotti rende pubblico il suo pensiero rispetto alle situazioni di criminalità e di degrado che i cittadini avvertono in alcuni quartieri, dal San Leonardo al Pablo. Qual'è la ricetta del primo cittadino? Più telecamere, maggiori controlli e più repressione. "E' inconcepibile" -scrive il sindaco- che ogni volta che si arresta qualche spacciatore, questi il giorno dopo è subito fuori di galera come se nulla fosse successo" come inconcepibile è "un parcheggiatore abusivo che mette le mani al collo di un carabiniere, sbattendolo per terra, il giorno dopo sia ancora in via Volturno a perpetrare la sua attività illecita". Il sindaco a 5 Stelle quindi auspica il cambiamento delle Leggi italiane "adottando maggior repressività"

LA NOTA DI PIZZAROTTI. “I parmigiani chiedono più sicurezza, e hanno totalmente ragione. Ci sono situazioni che sono diventate invivibili in certe zone di Parma, mi riferisco in particolare in zona San Leonardo e Pablo, ma anche ai parcheggiatori di via Volturno, che esasperano gli animi con metodi ossessivi e prepotenti. Sono diverse le lettere che ricevo e in cui si chiede la stessa cosa: porre rimedio a situazioni di degrado. Abbiamo ascoltato le esigenze dei parmigiani intensificando i controlli, adottando tutti i poteri di cui dispone un sindaco, chiedendo più unità per i vigili perché da anni sotto organico, potenziando l’uso delle telecamere (ad esempio in Piazza della Pace, ma presto arriveranno anche in altre zone) e riutilizzando le garitte come punto di controllo e di presidio, in più due presidi mobili, nella zona di viale Piacenza e via Imbriani. Intensificheremo l’uso dei vigili di quartiere, già attivi da due anni, e presto verrà approvato il nuovo regolamento di polizia urbana, immodificato dal 1982, con caratteristiche più chiare e determinate. Ma questo basta per rendere la città più sicura? No, non basta. Pretendo di più. Perché credo sia del tutto inconcepibile leggere che, benché gli sforzi delle amministrazioni puntino a una maggior sicurezza, ogni volta che si arresta qualche spacciatore, questi il giorno dopo è subito fuori di galera come se nulla fosse successo. 

Lo abbiamo letto anche di recente: è inconcepibile che un parcheggiatore abusivo che mette le mani al collo di un carabiniere, sbattendolo per terra, il giorno dopo sia ancora in via Volturno a perpetrare la sua attività illecita. Questa passività della legge italiana è inaccettabile, perché vanifica completamente gli sforzi e le risorse che noi mettiamo tutti i giorni in favore della sicurezza. C’è chi bivacca o molesta i parmigiani, chi occupa strade e aree verdi spacciando e degradando la città, e gli unici strumenti che hanno a disposizione i sindaci sono le ordinanze. Le leggi italiane permettono tutto questo sfacelo dimostrando completa impotenza. Gli spacciatori si sentono liberi di fare tutto ciò che è in loro potere perché sanno che la legge italiana non li punisce come dovrebbe. Allora lo dico: o si cambiano le leggi italiane, adottando maggior repressività, o si danno alle amministrazioni nuovi strumenti giuridici da applicare verso chi commette degrado e illeciti, perché ad oggi i regolamenti per le polizie locali non sono per nulla adeguati. Per questo già dai prossimi giorni chiederò formalmente in Provincia un incontro apposito con il Presidente Fritelli e tutti i sindaci del territorio, al fine di unire le forze e le voci per far sentire tutta l’esasperazione della città e della provincia al prefetto e al questore di Parma. Agire subito e di concerto con il parmense affinché lo Stato si renda conto che la sicurezza è un diritto, e che il diritto dei parmigiani è quello di vivere con serenità la propria città”.

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