Stu Pasubio, Iotti (Pd): "Corte dei Conti se non ritirate le delibere"

Il consigliere comunale del Pd sulla cessione delle quote del Comune: "I Revisori dei Conti confermano: non sono mai stati consultati per il parere, obbligatorio, sulle delibere del Commissario e di Giunta"

Stu Pasubio. Lo scontro tra maggioranza e opposizione del Pd si era vista in Consiglio comunale. L'annuncio della Giunta della cessione delle quote che facevano capo al Comune, anticipata da alcune dichiarazioni del sindaco Federico Pizzarotti, avevano fatto andare su tutte le furie i consiglieri del Pd, che avevano minacciato di rivolgersi alla Corte dei Conti per presunte illegittimità nella procedura.

Massimo Iotti, consigliere comunale del Pd, ha diffuso un duro comunicato sulla vicenda Stu Pasubio, dove avverte l'intenzione di rivolgersi alla Corte dei Conti se la delibera non verrà ritirata. "I Revisori dei Conti confermano -esordisce Iotti- non sono mai stati consultati per il parere, obbligatorio, sulle delibere del Commissario e di Giunta. In totale mancanza di trasparenza, la competenza palese del Consiglio a discutere e decidere è stata sottratta in modo illegittimo. La Giunta Pizzarotti vuole evitare parlare della Stu Pasubio, e si tenta di cancellare tutte le vicende degli ultimi anni, compreso l’indebitamento e i poco chiari rapporti pubblico-privati".

"Come: cercando di svendere tutte le quote comunali, prodotte con soldi pubblici dei cittadini ma anche di stato e regione. Di colpo l’intera operazione non ha più rilevanza pubblica, si chiude così. Un patrimonio comunale di almeno di decine di milioni di euro svenduto per quattro miseri milioni, pagabili peraltro in opere, scontando crediti. Tutto questo dichiarando adesso che quel patrimonio di appartamenti e negozi non è vendibile, mettendo nero su bianco che 3850 euro / mq. sono un costo fuori mercato stimando che nella zona si posso raggiungere esagerando i 2700 euro/mq.

"Di tutto questo rimane la domanda: perchè non se ne deve discutere, perchè tutto questo deve sparire in fretta? Rimane ormai evidente l’illegittimità delle delibere, per mancanza di parere dei revisori, e per la delibera di Giunta la chiarissima illegittimità per competenza avendo lo stesso CommIssario Ciclosi deliberato sullo stesso argomento in precedenza “con i poteri del consiglio.

In attesa delle verifiche dei revisori, che solo ora apprendono ufficialmente della vicenda, ribadisco che se non verrà ritirata l’illegittimità della Giunta tutto sarà trasmesso, sul serio, alla Corte dei Conti organo di controllo dell’attività amministrativa. Certo non una bella pagina di “trasparenza e partecipazione” nelle decisioni comunali, al contrario il tentativo di nascondere tutto e chiudere in fretta un brutta grana. Niente di diverso nel modo di governare rispetto al passato".

 

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