Cronaca

Stu Pasubio, Iotti: "Pizzarotti, perchè hai scavalcato Consiglio e Revisori?"

Il consigliere comunale del Pd commenta le parole del sindaco di Parma sulla cessione delle quote del Comune: "Allibito dalle parole del primo cittadino, nessuno contesta che l'operazione non era nota"

Stu Pasubio. Sulla cessione delle quote del Comune continua la polemica. Massimo Iotti aveva criticato le scelte del sindaco Pizzarotti in un documento, in cui si annunciava la trasmissione di tutte le carte alla Corte dei Conti. Pizzarotti aveva risposto, sostenendo che l'operazione era stata resa nota da tempo. Ora la replica di Iotti.

"Resto allibito nel leggere le dichiarazioni del sindaco di Parma sull’affaire Stu Pasubio. Nessuno contesta che l’operazione non fosse nota, caro Pizzarotti. Il punto, casomai, è un altro: nella sua lunga autodifesa lei dimentica di spiegare perché mai abbia deciso di prorogare il bando per la cessione del 52% delle quote comunali nella Spa senza affrontare il progetto in Consiglio comunale. Ricordo al Sindaco che il vigente regolamento contiene una norma che, chiaramente, assegna alle competenze del Consiglio un bando che comporta conseguenze patrimoniali e finanziarie per l’Ente.

Sostenere che Stu Pasubio non ricada in questa fattispecie mi pare curioso, almeno quanto dire che il Consiglio verrà coinvolto solo dopo l’approvazione del bando, già avvenuta il 19 luglio scorso. E’ come pretendere di chiudere la stalla solo quando i buoi sono stati fatti scappare. Rimanendo in tema: noto nella replica di Pizzarotti la volontà di porsi in continuità con l’operato dell’ex commissario Ciclosi. Bene, ma il Sindaco farebbe meglio a notare che perfino il Commissario adottò il bando nella sua prima versione “con i poteri del Consiglio”, ben conoscendo i vincoli in materia.

Apprendo, inoltre, che “la volontà di procrastinare al mese di ottobre il termine per la vendita delle quote pubbliche della società” deriva dal bisogno irrefrenabile della maggioranza grillina di “poter rivedere gli aspetti tecnici e finanziari con maggior parsimonia, e senza la frenesia di dover fare tutto subito”. Un tale slancio – legittimo e in perfetta linea con le ripetute istanze che ho fin qui portato avanti – andava assecondato proprio nei termini sopra descritti: stop al bando di Ciclosi, discussione in Consiglio e acquisizione del parere del Collegio dei revisori dei Conti.

Parere che, invece, Pizzarotti non ha voluto, evitando di porre il bando al vaglio dei Revisori. Circa l’aspetto tecnico-numerico, Pizzarotti sostiene che la permanenza del Comune in seno alla società di Stu Pasubio avrebbe comportato costi insostenibili per l’Ente, chiamato al completamento delle opere previste. Ora, se è condivisibile l’obiettivo di evitare che il tracollo debitorio di Stu Pasubio si riversi sulle casse pubbliche,io ho posto l’accento su un altro problema, però: il Sindaco aveva l’onere di tutelare i copiosi investimenti pubblici – realizzati grazie ai denari del Comune, della Regione e dello Stato – che hanno contribuito a creare il patrimonio della società partecipata.

Il solo modo per farlo? Torniamo al punto di partenza: portare la vicenda Stu Pasubio nelle sedi previste per legge. Questa è la mancanza di trasparenza che ho criticato e che, se il bando non verrà ritirato, sono pronto a portare direttamente sul tavolo della magistratura contabile".


 

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