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Viaggio in Giappone: il Consiglio dei Ministri richiama Pizzarotti

"E' necessario- si legge nella lettera "preventivamente allo svolgimento di una missione internazionale ai sensi della normativa vigente - comunicare la visita medesima, con congruo anticipo, alla presidenza del Consiglio dei ministri"

La presidenza del Consiglio dei ministri ha richiamato con una lettera ufficiale il sindaco Federico Pizzarotti per la missione in Giappone, dall'11 al 16 dicembre 2014. E' necessario- si legge nella lettera "preventivamente allo svolgimento di una missione internazionale ai sensi della normativa vigente - comunicare la visita medesima, con congruo anticipo, alla presidenza del Consiglio dei ministri, al dicastero, al fine di informare gli uffici diplomatici e alla Regione di appertenenza, precisando la delegazione e lo scopo della stessa".

"La notizia di stampa -si legge in una nota di Nicola Dall'Olio- che la Presidenza del Consiglio dei Ministri ha richiamato con una nota ufficiale il Sindaco per il viaggio a Kagawa in Giappone non ci sorprende e conferma ciò che avevamo già sostenuto a suo tempo. Da quanto si apprende, la Presidenza contesta a Pizzarotti la legittimità del viaggio, una missione all’estero che esula dagli accordi internazionali e che andava comunque comunicata per legge, con largo anticipo, al Ministero degli Esteri e alla Regione, precisando delegazione e scopo della stessa.

La Presidenza non sa, ma provvederemo ad informarla, che la missione all’estero non è stata nemmeno autorizzata dalla giunta comunale e che i costi di viaggio sono stati coperti, senza alcun atto, usando risorse della cassa economale. Un vero e proprio illecito amministrativo che abbiamo provveduto a segnalare alla Procura della Corte dei Conti.

Pizzarotti si era difeso sostenendo che erano tutte sterili e miopi polemiche dell'opposizione e che ci sarebbero state in futuro altre analoghe iniziative per promuovere e “internazionalizzare Parma”. Ma un sindaco non è un agente turistico che si muove e va dove meglio crede: è un'autorità pubblica che deve rispettare le procedure e le funzioni che gli sono assegnate per legge.

Ora ci attendiamo che dopo il richiamo della Presidenza del Consiglio dei Ministri anche la nostra segnalazione alla Corte dei Conti faccia il suo corso. A quel punto vedremo se Pizzarotti parlerà ancora di sterili e miopi polemiche".

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