Test Invalsi, l'intervento di Salvatore Pizzo

Il rappresentante dei Maestri Autoconvocati interviene su una missiva di un genitore che ha bollato i test Invalsi come "quiz e giochi a premi"

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di ParmaToday

In riferimento alle considerazioni esposte dal signor Piermichele Pollutri, papà di un alunno della scuola primaria di Langhirano, in merito dell’Invalsi, esprimiamo piena condivisione al senso generale di quanto egli illustra nella sua missiva. Purtroppo il nuovo quadro normativo non ci lascia scampo, a differenza degli anni scorsi, quando il personale scolastico aveva degli appigli legali molto validi per rispedire al mittente le prove, da quest’anno il legislatore (su proposta del governo Monti) ha varato una norma che le rende obbligatorie vanificando qualsiasi determinazione degli organi collegiali. Si tratta del l’art. 51 comma 2 del  Decreto-legge 9 febbraio 2012, n. 5 convertito in legge n. 35, che testualmente recita: "Le istituzioni scolastiche partecipano, come attività ordinaria d'istituto, alle rilevazioni nazionali degli apprendimenti degli studenti, di cui all'articolo 1, comma 5, del decreto-legge 7 settembre 2007, n. 147, convertito, con modificazioni, dalla legge 25 ottobre 2007, n. 176". I collegi docenti possono democraticamente esprimere un disappunto rispetto ad un’attività che non è condivisa, ma oltre non possono andare. Si tratta di un fatto gravissimo, ma questo ha deciso il Palamento. I docenti nell’esercizio delle loro funzioni sono pubblici ufficiali e sono tenuti ad applicare le leggi anche quando non le condividono. I genitori nell’esercizio della loro legittima potestà genitoriale, senza che nessuno abbia il potere di impedirglielo, saranno sicuramente liberi di optare per la soluzione espressa dal signor Pollutri, il quale ha detto: “(…) probabilmente terrò a casa mio figlio perchè nel corso di questi anni abbiamo cercato di dargli una cultura ampia, di largo respiro che cozza con quella dei quiz e dei giochi a premi caratteristica dei test Invalsi a risposta multipla. (…)”.

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