Ponte Gramignazzo, lavori sospesi. Rainieri: "Così com'è potrebbe provocare disastri"

“Chiarire quali sono i motivi dei ritardi nell’esecuzione dei lavori del Ponte di Gramignazzo e mettere in luce se fra questi vi sono eventuali errori nella progettazione dell’intervento”. Lo chiede il vice presidente leghista del Consiglio Regionale

“Chiarire quali sono i motivi dei ritardi nell’esecuzione dei lavori del Ponte di Gramignazzo e mettere in luce se fra questi vi sono eventuali errori nella progettazione dell’intervento”. Lo chiede Fabio Rainieri, vice presidente leghista del Consiglio Regionale emiiano in un’interrogazione a risposta scritta. “Il Ponte di Gramignazzo sul fiume Taro – chiarisce Rainieri - è chiuso al traffico veicolare dal febbraio 2014 a seguito di un importante cedimento della pila in destra idraulica verificatosi a causa degli eventi di piena accaduti nei giorni immediatamente precedenti l’ordinanza d’interdizione stradale. Sotto gli occhi di tutti che la chiusura di questo ponte comporta pesanti disagi alla libera circolazione in provincia di Parma, compresa quella inerente i trasporti diemergenza sanitaria e i servizi scolastici. E’ altresì evidente che il suo dilungarsi potrebbe mettere in pericolo la sopravvivenza di alcune attività economiche della zona”. Nel mirino di Rainieri la decisione della Provincia di Parma, di giustificare la sospensione dei lavori dopo le sole opere di cantierizzazione in quanto “i livelli idrometrici determinati dal fiume Po e dal fiume Taro non permettono una corretta esecuzione dei lavori”.

Per questo, il vice presidente del Consiglio Regionale chiede “se nella convenzione per l’assegnazione dei lavori è effettivamente previsto che per l’esecuzione degli stessi le acque non debbano superare un determinato livello idrometrico e se comunque non si intende intervenire per sollecitare l’esecuzione e la rapida ultimazione di lavori assolutamente urgenti oltre che per far terminare al più presto i pesanti disagi e i conseguenti danni alla numerosa popolazione interessata che si stanno intollerabilmente prolungando da troppo tempo”.

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Le giustificazioni legate al livello idrometrico, conclude Rainieri, “non convincono perché il livello delle acque da diverse settimane è molto basso e non è stata data risposta ai numerosi cittadini che si sono organizzati in un comitato e hanno chiesto chiarimenti al riguardo. Senza interventi decisi e immediati – conclude il vice presidente del Consiglio regionale .- il ponte allo stato attuale potrebbe facilmente collassare e provocare disastri alluvionali in una rilevante area. Esattamente quello che dobbiamo evitare”.
 

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