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Ponte Nord, rischio paralisi: il Comune alla ricerca di una soluzione

Incontro in Comune tra i vari Enti. Per ora gli spazi interni rimangono completamente inutilizzati. L'emblema delle passate amministrazioni resta come un simbolo degli sprechi: il rischio è che si trasformi in un luogo di degrado

Il Ponte Nord? Anzi, il Ponte Europa, nella denominazione data dall'attuale amministrazione, non potrà ospitare strutture permanenti. Per ora gli spazi restano vuoti, dopo i 25 milioni di euro spesi per la sua realizzazione. C'è il rischio che l'emblema degli sprechi delle passate amministrazioni, inaugurato dal Comune a 5 Stelle di Federico Pizzarotti, resti inutilizzato a lungo. ll dibattito sull'utilizzo delle strutture interne infatti sembra ancora in alto mare. Oltre al rischio paralisi c'è anche quello degrado, come hanno fatto rilevare alcuni residenti di cui avevamo raccolto la voce.

"Convocato dal Comune -si legge in una nota del Comune- si è tenuto ieri pomeriggio in Municipio un incontro per cominciare a valutare che fare e per verificare quali prospettivie di utilizzo ci siano per il Ponte Europa, o meglio per la struttura coperta realizzata a fianco del viadotto. Al tavolo, voluto dall'assessore Michele Alinovi, erano seduti il Presidente dell'Autorità di Bacino, l'assessore Regionale Alfredo Peri, l'assessore Provinciale Ugo Danni, il Sovrintendente ai Beni Architettonici Luciano Serchia e i tecnici dei rispettivi enti.

"L'obiettivo dell'incontro - spiega l'assessore Michele Alinovi - era quello di verificare le possibilità di individuare utilizzi della struttura coperta del Ponte Europa che siano compatibili con le normative vigenti di Stato, Regione, Comune e Provincia, ma che siano anche adeguate all'imponenza di un manufatto che rimane a mio avviso frutto di una scelta sbagliata, ma con la quale dobbiamo pure fare i conti".

Già in precedenza gli Enti preposti (Regione , Provincia e Autorità di Bacino) avevano espresso il loro diniego sull'eventualità di insediare destinazioni di uso permanenti. Il Comune ha cercato in qualche modo uno spiraglio, ma purtroppo si è verificato che gli elementi ostativi in questo senso permangono tuttora oggettivamente. Tuttavia  i rappresentanti delle Istituzioni hanno manifestato la volontà di collaborare per evitare che la struttura diventi un luogo di segregazione sociale, per di più con enormi costi di manutenzione."Questa struttura è costata 25 milioni di euro - ricorda ancora Alinovi - e sarebbe immorale lasciarla decadere abbandonandola al suo destino.

Per parte nostra apprezziamo la disponibilità generica ad  un percorso condiviso che si è manifestata, e cercheremo di individuare una gamma di usi possibili, che sia funzionale non solo alla città, ma anche al territorio provinciale". A questo punto il Comune dovrà individuare  una destinazione d'uso per funzioni non permanenti ammissibili e di valore adeguato all'investimento, che diano vitalità alla struttura per evitarne il degrado,  e che siano  compatibili con le norme attuali.

Una soluzione alternativa in realtà ci sarebbe, ma la sua attuabilità è tutta da verificare: "Se il risultato delle nostre ricerche non sarà soddisfaciente - dice ancora l'assessore Alinovi - proveremo la strada della variante urbanistica, che comporta però la richiesta di una deroga espressa da parte del Consiglio dei Ministri. In questo caso il Ponte Europa di Parma   diventerebbe il terzo ponte abitato, dopo Ponte Vecchio e Ponte di Rialto.
Ma il nostro obiettivo reale è oggi quello di arrivare al punto più alto possibile come qualità di soluzione, per non penalizzare la città per effetto di scelte infelici del passato. In questo percorso coinvolgeremo tutti gli attori economici e cercheremo l'indispensabile collaborazione delle istituzioni come unica strada per dare una dignitosa funzione a ciò che già esiste e che non si può cancellare".

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