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Ponte sul Taro, 8 milioni di euro per sistemarlo: domenica chiusura per prove di carico

Per capire quanto sono gravi gli acciacchi verrà fatta una prova di carico sul ponte, che impegnerà l'intera giornata di domenica  28 febbraio. Quel giorno il ponte sul Taro  resterà chiuso dalle ore 8 alle ore 20 da entrambi i lati per tutta la sua lunghezza e per qualsiasi utenza, pedoni e ciclisti compresi

Compie giusto quest'anno il duecentesimo dalla posa della prima pietra: il ponte sul fiume Taro è un viadotto monumentale, realizzato tra il 1816 e il 1819 lungo la via Emilia, a 7 chilometri da Parma per volere della duchessa Maria Luigia, poco dopo il suo arrivo in città. Risalgono invece al 1828 le 4 statue marmoree, opera di Giuseppe Carra, installate sulle testate del ponte che raffigurano quattro fra i principali corsi d'acqua del parmense: Taro,  Enza, Parma e Stirone. Con i suoi 565 metri di lunghezza distribuiti in 20 arcate e 8 metri di larghezza, il ponte, che porta la firma dell'ingegnere parmigiano Antonio Cocconcelli, fu ritenuto all'epoca  il più lungo d'Europa. Per realizzarlo si rese necessario un investimento di due milioni di lire. Particolare curioso: un decreto della duchessa ordinò ai Podestà dei Comuni interessati di fermare i mendicanti e di inviarli alla costruzione del ponte, pagando loro la giusta remunerazione. E oggi servirebbero circa 8 milioni di euro per rimetterlo a posto, perché il ponte monumentale – uno dei viadotti storici più usati in assoluto – denuncia inevitabilmente gli acciacchi dell'età.

E per capire quanto sono gravi, verrà fatta una prova di carico sul ponte, che impegnerà l'intera giornata di domenica  28 febbraio. Quel giorno il ponte sul Taro  resterà chiuso dalle ore 8 alle ore 20 da entrambi i lati per tutta la sua lunghezza e per qualsiasi utenza, pedoni e ciclisti compresi. Il traffico sarà interrotto sia da Pontetaro che da Parma all'uscita dalle rotatorie ubicate in prossimità dell'accesso al viadotto. I veicoli in transito saranno deviati sulla strada Stati Uniti, meglio nota come Emilia bis, usando come alternativa il ponte costruito a valle di quello storico, alla quale si accede dall'abitato di Pontetaro e dalla tangenziale nord di Parma  (uscita in direzione di Fontevivo – Noceto – Fidenza). La tangenziale, per il traffico proveniente dal capoluogo, resterà percorribile fino all'uscita dell'Hotel Parma & Congressi per i veicoli diretti verso Collecchio o Madregolo.

La prova di carico viene attuata per iniziativa dei tre comuni di Parma, Noceto e Fontevivo, divenuti “proprietari” del ponte dal momento dell'attivazione della via Emilia Bis.Sul ponte di Maria Luigia opereranno 4 bilici a pieno carico per consentire, con l'ausilio di una sofisticata strumentazione, la tenuta strutturale del viadotto stesso, quindi per garantirne la fruizione in condizioni di sicurezza, in attesa dei pur indispensabili lavori di consolidamento e restauro per i quali i tre Comuni sono tuttora in attesa di finanziamenti già più volte sollecitati allo Stato.

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