Ponte sul Taro in cattiva salute: verso la firma di un protocollo tra Parma, Fontevivo e Noceto

Dall’incontro è emersa la necessità di fare quanto prima un checkup al ponte per approfondire la diagnosi strutturale del manufatto. Costruito da Maria Luigia è stato al centro di polemiche per recenti crolli

Il ponte costruito da Maria Luigia è un’infrastruttura importante per la città e per una parte rilevante del territorio provinciale, ma è anche un bene storico da preservare e valorizzare. E’ stato per oltre un secolo e mezzo uno dei punti nevralgici della via Emilia (strada statale n. 1) tuttora gestita direttamente da Anas per la sua funzione strategica.

Ma, con la costruzione della strada di collegamento fra la tangenziale di Parma e l’Autostrada A 15, lo storico viadotto è passato di mano, diventando un collegamento localeDi conseguenza la proprietà è ora in capo al Comune di Parma (per la metà del tratto), e per l'altra metá ai Comuni di Fontevivo e Noceto (entrambi legati alla frazione di Pontetaro, tagliata in due dal percorso storico della via Emilia).

Da qualche tempo il ponte monumentale ha fatto registrare qualche sintomo di non perfetta salute, che ha già provocato un tempestivo intervento dei parlamentari locali e che preoccupa gli amministratori dei comuni interessati e della Provincia, che manifestano la necessità di vederci chiaro dal punto di vista della sicurezza strutturale, oltre a porsi il problema – già a tutti evidente – del necessario intervento di restyling monumentale. 

La questione è stata oggetto di un incontro convocato in Comune dall’assessore Michele Alinovi, al quale sono intervenuti il sindaco di Fontevivo Massimiliano Grassi, l’assessore di Noceto Fabio Fecci, l’ingegner Carlo Perrotta in rappresentanza della Provincia e i tecnici dei Comuni e di Parma Infrastrutture. Dall’incontro è emersa la necessità di fare quanto prima un checkup al ponte per approfondire la diagnosi strutturale del manufatto, che da prime analisi tecniche non sembrerebbe avere problemi gravi di questa natura. Si tratta quindi di mettere a punto un piano operativo adeguato che coinvolga tutti gli attori interessati, a cominciare dallo Stato, il cui intervento sarebbe indispensabile se le condizioni del ponte dovessero evidenziare la necessità di opere di consolidamento.

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Il primo passo sarà un protocollo di intesa fra i tre comuni, che lo proporranno anche alla Provincia in quanto ente di coordinamento. Si procederà poi con la redazione di una perizia approfondita sulle condizioni strutturali del ponte e sul degrado dei paramenti murari, per addivenire alla redazione di uno studio di fattibilità con una quantificazione economica totale dell’intervento, per poi cercare le risorse necessarie. Nel frattempo si effettueranno i rilievi del traffico in transito sul ponte, anche per evitare il passaggio abusivo di mezzi pesanti, che potrebbe danneggiare ulteriormente la struttura.

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