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Poste, lavoratori in sciopero il 18 maggio: presidio davanti alla Prefettura

Le ragioni dell'astensione dal lavoro: "Croniche carenze di personale, sia in sportelleria che al recapito; strumenti di lavoro obsoleti e malfunzionanti -stampanti, palmari, etc; mezzi di trasporto insufficienti e spesso inefficienti"

Le organizzazioni sindacali provinciali di categoria di SLC CGIL e UILPOSTE UIL di Parma, comunicano che a Parma, il giorno 18 maggio, dalle ore 10.00 alle ore 12.00, in concomitanza con lo sciopero dell'intera giornata di lavoro, indetto nell'ambito della mobilitazione di tutti i dipendenti postali (sportelleria e recapito) dell'Emilia-Romagna, si terrà un presidio davanti alla Prefettura di Parma. Inoltre, fino al 22 maggio continuerà lo sciopero degli straordinari e di ogni prestazione aggiuntiva con possibili ripercussioni sulle attività svolte dagli uffici postali e nel recapito della corrispondenza.

Davide Fellini (SLC CGIL) e Daniela Campanini (UILPOSTE UIL) precisano le ragioni dello sciopero affermando che “le croniche carenze di personale, almeno nella nostra regione, sia in sportelleria che al recapito; strumenti di lavoro obsoleti e malfunzionanti (stampanti, palmari, etc); mezzi di trasporto insufficienti e spesso inefficienti; problemi organizzativi; procedure lunghe e complicate, hanno portato ad un peggioramento delle condizioni di lavoro e all'impossibilità delle lavoratrici e dei lavoratori di Poste di svolgere correttamente le proprie attività al punto di non poter sempre garantire alla clientela/cittadini servizi adeguati e di qualità.” Inoltre, proseguono i segretari provinciali di categoria, “Poste sta procedendo con esodi incentivati e abbiamo il sospetto che questo sia un progetto per svecchiare il personale per poi assumerne altro con le nuove regole previste dal Jobs Act, abbassando i costi, riducendo i diritti dei lavoratori e rendendoli sempre più ricattabili, oppure per esternalizzare i servizi. I lavoratori di Poste, per i cittadini, per se stessi e per un paese migliore, più efficiente e moderno, non ci stanno e dopo tanti quanto inutili confronti con l'Azienda e il governo, si vedono costretti a scioperare”.

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