Via Pini, la Chiesa latino-americana incontra il predicatore canadese Tony Hedrich

Ieri sera il predicatore protestante si trovava eccezionalmente a Parma per uno studio biblico, ospitato dal gruppo cristiano latino-americano di via Pini, ad oggi composto da circa 200 persone

Tony Hedrich è un predicatore protestante, pastore e missionario di origine canadese. Si definisce soprattutto un evangelista, in quanto si è assunto il compito di diffondere la parola del Vangelo cristiano. Attualmente vive negli Stati Uniti, ma spesso fa visita ai fratelli spirituali disseminati soprattutto in Europa. Nella serata di ieri e dello scorso martedì si trovava eccezionalmente a Parma per uno studio biblico, ospitato dal gruppo cristiano latino-americano di via Pini, ad oggi composto da circa 200 persone, tra italiani e sud-americani.

La sua era una presenza molto attesa. In un Auditorium gremito, alta era l'attenzione per questo personaggio carismatico, dalle fattezze e dai modi del presentatore televisivo americano: la battuta sempre pronta e il suo spirito gioviale gli anno permesso di sdrammatizzare, per quanto possibile, sui temi scottanti che riguardano la cristianità. Il suo sermone era incentrato in particolare sul tema del dialogo tra religioni diverse, ma anche all'interno delle diverse diramazioni del cristianesimo stesso. Ha appreso con entusiasmo e con una certa curiosità la notizia che anche a Parma il tema è molto sentito. Non sapeva infatti in città fosse prevista la Giornata del dialogo interreligioso per il 4 ottobre: “si è trattato di un caso, ma è molto importante che si parli di una questione così rilevante ai nostri giorni, segnati da forti tensioni sociali. Le religioni non devono essere motivo di divisione tra i popoli, devono unire. Bisogna cercare di dialogare per trovare i punti comuni, senza tuttavia mai scendere a compromessi. Intendo dire che la figura di Cristo non va mai sminuita davanti alle altre divinità. Sono contrario al sincretismo”.

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Fa notare, con una vena di malinconia, come alcuni cristiani portino avanti dottrine estreme, fondamentaliste, che rischiano di allontanare l'uomo da Gesù. “Non sono un cristiano fondamentalista – afferma – ma credo nei fondamenti del Cristianesimo, i quali vanno assolutamente riscoperti”. Interrogato sulla questione dei fondamentalismi in altre religioni, per scrupolo preferisce non prendere una posizione netta, data la delicatezza del tema. Crede anche in questo caso che il dialogo possa essere risolutivo. “Attualmente ho due amici e compagni spirituali che vivono in Iraq, amano quella terra e la sua gente e non la vogliono lasciare, nonostante i pericoli”.

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