Prefabbricati Parma in Provincia. Leone: "Si sta lasciando morire un'azienda"

Azienda assente all'incontro in Provincia, fuori l'attesa dei lavoratori che non hanno ancora ricevuto i soldi della cassa integrazione per la mancanza di un accordo sindacale e i tempi lunghi: "Un'agonia per i lavoratori che sono qui senza risorse"

Una nuova pagina della vertenza Prefabbricati Parma oggi in Provincia tiene con il fiato sospeso i lavoratori. Dopo mesi di proteste lo stop della produzione arrivato il 25 luglio scorso. I lavoratori della sede di Colorno non si sono mai arresi, neanche dopo la notizia di concordato in liquidità che ha innescato proteste per la mancata ricezione salariale di alcune mensilità. 46 posti in bilico dopo l'ammissione al concordato liquidatorio e l'idea di alcuni di loro di dare nuova vita all'azienda e costituire una cooperativa che comprendesse parte dei dipendenti, ex fornitori, ex collaboratori e contoterzisti per unire le forze e affittare un ramo d'azienda scongiurando la chiusura e la perdita del posto. Troppi rischi, davanti all'inevitabile dispendio economico da parte di ognuno di loro con la possibilità concreta anche di perdere quanto dovuto con la chiusura dell'azienda.

IPOTESI COOPERATIVA. "L'ipotesi della cooperativa non è sfumata, abbiamo chiesto a chi sta cercando di costituirla di avere un incontro per vedere il piano industriale e il piano economico per sostenere il progetto, continuano a rimandare. Sembra ci siano problemi sul riscatto della cassa integrazione perchè sembra non sia ancora stato decretato il riscatto dell'asp, manca un decreto attuativo per far si che l'Inps possa liquidare la disoccupazione", sottolinea Mauro Toscani, Filca Cisl. Oggi un nuovo incontro in Provincia a cui però l'azienda non partecipa: "Chiederemo notizie per la vecchia cassa integrazione, poi ci sono voci di interessamento da parte di altri, vogliamo sapere quali sono le proposte e capire se siano fondate o meno. Vogliamo notizie precise su cosa sta succedendo e poi dobbiamo firmare la nuova cassa integrazione che va dal 26 luglio, data di ammissione al concordato al 25 luglio del 2014".

PREFABBRICATI: LAVORATORI IN PROVINCIA | IL VIDEO

Una situazione delicata e complessa acuita da problemi legati all'erogazione della cassa integrazione, una situazione di disagio che porta i lavoratori a uno stato di esasperazione, come dimostrato in più occasioni nel corso dei presidi di protesta e ribadito anche oggi davanti alla Provincia in attesa della conclusione dell'incontro. "I problemi per la cassa integrazione sono dovuti al fatto che il primo accordo di cassa integrazione straordinaria è stato fatto senza un accordo sindacale", sottolinea Antonino Leone, Fillea Cgil.

I lavoratori anche in quella occasione avevano protestato contro la mancata erogazione degli arretrati, l'azienda aveva risposto di non avere i soldi e non si era giunti a un accordo tra le parti. Non arrivando a firmare un accordo sindacale la proposta di cassa integrazione straordinaria è stata fatta unilateralmente. Il Ministero, proprio per l'assenza di un accordo sindacale, ha ritenuto necessario chiedere ulteriori dati sul bilancio e sulla reale situazione di crisi dell'azienda. "Questo purtroppo ancora una volta determina un allungamento dei tempi di approvazione un'agonia per i lavoratori che sono qui senza risorse, le banche a fronte di questi contrattempi non erogano anticipazioni sociali perchè nel dubbio che possa non essere approvata non erogano quello che sostanzialmente è un prestito. Qui ora abbiamo tutti i lavoratori a cui non sappiamo che risposte dare e in tutto questo la cosa grave è che l'azienda se ne infischia altamente, è inesistente, non ha mai presentato un piano industriale ne risposto alle nostre richieste di incontro per cercare di trovare soluzioni e anche per cercare di ripartire con l'azienda, la stanno facendo morire chissà con quali idee dietro. Come è possibile che si dica di avere ancora in arretrato 7 milioni di euro di lavori da realizzare e però si lasci morire l'azienda quando invece i lavoratori danno la loro disponibilità per non perdere l'attività? Non si sa nulla, non c'è nessuno in azienda, i macchinari sono fermi, è veramente una cosa vergognosa lasciare morire un'azienda in questo modo".

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