Prefabbricati Parma verso un piano entro il 6: sindacati attendono un incontro

Entro il 6 maggio la presentazione di un piano di ristrutturazione, le rappresentanze sindacali chiedono un incontro per discutere e trovare una soluzione che tenga conto degli interessi dei lavoratori

La protesta dei dipendenti Prefabbricati Parma

Una crisi che va avanti da mesi ormai quella vissuta da Prefabbricati Parma e dai suoi dipendenti, poco meno di 50. Una situazione difficile, soprattutto per l'incertezza che la caratterizza, e per quella che le rappresentanze sindacali dei lavoratori hanno definito poca chiarezza di intenti da parte dei vertici, 12 soci che devono trovare un punto comune per decidere sulle sorti di un'azienda che ha registrato un calo delle commesse ma che, a detta di alcuni lavoratori, potrebbe ancora proseguire nelle attività di produzione. "Ora la situazione è in una fase di stand by - commenta il sindacalista Mauro Toscani Filca Cisl- L'azienda deve presentare un piano di ristrutturazione entro il 6 maggio, abbiamo chiesto un incontro per discuterne prima della presentazione. E' fondamentale in questa fase vedersi e discuterne con le parti. E' probabile che ci sarà la richiesta di una proroga alla scadenza del 6 maggio. E' una situazione difficile, il lavoro è calato e entro fine maggio termineranno tutte le commesse. Con 4 milioni di rosso e un calo del lavoro è quanto mai urgente trovare una soluzione".

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Ad aggravare una situazione già delicata, sottolineano le rappresentanze sindacali, anche la difficolà a trovare un punto comune d'accordo tra i 12 soci. Secondo quanto reso noto, l'azienda ha presentato domanda di concordato, dopo aver presentato i bilanci entro il 6 maggio dovrà consegnare anche il piano di ristrutturazione, su questa base la decisione di ammissione al concordato in continuità. Si potrebbe però profilare un concordato liquidatorio. La speranza dei dipendenti è che si arrivi a una soluzione in continuità ma, come sottolineato da Toscani: "Per esperienza ho visto altre aziende non farcela in questo modo, ultimo esempio la Bellocchi Spero che ora ha dichiarato fallimento. Gli scenari che si profilano sono diversi, o i soci mettono mano al portafogli, o si opera una riduzione, oppure si potrebbe anche arrivare a esternalizzare alcuni processi o ad affittare un ramo d'azienda. Lo scenario è complesso, attendiamo un incontro entro pochi giorni per capire le intenzioni dei vertici cercando di discutere una soluzione che tenga conto il più possibile degli interessi dei lavoratori".

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