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Premio Colasanti Lopez: primo premio ex aequo al Marconi

Una canzone rap, un cortometraggio e un video contro l'indifferenza i lavori delle tre classi del Marconi che si sono aggiudicate ex aequo il primo premio del Colasanti-Lopez. Secondo l'Ipsia Levi e terzo il Magnani

Le tre classi del Marconi che hanno partecipato al Premio Colasanti Lopez si sono aggiudicate pari merito il primo premio per l’originalità e l’efficacia dei lavori presentati alla giuria di professionisti che l’ha valutata stamane nella chiesa di San Giovanni Battista, affollata da quasi 200 studenti. Il premio, istituito dalla Provincia di Parma dal 2005, è dedicato alle due vittime del Massacro del Circeo, una pagina buia della cronaca italiana, che però è importante ricordare per sensibilizzare in particolar modo le nuove generazioni sul contrasto alla violenza. “Quanto accaduto è anche effetto di connivenza e sciatteria degli organi giudiziari oltre che dell’efferatezza degli aguzzini – sottolinea l’assessore provinciale Marcella Saccani -. A volte il mondo dimentica, il sistema culturale di oggi ha scelto di chiudere gli occhi. Questo premio invece vuole essere un modo per scardinare le sedimentazioni presenti spesso anche nei ragazzi, per dire che nella differenza di genere c’è la possibilità di affermare valori che altrimenti la comunicazione non permette di raggiungere”.

Una canzone rap sul tema del contrasto alla violenza di genere, un video contro l’indifferenza e un corto sul tema della rinascita i lavori delle tre classi vincitrici, la IV T, la IV H e la IV S del Marconi, che si sono aggiudicate 32 posti al Regio, 15 cards da 6 ingressi al Teatro delle Briciole e 38 mini abbonamenti da 2 ingressi al Teatro Due. Particolare successo per la canzone composta da uno degli studenti della IV T, “Non farle del male”, incentrato sull’importanza del rispetto delle donne e del contrasto alla violenza. “Accanto al cuore per essere amata” è il corto realizzato dalla IV S per parlare dell’importanza di denunciare le violenze attraverso lo sguardo di una giornalista vittima di molestie che decide di denunciare il suo aguzzino solo quando si confronta con la realtà intervistando una donna che ha subito violenza. Da un lato è sviluppato il tema della comunicazione come funzione sociale, dall’altro la rinascita connessa alla presa di coscienza di chi ha subito la violenza. Altro lavoro vincitore quello realizzato dalla IV H, un video dove il protagonista, un giornalista televisivo, sente la necessità di parlare anche di una notizia minore riguardo una violenza subita da una donna, ma la redazione gli impedisce di farlo perché meno sensazionale rispetto a un altro caso di cronaca dello stesso tema. L’epilogo con la morte della vittima di stalking trova in una frase di Cekov usata come conclusione il suo senso ultimo: “L’indifferenza è la paralisi dell’anima, una morte prematura”.

A conquistare la giuria anche la canzone rap con videoclip realizzata dalla IV T. Si intitola “Non farle del male” e, come ha spiegato una delle ideatrici, mira a “mandare un messaggio diretto dato che il tema della violenza sulle donne è particolarmente attuale anche tra i giovani. La violenza getta le sue basi nel buio. Il protagonista è un ragazzo sconvolto per aver scoperto che una sua amica ha subito molestie. Il messaggio di speranza arriva con la decisione della giovane di denunciare il suo aguzzino. La nostra speranza è che questo messaggio possa essere utile un giorno anche ad altre donne vittime di violenza per trovare la forza di dire basta”. La III G dell’Ipsia Levi si è aggiudicata il secondo premio con un articolo intervista intitolato “We have hope”, dialogando con la fondatrice di un’associazione contro la violenza di genere a 70 anni di distanza, nel 2084. Terzo premio al servizio giornalistico con un video intitolato “Vedo, sento, parlo. Mai più un otto marzo di sangue” realizzato dall’Istituto Magnani di Salsomaggiore.Tra gli altri lavori che sono stati presentati oggi il video Orgoglio e pregiudizio dell’Itis Galilei, incentrato sugli stereotipi presenti nella mentalità di molti giovani, nell’intento di capire su cosa agire per scardinarli.

Altro progetto la simulazione di un blog incentrato sulla donna, l’immagine e lo spazio della parola, per capire la potenza delle immagini e il significato che possono assumere anche nell’ottica di preconcetti. La III B del Liceo Maria Luigia ha invece scelto di realizzare un video per parlare di stalking e capirne le origini intervistando ragazzi e chiedendo loro cosa si potrebbe fare per ottenere una maggiore sensibilizzazione.  La II D del Romagnosi invece ha preferito parlare di comunicazione alternativa creando una sorta di settimanale in diretta streaming per parlare di eventi gravi non tenuti in giusta considerazione dai media.

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