Sant'Ilario, medaglia d'oro a Clelia Buratti. Pizzarotti: "Una città unita temerà meno la crisi"

La medaglia d'oro per il Premio Sant'Ilario 2014 è andata all'ostetrica Clelia Buratti di 65 anni, tra le fondatrici dell'associazione Futura. Consegnati 7 attestati di civica benemerenza

La consegna della Medaglia d'Oro a Clelia Buratti

Premio Sant'Ilario 2014. Alle ore 11 si è svolta la cerimonia di premiazione all'Auditorium Paganini all'interno del parco Ex-Eridania. Stamattina si è svolta la tradizionale messa nell'Oratorio di Sant'Ilario in strada Massimo d'Azeglio. Il Comune di Parma ha scelto tra 53 proposte di candidatura. 

IL DISCORSO DI PIZZAROTTI. "Cari Concittadini e autorità, buongiorno a tutti. Consapevoli dell’eccezionale fase storica che stiamo vivendo, come ogni anno Sant’Ilario rappresenta l’occasione per fare il bilancio del periodo appena trascorso: un anno difficile per molti aspetti. Un bilancio che ci consente di guardare con ottimismo al futuro grazie al lavoro svolto. Abbiamo risentito delle difficoltà in cui si è ritrovato a navigare il Paese, ma possiamo anche parlare di risultati positivi ottenuti dalla nostra città. 

Abbiamo la soddisfazione per aver raggiunto traguardi importanti, ad esempio la riduzione del nostro debito. Non è soltanto merito dello staff amministrativo del Comune e del suo lavoro di squadra con la giunta; è un risultato di tutta la città, perché la storia conferma che nei periodi difficili, Parma sa infatti essere una comunità forte, coesa e orgogliosa. Questo è un periodo difficile e noi dobbiamo mantenere saldo il nostro spirito di comunità. Ne è misura la dilagante violenza sulle donne.Il luogo degli affetti, la famiglia, si vede sempre più spesso teatro di drammi. 

La donna è aggredita là dove ciascuno di noi dovrebbe trovare un porto sicuro, il riparo dalla tempesta che scuote la società. Questa deriva violenta deve essere fermata. L’azione politica e di comunità deve affrancare le nuove generazioni da questa piaga, piaga che riporta la società a tempi bui. 
Parma accoglie e cura donne come Lucia Annibali, straordinario esempio di lotta e di umanità. Che la sua figura sia per noi esempio di quella parte della società che non si piega alla violenza; di una società che seppur ferita e sofferente ce la fa, vive, non sopravvive. Ogni “Lucia” ha in Parma la sua casa e la sua famiglia. Violenza e solitudine, rabbia e frustrazione sono i motori di questa e di tante altre forme di violenza, che dilagano nella nostra società. Sono i principali drammi che la crisi economica ha prodotto. Non passa giorno in cui le cronache non ci restituiscano un sentimento di smarrimento. L’aumento della povertà e del disagio sociale vengono trasformate in rabbia e frustrazione. Gesti estremi, abbandono sociale, diventano il prodotto finale di queste condizioni di vita. Non c’è più tempo per rimandare le soluzioni o ignorare le emergenze. Troppi anni di indecisione ci hanno lasciato una sola ed unica possibilità: agire, subito e ora, perché la politica non ha più tempo. Oggi si gioca l’avvenire dei nostri figli, e noi siamo chiamati prima di tutto a restituire loro fiducia nel futuro. È qui che la politica deve rivolgere lo sguardo, al dramma che stiamo vivendo, che ha nomi precisi: mancanza di lavoro, precarietà, sfruttamento. Ogni possibilità di investimento deve servire per arginare il dramma della crisi; per creare nuova occupazione, nuove opportunità nel nostro Paese, nelle nostre città, comprendendo le cause che costringono i nostri giovani ad emigrare all’estero. 

La casa, l’irrinunciabile rifugio di ognuno di noi diventa oggi per molti una ulteriore fonte di insicurezza. L’emergenza abitativa colpisce l’intero Paese. Il nostro Comune ha utilizzato tutte le risorse disponibili e mobilitabili per contenere questo dramma. Serve una politica nazionale nuova che ancora tarda a manifestarsi. Nessuno può tirarsi indietro: lo Stato, i Comuni, ma anche i privati devono mettere a disposizione le loro risorse. Bisogna poter contare su tutte le forze del Paese , della città, per tornare a garantire diritti e futuro. Va detto con chiarezza: in questa battaglia lo Stato deve fare la sua parte, non può continuare a lasciare soli i Comuni ad arginare le emergenze: casa e lavoro devono tornare ad essere le principali preoccupazioni della politica italiana. 

Ma il cittadino non può continuare a dare deleghe in bianco alla politica, ma deve riscoprire lo spirito di comunità, il suo senso profondo che non possiamo e non dobbiamo dimenticare. La crisi economica ha reso le comunità più individualiste, alimentando sentimenti come lo stato d’abbandono e la solitudine. Ci si sente soli a combattere la crisi e le difficoltà quotidiane, soffocati dalle restrizioni economiche. Come Comunità, invece, dobbiamo riscoprirci parte di un mondo, magari piccolo ma organico, in grado di garantire ad ognuno un proprio ruolo e le proprie libertà. Una comunità in cui tutti abbiano uguali opportunità. Tutte le idee politiche, culturali e di sistema, nella loro diversità non devono essere distruttive ma costruttive, tutte in grado di garantire un contributo essenziale al progresso della nostra città. Dobbiamo sentirci parte integrante di una Comunità, e l’unica via è tornare ad avere fiducia nelle Istituzioni. Noi siamo qui per renderlo possibile. Comprendo la sofferenza di chi ancora non riconosce nella società equilibrio e uguaglianza, ma molte cose fatte finora a Parma sono state compiute nell’interesse collettivo, e tante ancora saranno realizzate. Ma cos’è l’interesse collettivo? Quello che Parma sta facendo: mettere in campo ogni misura possibile per risparmiare sui costi della politica e della struttura amministrativa; destinare più di metà del bilancio comunale al Welfare, più di un terzo alla scuola e più in generale ai servizi educativi; utilizzare ogni euro spendibile per chi non è in grado di arrivare alla fine del mese; ricollocare temporaneamente nel mercato del lavoro chi ne è stato allontanato. Per compiere ciascuna di queste importanti scelte, abbiamo messo in campo tutta la determinazione e la convinzione di cui siamo capaci, senza temere l’impopolarità, consapevoli però che questa è la strada, fatta di scelte di onestà, di rigore e di efficienza. Eppure ancora oggi si fatica a considerare i Comuni come i baricentri della tenuta sociale del Paese: negli ultimi anni le città sono state private di 16 miliardi di euro. Si punta a togliere denaro ai Comuni per risanare il debito statale. Ma la realtà è che, fatto 100 il debito italiano, i Comuni sono responsabili di un valore pari a 7. I comuni non sono centri di spreco. 

Ogni giorno investiamo per migliorare la qualità dei nostri parchi; delle nostre strade; per incrementare il valore culturale delle biblioteche e dei centri di ritrovo per famiglie, anziani e giovani. Utilizziamo i risparmi per garantire servizi essenziali; assistenza domiciliare; trasporto pubblico e inclusione sociale. Il sistema centrale e di governo però, ha verso i Comuni un continuo prelievo economico che sta logorando la nostra tenuta sociale, togliendo di fatto risorse ai cittadini. Così come l’intero Paese ha bisogno di cambiamenti, anche il rapporto tra Stato e città deve cambiare. 
Autonomia, responsabilità e coinvolgimento dei cittadini nelle decisioni di spesa e di investimento, devono essere i temi principali della nostra agenda politica. In questo senso Parma, città tra le più ricche del nord, può e deve assumere un ruolo primario. Per esercitare la nostra funzione, sentiamo il bisogno di una autonomia che sia reale, efficace e che possa pienamente rispondere alle esigenze dei parmigiani. In occasione della 30esima Assemblea Nazionale dei sindaci italiani, abbiamo rivendicato al Governo il nostro ruolo: non esiste tema della vita quotidiana in cui il Sindaco non sia visto come principale riferimento: da chi guida un’impresa e si sente oppresso dall’imposizione fiscale, dalle famiglie che chiedono aiuti economici e scuole di qualità. Da coloro che sentono il peso della precarietà e dello sfruttamento; da chi rivendica il diritto di vivere in 
un ambiente salubre, pulito e aria priva di inquinamento. Solo quando un bene è gestito direttamente da chi è più vicino ai destinatari di quel bene, si può avere la garanzia che le necessità e le urgenze dei cittadini saranno soddisfatte. Sia chiaro: a Parma non ci sottraiamo all’imposizione statale nell’attuare politiche di risparmio. E’ il nostro lavoro di ogni giorno: la riduzione del debito del Comune ne è la prova. Ma la stessa efficienza la chiediamo anche allo Stato, che continua a sottrarsi alla riorganizzazione della spesa pubblica. Parma la spending review l’ha già fatta. A Roma Governo e Parlamento facciano altrettanto! 
 
Maggiore autonomia significherebbe più risorse per i parmigiani e più stabilità per le politiche strategiche. Parlo ad esempio della possibilità di instaurare rapporti diretti tra le città e l’Unione Europea, soprattutto nei settori economicamente più rilevanti. I fondi europei sono un concentrato di capitali che riporterebbe nuova linfa agli investimenti. Al processo di integrazione europea, però, partecipano solo Stato e Regioni, mentre 
coinvolgere anche i Comuni come il nostro, significherebbe sostenere nuovi e innovativi programmi di impiego per il Welfare; per i nostri figli e per il futuro lavorativo; per la cultura, per la riqualificazione di tutti i nostri monumenti ed edifici storici. 
 
Progettiamo una città in grado di riscoprire l’importanza ed il valore della cultura. Parma è tra le città più antiche e ricche di tradizione, di storia e di classicità. Con le risorse a disposizione, nel 2014 riporteremo finalmente alla luce lo stupendo e per troppo tempo dimenticato Ponte Romano, e con l'abbassamento di via Romagnosi inizieremo a dare nuove prospettive alla ghiaia. Investiremo 1 milione e mezzo di euro per ridare vita all’Ospedale Vecchio, un altro gioiello che restituiremo alla città, a tutti noi. Con il festival Verdi la nostra città è stata meta di tanti turisti italiani e stranieri, che hanno potuto godere della musica del maestro non solo nella splendida cornice del teatro regio ma anche in altri luoghi della città ed in provincia. È stata una grande vittoria essere riusciti a creare sinergie tra i diversi soggetti coinvolti nel bicentenario verdiano. E per la prima 
volta dopo anni il Teatro Regio è ritornato in pareggio di bilancio, con una gestione attenta e sostenibile. Abbiamo destinato nuovi fondi per i nostri teatri; per le biblioteche, per le sale civiche e per i centri culturali. Abbiamo progetti e sogni per nostri edifici storici. Restituiremo lustro a ciò che prima era stato dimenticato, affinché le ricchezze architettoniche di Parma non siano da considerare residui inutili del tempo. La cultura non è un lusso, ne’ una mera voce di bilancio. È un’esigenza di vita, perché fa di noi dei soggetti appartenenti ad una radice comune. Ma la difesa ed il rilancio della cultura hanno bisogno del concorso di risorse economiche provenienti dall’Europa: La cultura è la nostra difesa, va coltivata e promossa. Parma deve accedere direttamente alle risorse dell’Unione Europea. L’Italia è unica nel mondo per ricchezza storico-culturale: proprio per questo non si possono ignorare i Comuni nel loro ruolo di testimoni e custodi dell’importanza e della bellezza delle proprie origini. 
 
Appare chiaro che gli Enti locali rappresentano il futuro del sistema. La ricchezza è qui fra noi, nelle città, e sono proprio le città come la nostra le protagoniste dell’epoca che sta nascendo. Il nostro compito è quello di salvaguardare l’aspetto locale stando al passo con i tempi: il 
progresso non va temuto, ma governato, abbinando innovazione e tecnologia con le caratteristiche di una città a misura di cittadino. 
A Parma risiedono quasi 200 mila abitanti, ma ogni giorno un numero sempre maggiore di pendolari utilizza i nostri servizi e senza dimenticare le migliaia di studenti universitari. I confini amministrativi si stanno allargando, oggi diventa più appropriato parlare di area vasta. Ragionare in questi termini vuol dire ottimizzare e condividere le potenzialità espresse dalle province limitrofe. La stazione Medio-padana, considerata uno scippo dei cugini reggiani, è una risorsa che anche Parma deve saper sfruttare. Il nostro Aeroporto Giuseppe Verdi, su cui oggi finalmente è stata posta un’attenzione nazionale, è una infrastruttura che sarà a disposizione di un più vasto ambito. In Italia troviamo ancora gestioni separate e feudali della cosa pubblica. Macchinosità ed eccessiva burocrazia hanno avuto scellerate conseguenze: aumento delcosto dei servizi; una Regione tra le più inquinate al mondo; un turismo compromesso, quando dovrebbe essere la nostra principale voce economica. Aprendo invece le porte a collaborazioni intercomunali e interprovinciali, riusciremo a fare delle nostre eccellenze, eccellenze italiane ed europee. La nostra città ha infatti tutte le potenzialità per essere una delle maggiori risorse turistiche italiane. Il problema, però, è sempre lo stesso: il principio dell’“ognuno pensi a se stesso" che ha ostacolato in passato lo sviluppo di politiche sinergiche. Oggi a Parma, e con Parma, stiamo cambiando rotta. Abbiamo un patrimonio artistico e culturale d’eccezione costituito da castelli unici e antiche pievi, complessi di epoca romanica, biblioteche, affreschi e straordinari monumenti. Può essere organizzato e gestito da una miriade di piccoli consorzi, fondazioni, istituzioni e sovrintendenze senza una politica condivisa? Liberiamoci da questo metodo superato di gestione del nostro patrimonio: una città unita temerà meno la crisi. 
 
Sono tante le questioni che interessano la vita di una Comunità: per approfondirle tutte non basterebbe una intera giornata. Penso ad esempio all’ambiente. Il mese di dicembre è stato un periodo nero per la qualità dell’aria: sforamenti ripetuti del pm10 hanno preoccupato molti parmigiani. 
La qualità della nostra vita, della terra in cui cresciamo e dell’aria che respiriamo, non sono solo parte di un’agenda politica: sono prima di tutto diritti costituzionali. Non dobbiamo solo perseguirli, devono essere garantiti.  Parma è pronta a ridiscutere la politica ambientale del territorio con la Regione e con gli altri comuni capoluogo, ma non in termini conservativi come vorrebbe Bologna. Noi, al contrario, intendiamo spegnere gli inceneritori regionali aumentando la raccolta differenziata, e puntando su una gestione dei rifiuti pensata per avvantaggiare i cittadini e 
non le multiutility. Le nostre proposte sono sul tavolo della Giunta regionale già da tempo. Adesso è il momento di discuterle. 
 
Vi sono, oltre all’ambiente, molti altri temi che ci stanno a cuore: le scuole, i centri culturali, i parchi e i luoghi di reinserimento e di prima accoglienza per i giovani e le famiglie. Sono strutture pubbliche che stiamo valorizzando e alle quali abbiamo rivolto il nostro interesse. Se infatti l’obiettivo è di ritrovare uno spirito di comunità, appare chiaro che la strada maestra è ripartire dai luoghi classici dell’inclusione sociale.  Abbiamo molto a cuore le giovani generazioni: stanno in tanti smarrendo la strada del sentimento civico, del vivere in armonia e serenità all’interno della comunità parmigiana. Mi riferisco a chi imbratta i muri della città, a chi sporca o deturpa i nostri monumenti, a chi pensa di poter sfuggire al disagio sociale cercando falso rifugio nel bullismo e nella prevaricazione. Famiglia e scuola devono essere i principali punti di riferimento per i nostri ragazzi: entrambi servono per difenderli dalla rabbia, dal disagio e dalla noia. Valorizzare al massimo famiglia e servizi alla persona è quindi un obiettivo primario per la nostra comunità. 

Vogliamo contribuire allo sviluppo di una democrazia matura e maggiormente partecipativa, in grado di dare al cittadino strumenti efficaci per renderlo parte integrante del processo decisionale. Nel 2013 sono state poste le basi della partecipazione attiva. Con la Giornata della Democrazia, il 29 settembre scorso abbiamo gettato un seme da innaffiare tutti i giorni: la democrazia va infatti coltivata, curata e difesa continuamente. Oggi siamo noi a tutelarla, e domani sarà compito dei nostri figli. A tal proposito vorrei citare le parole preziose di una grande donna che abbiamo avuto l’onore di ospitare: arrivando per la prima volta a Parma, il Premio Nobel per la Pace Aung San Suu Kyi ha portato con se’ un insegnamento: “Non dobbiamo temere la responsabilità”. E mi piace ricordare anche ciò che disse in occasione della sua liberazione, “Anche se non si è interessati alla politica, la politica è interessata a noi, e non sarà l’autorità di una sola persona a far progredire un Paese, ma l’impegno di tutti”. 
Gettiamo il cuore oltre l’ostacolo della crisi economica e politica. Riscopriamo il valore delle Istituzioni. È il messaggio più bello che politica ecittadinanza possono lasciare per il futuro. Ci si fida di ciò che si conosce, di ciò che ci è vicino. Dobbiamo tornare a conoscere le Istituzioni e a sentirle nostre, uno strumento importante per ritrovare il senso di comunità che si basa sulla fiducia reciproca. La comunità allora può e deve prendersi la responsabilità delle scelte, e lo deve fare mirando il più possibile al bene di tutti. Perché io non sono qui a rappresentare vuoti ruoli istituzionali.Io voglio rappresentare la nostra comunità, sono qui tra voi, e ho fiducia in quello che insieme possiamo fare". 

I PREMI. Assegnati i premi e le benemerenze. La medaglia d'oro per il Premio Sant'Ilario 2014 è andata all'ostetrica Clelia Buratti di 65 anni, tra le fondatrici dell'associazione Futura. Sette gli attestati di civica benemerenza Tiro a segno nazionale, Consorzio del prosciutto di Parma, Centro ustioni dell'ospedale Maggiore, Fondazione Arturo Toscanini, Giuseppe Rodolfi; Norberto De Angelis; la guida del Teatro Regio Learco Tiberti.

MEDAGLIA D’ORO. CLELIA BURATTI

Ostetrica per missione, Clelia Buratti ha dedicato una vita al prossimo ed alla diffusione della conoscenza legata ad uno dei momenti più delicati della vita: la nascita, con tutte le sue implicazioni. Ed è proprio su questi aspetti che la sua attività di volontariato e formazione ha dato un contributo unico in questo senso, per capire, da dentro, i sentimenti, le istanze, le delusioni e le difficoltà, ma anche le gioie, legate alla nascita. Già infermiera professionale nel settore pediatrico presso l'ospedale di Parma, è ostetrica diplomata dal 1980. Ha prestato servizio come ostetrica presso l'ospedale italiano in Thailandia e presso i consultori dell'Azienda Usl di Parma per circa venti anni. Come mamma affidataria/educatrice ha vissuto l'esperienza di famiglia aperta presso la Comunità “Il Portico”. Volontaria dal 1995 nell'Associazione “Futura” ha fatto parte del gruppo tecnico di assistenza al parto domiciliare. Dopo l'applicazione della Legge regionale sull'assistenza al parto extra ospedaliero ha assistito parti a domicilio all'interno del gruppo tecnico operativo dell'Ausl di Parma. Ha attivato una formazione trentennale sui temi della nascita per approfondire la conoscenza della gravidanza in tutti i suoi aspetti. 
Motivazione – La medaglia d’oro viene conferita a Clelia Buratti per aver svolto la propria attività di ostetrica, di formatrice e di volontaria secondo un’ottica improntata all’aiuto prima di tutto umano e psicologico di coloro che sono coinvolti in uno dei momenti più delicati della vita umana.

ATTESTATI DI CIVICA BENEMERENZA
CONSORZIO DEL PROSCIUTTO DI PARMA

Il Consorzio del Prosciutto di Parma rappresenta una realtà consolidata sul territorio, un punto di riferimento e di promozione di Parma in Italia e nel mondo. E lo fa da più di 50 anni. Era il 1963 quando 23 aziende decisero di unire le proprie forze per fare del crudo di Parma un brand riconosciuto, nel tempo, a livello mondiale. Oggi le aziende che aderiscono al Consorzio del Prosciutto di Parma sono 150 e la produzione è passata dai 53.000 prosciutti del 1963 ai 9 milioni del 2013, con un giro d’affari al consumo che sfiora il miliardo e mezzo di euro. Nel 2013 il Consorzio ha celebrato i 50 anni dalla sua fondazione, mezzo secolo di associazionismo basato su un modello economico legato a piccole e medie imprese familiari, spinte da un’unica passione: la produzione del Prosciutto di Parma. Tutto questo ha significato impegno, dedizione e volontà di competere sul mercato attraverso un ciclo produttivo che viene mantenuto nel solco della tradizione pur tenendo conto delle innovazioni. Di tempo ne è passato da quando i maiali venivano macellati a mano per ricavarne le preziose cosce, non è cambiata la sostanza. Il comparto della produzione, stagionatura e commercializzazione del Prosciutto di Parma costituisce una risorsa a livello territoriale di grande importanza, un comparto che si è sviluppato ed è cresciuto proprio grazie al contributo determinante del Consorzio del Prosciutto di Parma.

Motivazione – L’attestato di civica benemerenza viene concesso al Consorzio del Prosciutto di Parma come realtà associativa del territorio che ha concorso in maniera determinante a diffondere in Italia e nel mondo un brand, quello del Prosciutto di Parma, sinonimo di eccellenza e di qualità.

CENTRO GRANDI USTIONATI 
AZIENDA OSPEDALIERO UNIVERSITARIA DI PARMA

Il Centro Grandi Ustionati di Parma svolge una funzione di hub, ovvero è una struttura di riferimento interprovinciale ed interregionale in grado di affrontare problemi clinici di elevata complessità sulla base di un approccio integrato ed esaustivo. Un Centro di eccellenza per le terapie utilizzate che contemplano l’abbattimento del dolore del paziente ed un aggiornamento costante e continuo da parte degli operatori coinvolti. A livello nazionale sono 15 i Centri Grandi Ustionati; in Emilia Romagna, accanto a quello di Parma, esiste quello di Cesena. Il Centro si distingue a livello nazionale sia per le terapie attuate, sia per l’alto grado di organizzazione. Ad esso si rivolgono pazienti da tutta Italia. E’ dotato di strutture all’avanguardia, tra cui una sala operatoria ad hoc. Grazie alle cure del Centro Grandi Ustionati molte vite sono state salvate attraverso percorsi terapeutici che tengono conto anche dei più esposti come i bambini. Un’opera che viene portata avanti giorno per giorno con dedizione e professionalità e che vede nella multidisciplinarietà dei percorsi proposti la consapevolezza che l’ustione rappresenta un vero e proprio dramma con risvolti psicologici ed umani.

Motivazione – L’attestato di civica benemerenza viene concesso al Centro Grandi Ustioni dell’Azienda Ospedaliero Universitaria di Parma per l’impegno costante del personale che in esso opera, volto a migliorare e curare la condizioni di pazienti attraverso un’azione integrata il cui obiettivo è quello di recuperare la persona nel suo complesso.

RODOLFI MANSUETO SPA

La storia dell’agroalimentare italiano passa attraverso un nome: Rodolfi Mansueto Spa, un’azienda che con oltre 110 anni di esperienza è una delle più antiche industrie di trasformazione del pomodoro italiane. Ad essa fanno riferimento due stabilimenti produttivi, di cui il più importante è quello situato ad Ozzano Taro ed il secondo a Castelguelfo. Ogni anno trasforma circa 150.000 tonnellate di pomodoro fresco. Lo stabilimento di Ozzano Taro è specializzato nella produzione di polpe, sughi e polveri di pomodoro, mentre quello di Castelguelfo, grazie ai suoi nuovissimi impianti asettici per fusti, è specializzato nella produzione industriale di pizza sauce, passate e concentrato in sacchi asettici con fusti. Gli alti standard qualitativi, il costante aggiornamento delle tecnologie e degli impianti, lo sviluppo di nuovi prodotti, hanno consentito a Rodolfi Mansueto S.p.A di guadagnarsi un ruolo di punta nel settore alimentare del Made in Italy, sia in Italia che all’estero. Con i suoi marchi tradizionali Ortolina nel settore retail, Ardita e Alpino nel settore food service, l’azienda ha raggiunto una posizione primaria nel mercato italiano ed estero. Alla guida dell’azienda quattro generazioni di imprenditori della famiglia Rodolfi: Remigio, Mansueto, Lucio e Giuseppe che hanno fatto di un marchio locale un’eccellenza a livello mondiale.

Motivazione – L’attestato di civica benemerenza viene concesso alla ditta Rodolfi Mansueto Spa, nella persona del presidente Giuseppe Rodolfi, quale simbolo dell’imprenditoria locale che ha saputo investire e rinnovarsi nel tempo contribuendo in maniera significativa a fare di Parma la food valley italiana.

LEARCO TIBERTI

Learco Tiberti è una parte del Teatro Regio, quella più viva, ne è lo spirito. Per anni Ispettore di Palcoscenico è la storia del tempio della musica parmigiano. Classe 1937, ha coltivato fin dal’infanzia la passione per il canto come membro del Coro delle voci bianche della Corale Verdi, per poi passare al coro degli adulti. A partire dagli anni Sessanta ha calcato il palcoscenico del Regio come comparsa, ottenendo poi l’incarico di Ispettore del Palcoscenico fino al 2012. La conoscenza di scenografie, cantanti, della storia della musica e tanta passione per il suo Teatro sono gli ingredienti che fanno di Learco Tiberti una figura unica nel suo genere. Le opere le canta a memoria e per lui è un piacere collaborare in prima persona al programma per bambini “Imparo l’opera”. E’ proprio attraverso di lui che le nuove generazioni possono apprezzare il valore di un luogo, il Teatro Regio, che è passione incondizionata per la musica. Amico di molti artisti e spesso guida nelle visite al Teatro, Leo, come lo chiamano gli amici, è un parmigiano vero con il suo dialetto e la battuta simpatica e con la musica nel sangue.

Motivazione – L’attestato di civica benemerenza viene concesso a Learco Tiberti come espressione più viva della passione per la musica, per la sua dedizione nel ruolo di Ispettore di Palcoscenico svolto a lungo e per essere ambasciatore dello spirito autentico del Teatro Regio e della magia di questo luogo, piacevole scoperta per le nuove generazioni.

FONDAZIONE ARTURO TOSCANINI

La Fondazione Arturo Toscanini è una delle maggiori e più dinamiche istituzioni musicali italiane, naturale evoluzione dell’omonima Associazione costituita nel 1975 dai Comuni e dalle Province dell’Emilia-Romagna. Sostenuta dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali, è stata costituita nel 1994 per iniziativa della stessa Regione, del Comune e della Provincia di Parma ed è ad oggi una delle maggiori e più dinamiche istituzioni musicali italiane, attiva nel campo della produzione sinfonica, della produzione lirica ma anche della formazione musicale dei più giovani grazie ad un progetto specifico - Educational - realizzato assieme a numerosi enti pubblici della regione. La Fondazione, che ha sede a Parma, città natale del Maestro Arturo Toscanini, di cui porta il nome, onorandone il lascito artistico e la tradizione di eccellenza esecutiva, realizza ogni anno una media di oltre 100 concerti sinfonici e più di 50 rappresentazioni liriche, affidate a registi di grande fama, che vedono inoltre la presenza degli artisti più autorevoli. Per la realizzazione dei propri programmi la Fondazione Toscanini dispone di due diversi e prestigiosi complessi artistici, la Filarmonica Arturo Toscanini e l’Orchestra Regionale dell’Emilia-Romagna, ospiti di tournées nei maggiori teatri nazionali e internazionali. La Fondazione gestisce le stagioni musicali e di balletto del Teatro Municipale di Piacenza e realizza importanti manifestazioni concertistiche all’Auditorium Paganini di Parma, collaborando, a livello produttivo, con alcune delle maggiori istituzioni teatrali italiane e straniere. 
Motivazione - L’attestato di civica benemerenza viene concesso alla Fondazione Arturo Toscanini per la poliedrica attività di produzione musicale, portando, nel nome di Arturo Toscanini, la grande tradizione musicale italiana nel mondo.

NORBERTO DE ANGELIS

Sport e solidarietà vanno spesso insieme: se questo connubio esiste, Norberto de Angelis ne è certo l’esempio vivente. Norberto è da sempre uno sportivo a tutto tondo, uno di quelli che può eccellere in tante discipline. Aveva scelto il football americano, ed era arrivato presto in vetta, conquistando il titolo di campione europeo. Ma aveva anche un’altra passione, quella di aiutare chi era meno fortunato di lui. Così nel 1992 se ne andò in Africa per una missione umanitaria, e lì, in Tanzania, ebbe l’incidente stradale che cambiò per sempre la sua vita. Il destino gli aveva riservato una sedia a rotelle. E Norberto si è inventato un’altra vita, più intensa della prima. E’ diventato campione paralimpico di pesistica. E poi ha ideato l’impresa: percorrere in hand bike la mitica Route 66, i 3.798 chilometri che separano Chicago da Los Angeles. E lo ha fatto, unico al mondo. E la solidarietà? Anche quella è come lo sport. Norberto De Angelis, a ventuno anni di distanza, è tornato in Tanzania con la sua bicicletta da spingere con le mani. Lo ha fatto con la Cefa Onlus per aiutare i bambini paraplegici del Paese Africano. E’ partito con il patrocinio del Comune e con il sostegno del Parma Calcio e il suo viaggio è stato un trionfo sotto tutti i punti di vista. Lui stesso si definisce amante degli animali, della natura, dello sport e della verità. Oggi, nelle sue imprese è anche testimonial del Comune di Parma nel mondo.

Motivazione - L’attestato di civica benemerenza viene concesso a Norberto De Angelis come riconoscimento per avere portato in giro per il mondo il nome di Parma, grazie alle sue imprese sportive, cha hanno dato un contributo fondamentale alla crescita e alla valorizzazione dello sport paralimpico, per la sua attività di volontariato a favore dei bambini della Tanzania in situazione di difficoltà, per la collaborazione e la disponibilità dimostrata nell’accettare l’incarico di testimonial della città di Parma.

TIRO A SEGNO NAZIONALE – SEZIONE DI PARMA

Sono trascorsi ormai 152 anni dal 31 marzo 1862, quando il generale Giuseppe Garibaldi inaugurò l’attività del Tiro a Segno Nazionale della sezione di Parma, l’istituzione sportiva più antica e gloriosa della città e della stessa regione Emilia Romagna. La società, che ha sede in via Reggio, ha sempre lavorato senza grandi clamori, ma con professionalità e competenza, nell’organizzazione di centinaia di manifestazioni sportive, raggiungendo traguardi significativi e conquistando in diverse occasioni importanti e prestigiosi titoli nazionali e internazionali. Nel cortile della sezione è collocato il monumento in onore degli ammiragli Inigo Campioni e Luigi Mascherpa, Medaglie d’Oro al Valor Militare, che furono fucilati in quel luogo il 24 maggio 1944. Il Tiro a segno Nazionale di Parma è stato insignito con la Stella di Bronzo al merito sportivo del CONI nel 1974 e con la Stella d’Oro nel 1983. Nella sede di via Reggio la Società svolge anche importanti compiti istituzionali quali le prove per l’abilitazione al maneggio delle armi e le prove di tiro degli agenti di Polizia Municipale.

Motivazione - L’attestato di civica benemerenza viene concesso all’Associazione Sportiva Tiro a Segno Nazionale – Sezione di Parma, nella persona del Presidente Arnaldo Bicocchi, per l’attività di promozione e valorizzazione di una disciplina sportiva che ha larga diffusione, con risultati di eccellenza a livello nazionale e internazionale, ma anche per l’impegno civile sempre praticato dall’Associazione, oltre che come riconoscimento della sua gloriosa storia negli oltre 150 anni di attività trascorsi dall’inaugurazione da parte del Generale Giuseppe Garibaldi.

IL PATRONO. Sant’Ilario di Poitiers  - (Poitiers, 315 circa – Poitiers, 367) – è il Santo Patrono della città di Parma, teologo, filosofo e scrittore, è stato proclamato Dottore della Chiesa da papa Pio IX nel 1851. La leggenda narra che un calzolaio, vedendo Sant’Ilario attraversare Parma scalzo durante una giornata di neve, impietosito, gli regalò un paio di scarpe. Il giorno dopo, l’uomo, ritrovò un paio di scarpe d’oro proprio dove si trovavano le scarpe donate a Sant'Ilario. Questa è la leggenda, che ha dato origine alla tradizione secondo cui nel giorno del patrono vengono preparate le famose “scarpette”, tipici dolci legati alla festività del patrono.

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