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Premi Sport Civiltà: Nicola Rizzoli e le azzurre del volley eletti ‘Atleti dell’Anno’

Per l'’Unione Veterani dello Sport di Parma il binomio sport-civiltà nel 2014 ha il volto di Nicola Rizzoli, Alberto Tomba, Paolo Bettini, Giulia Ghiretti, Sara Morganti, Ernesto Pellegrini, Sergio Zavoli, Fedele Confalonieri, Luigi Roncoroni e delle azzurre del volley

Per l'’Unione Veterani dello Sport di Parma il binomio sport-civiltà nel 2014 ha il volto di Nicola Rizzoli, Alberto Tomba, Paolo Bettini, Giulia Ghiretti, Sara Morganti, Ernesto Pellegrini, Sergio Zavoli, Fedele Confalonieri, Luigi Roncoroni e delle azzurre del volley. Questi atleti, campioni e dirigenti dello sport italiano hanno sfilato ieri pomeriggio sul palco del Teatro Regio di Parma per ricevere il 38° Premio Sport Civiltà. Il premio “Atleta dell’Anno” è stato assegnato all’arbitro di calcio Nicola Rizzoli, e in campo femminile alla Nazionale di volley. Hanno ritirato il premio il capitano Francesca Piccinini, la nuova stella Valentina Diouf e il presidente della FIPAV Carlo Magri. 

Nicola Rizzoli, arbitro di Serie A, Champions League ed Europa League, è l’uomo che quest’estate ha conquistato il cuore degli italiani arbitrando la finale Germania-Argentina ai Mondiali in Brasile. Il giudice di gara romagnolo, premiato dalla vice presidente di giuria Evelina Christillin, ha raccontato: "Essere arbitro di una finale mondiale significa arbitrare due nazioni, non solo due squadre di calcio. Per fareil direttore di gara a questi livelli è importante essere preparato, studiare prima le partite per conoscere il contesto in cui ti cali e le caratteristiche delle squadre, soprattutto perché l’arbitro deve sempre capire in anticipo cosa succederà dopo. È più difficile arbitrare in Italia che in Europa, perché in Italia non si è abituati ad accettare la sconfitta: io penso invece che arrivare secondi non sia un disonore, anzi. Ringrazio gli organizzatori per questo importante riconoscimento e aggiungo che se ci fosse più rispetto per gli arbitri ne beneficerebbe lo sport intero".

Hanno toccato il cuore degli italiani anche le azzurre del volley, che nel recente Mondiale di casa non hanno vinto la medaglia tanto sperata giungendo al quarto posto, ma hanno fatto sognare l’Italia intera. Premiata, quindi, la Nazionale del Ct Bonitta già campione del mondo nel 2002, rappresentata questa sera dalla capitana Francesca Piccinini (496 presenze in azzurro) e della giocatrice rivelazione e donna immagine del momento Valentina Diouf. "L’esperienza dei mondiali di quest’anno - ha commentato la Piccinini - nonostante un po’ di dispiacere per aver mancato la finale, è stata speciale perché abbiamo avuto un bellissimo seguito di pubblico. Dallo sport c'è sempre da imparare qualcosa, anche se lo pratichi da moltissimi anni". Per Valentina: "È bello vedere che tante ragazze oggi impazziscano per la pallavolo perché è rimasto uno sport pulito, senza doping, senza scommesse e con i valori giusti. Conclude Magri: "Molti mi chiedono di organizzare un mondiale maschile in Italia: ci sto pensando, forse nel 2018, ma le donne sono più numerose degli uomini nella pallavolo. La bellezza di questa manifestazione si evince dal fatto che, nonostante il quarto posto, le nostre ragazze hanno comunque riscosso un successo meritatissimo”

Non poteva poi mancare un premio alla carriera per Alberto Tomba “la bomba”. Il più grande sciatore azzurro di tutti i tempi, l'uomo che ha segnato una vera e propria era e per il quale persino il Festival di Sanremo si è interrotto per seguire la sua manche ai Giochi di Calgary del 1988. Dopo essere stato insignito del titolo di “Atleta del Secolo” dal Coni, questa sera Tomba ha ricevuto un altro importante riconoscimento alla sua lunga e brillantissima carriera. Premiato dal sindaco di parma Federico Pizzarotti, Tomba ha ricordato assieme al conduttore Massimo De Luca i momenti salienti della sua carriera: “ 12 anni di carriera, 50 vittorie in coppa del mondo, 89 podi, 5 medaglie olimpiche ma il momento in cui mi sono davvero emozionato è stata quando ho fatto il tedoforo alla cerimonia d'apertura dei Giochi di Torino, mi tremavano davvero le gambe. Questo premio è un'altra bella vittoria, come il riconoscimento ricevuto quest'estate dal Coni. Sono un atleta centenario, sto invecchiando!".

Premio alla carriera come “Ambasciatore dello Sport” anche per Paolo Bettini, ex commissario tecnico della nazionale di ciclismo, campione olimpico ad Atene 2004 e due volte iridato, a Salisburgo nel 2006 e a Stoccarda l’anno successivo. " Allenare la Nazionale è un’esperienza fantastica, capisci che il tuo è uno sport importante ma le Olimpiadi sono sicuramente un’emozione diversa, difficile da descrivere, e vincere l’oro lo è ancora di più. Ad Atene la mia è stata una delle prime medaglie, correvo nella prima giornata di gare, e tornare al villaggio olimpico con l'oro al collo mi ha fatto capire che avevo vinto qualcosa di importante. Per quanto riguarda il team con Alonso, dobbiamo rivederci a breve. Lui ama il ciclismo, lo pratica e ha espresso la volontà di provare a lanciare questa nuova sfida. Vedremo...”

Il premio “Atleta dell'’Anno negli sport paralimpici” è stato assegnato stavolta a due splendide donne: la giovane e promettente stella del nuoto Giulia Ghiretti, e la neo campionessa del mondo di paradressage Sara Morganti. Giulia Ghiretti, 20 anni di Parma e studentessa di Ingegneria Biomedica, dopo un avvio di carriera promettente nel trampolino elastico, nel 2010 fu vittima di una brutta caduta durante un allenamento che le provocò la lesione del midollo spinale. Costretta sulla sedie a rotelle, Giulia non accantonò l’amore e la passione per lo sport, e dopo pochi mesi era già pronta a ricominciare una nuova vita in piscina. Il suo nuovo amore, il nuoto, le ha già regalato un argento nei 100 rana e un bronzo nella staffetta mista agli Europei di Eindhoven di quest’anno, oltre al primato italiano nei 50 dorso, nei 100 rana e nei 200 misti e nella staffetta 4x50 stile libero. Il suo sorriso e la sua forza di volontà hanno emozionato il pubblico in sala: "La voglia di sport e di competizione non mi ha mai abbandonata. La determinazione, che ho nella vita così come nello sport, l’ho ereditata dalla mia famiglia, che mi ha sempre accompagnato e supportato. I Mondiali sono stati la mia prima esperienza internazionale da nuotatrice e le emozioni che ho provato sono state uniche. Ai giovani voglio dire di avere obiettivi e di inseguirli sempre, perché le barriere sono solo mentali e non fisiche” 

La toscana Sara Morganti ha, invece, coltivato la passione e l’amore per i cavalli sin dall’'infanzia. Purtroppo all’età di 22 anni scoprì di essere malata di sclerosi multipla, ma non si arrese alla terribile malattia e ben presto si trovò di nuovo in sella ad un cavallo in un centro di equitazione per disabili. Una carriera ricca di successi, culminata quest’anno con il titolo mondiale di paradressage in Normandia, ma che annovera anche otto titoli italiani, tre medaglie europee, un argento ai World Equestrian Games e un quarto posto alle Paralimpiadi di Londra 2012. "Avere degli obiettivi positivi mi ha aiutato a resistere nei momenti più difficili. Nel 2012 ho avuto la possibilità di vivere il mio sogno: la Paralimpiade. Sono arrivata quarta e in molti molti mi hanno fatto quasi le condoglianze, ma per me, quello è stato il momento più bello della mia vita, perché conoscevo il percorso e le difficoltà che mi avevano portato fino a quel traguardo. Quest'anno poi ho vinto il Mondiale ma il mio pensiero è gia a Rio 2016”

Una bella testimonianza di sport e solidarietà è arrivata dall’ex presidente dell’Inter Ernesto Pellegrini. Pellegrini, che da presidente vinse lo scudetto nel 1989, due Coppe Uefa nel 1991 e ‘94 e la Supercoppa Italiana nel 1990, è un importante imprenditore nel settore della ristorazione e dal 2013 ha costituito la Fondazione Ernesto Pellegrini Onlus. Il suo amore verso il prossimo e verso chi ha bisogno ha preso realmente forma qualche settimana fa a Milano con l’apertura di “Ruben”, il primo ristorante solidale da 500 posti, dedicato all’amico morto in povertà, nel quale vengono serviti pasti caldi ai più bisognosi al costo simbolico di 1 euro. "Per noi il pasto è soprattutto un momento da condividere e dal quale partire per ricostruire un percorso di autonomia e dignità. Io sono un uomo fortunato perché con 150 mila lire regalatemi dalla Bianchi nel 1965 ho costruito un’azienda italiana che dà oggi lavoro a 7500 persone ed è in costante crescita. All’alba dei 70 anni ho sentito il bisogno morale di ringraziare per ciò che ho ricevuto dalla vita e quindi ho aperto Ruben. Ruben era un contadino che veniva in cascina e dormiva nella nostra stalla, in un letto di paglia. Nel ‘62 finì a vivere in una baracca di legno non riscaldata e morì assiderato, ma al tempo non ho potuto aiutarlo perché di soldi ne avevo veramente pochi. Ruben non è una mensa per i poveri, ma un luogo di accoglienza dove serviamo pasti caldi a persone che si trovano in una situazione di momentanea difficoltà.” E’ stato il presidente dell’UNVS di Parma Corrado Cavazzini a premiare Ernesto Pellegrini con il premio “Sport e Solidarietà”

Per lo sport raccontato non poteva non essere premiato Sergio Zavoli. Definito da Indro Montanelli il “principe del giornalismo”, Zavoli è stato testimone e narratore di mezzo secolo: giornalista, scrittore, ex presidente della Rai, ex presidente della Commissione di Vigilanza della Rai ed ex senatore. Già insignito del premio Sport Civiltà alcuni anni fa dopo aver ricoperto l'autorevole ruolo di presidente di Giuria, Zavoli è salito sul palco del Regio per ritirare questa volta il premio “Sport e Cultura” dalle mani del presidente di giuria, campione del mondo di ciclismo nel 1968, Vittorio Adorni che ha ricordato come il ciclismo è entrato nelle case della gente proprio grazie a Zavoli.

Nel corso della serata, premiato anche il presidente di Mediaset spa Fedele Confalonieri con il premio “Sport e Lavoro”, il quale ha deliziato il pubblico del regio di Parma con una breve esecuzione al pianoforte, testimoniando il suo percorso musicale che lo ha portato a conseguire, nel 2007, il diploma al Conservatorio di Milano, concludendo gli studi iniziati in gioventù. Altro premiato è stato il professore Luigi Roncoroni, primario di chirurgia all’Ospedale Maggiore ed ex pallavolista, che ha ricevuto il premio “Ercole Negri”. La serata, condotta da Massimo De Luca e da Francesca Strozzi, ha applaudito la splendida voce di Giò di Tonno.

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