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Prefettura, protesta dei lavoratori Inps: "Gravi ritardi nei servizi"

Nessuno immune alla spending review. I dipendenti Inps protestano davanti alla Prefettura improvvisando un'assemblea in via Repubblica. "Ci saranno ritardi nella liquidazione delle indennità di disoccupazione"

Tagli, proteste, presidi e scioperi. Il Governo Monti continua a mobilitare i lavoratori di ogni settore. Stamattina a far sentire il proprio dissenso sono stati i lavoratori di Inps ed Inail riuniti in via Repubblica hanno presidiato la Prefettura in attesa di un incontro con il prefetto per illustrare i disagi che la spending review provocherà ai cittadini.

“Ogni persona che passa ha rapporti con i nostri uffici – afferma Giusy Cappello RSU CISAL – questi tagli riguardano tutti. Qui a Parma serviamo un bacino di 440mila abitanti con 200mila lavoratori e oltre 13mila aziende. Siamo già in carenza d’organico come facciamo a garantire i servizi?”. “Vogliamo informare il Prefetto delle conseguenze sui cittadini di questo esodo di lavoratori – dichiara Lidia D’Antoni della UILPA – vogliono mandare a casa 25 persone su un totale di 140, questo provocherà gravi carenze nei servizi”.

A pagare il peso della spending review i contribuenti che, come spiega una delle lavoratrici in sciopero,: “subiranno gravi ritardi nella liquidazione delle indennità di disoccupazione e di tutte le altre prestazioni a sostegno del reddito perché non c’è abbastanza personale. Questo è gravissimo perché c’è chi deve vivere con questi soldi”. “Ridurre il perimetro pubblico, significa ridurre i servizi alla popolazione – tuona Donato Catelli della CGIL FP – in più i dipendenti INPS e INAIL rischiano una decurtazione sul salario di circa il 50%. È preoccupante”.

In più l’ombra della privatizzazione “già hanno esternalizzato il settore informatico e i call center  - dichiara uno dei lavoratori in protesta – con disservizi che sono sotto gli occhi di tutti. Ora rischiamo che altri settori siano dati in appalto ai privati quando noi avremmo già all’interno le professionalità per svolgere gli stessi lavori”. “In quarant’anni che lavoro all’INPS non ho mai visto nulla del genere – afferma una delle lavoratrici ormai prossime alla pensione – prima si lottava per i nostri diritti in quanto lavoratori ora dobbiamo difendere con i denti anche quelli degli utenti. Protestiamo quindi in quanto dipendenti e in quanto cittadini perché anche noi saremo pensionati e forse se continua così disoccupati”.

 

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