Italcondotte e Bellocchi, gli operai: "Dateci i nostri stipendi arretrati"

Un presidio iniziato lunedì e che prosegue davanti allo stabilimento di via dell'Industria per chiedere conto delle 5 mensilità arretrate e del perchè non siano attuate forme di ammortizzatori sociali. Domani un incontro tra vertici e sindacati

"26 anni di lavoro per la stessa ditta, sono cresciuto qui. Non volevo neanche partecipare a questa protesta, non riesco a immaginare come fare se dovessi perdere il lavoro, ora non mi assumerebbe più nessuno". Le parole gli si strozzano in gola per l'emozione, mentre parla davanti allo stabilimento di via dell'Industria l'operaio con più anni di esperienza tra i suoi colleghi della Bellocchi Spero & C. srl e Italcondotte srl, dopo 16 ore di uno sciopero che continuerà a oltranza sino a quando non si arriverà a risposte dai vertici. Dal presidio iniziato lunedì in segno di protesta per la mancata retribuzione di 5 mensilità, solo attorno alle 10 di oggi un timido segnale di dialogo con una telefonata ad Antonio Cuppone, Feneal Uil da parte del titolare dell'azienda per un possibile incontro in mattinata con le rappresentanze sindacali.

Una trentina gli operai presenti davanti allo stabilimento che si occupa di opere idrauliche, infrastrutturali e edili. Mai nessun problema sino ad ora, il commento di uno degli operai, che sottolinea come da parte dei vertici non ci sia la volontà di trovare soluzioni come ammortizzatori sociali. "Siamo qui per il terzo giorno consecutivo per far sentire la voce degli operai delle aziende che da 5 mesi non hanno regolarità della retribuzione – commenta Lisa Gattini, Fillea Cgil Parma – . La crisi è nota, tante aziende in cassa integrazione hanno posto in essere soluzioni e accordi. Questa azienda non sembra voler percorrere questa strada e non comprendiamo le ragioni. Termineremo questa protesta solo quando si arriverà a una soluzione idonea a salvaguardia dei lavoratori".


 

VIDEO E INTERVISTE DAL PRESIDIO


 

A risentire della situazione di stallo e incertezza oltre 30 lavoratori, che, come sottolinea Antonio Cuppone della Feneal Uil, sino pochi giorni fa hanno continuato a mandare avanti i cantieri previsti negli ordini delle imprese. Oltre agli operai che non ricevono stipendio da 5 mesi, anche gli impiegati vantano crediti di dieci retribuzioni compresa tredicesima e quattordicesima. "Stiamo cercando di capire come stanno le cose – afferma Cuppone – sembrerebbe che una terza società sia diventata la proprietaria di beni immobili della società, come se la Bellocchi e la Italcondotte fossero svuotate di ogni bene e di ogni proprietà, l'unica cosa sarebbe il credito che vantano per i lavori fatti, è una domanda a cui vorremmo risposta perchè proprio su quei crediti gli operai potrebbero chiedere quanto a loro spetta sotto forma di pignoramento nel caso di una ipotetica risoluzione negativa della vertenza".

Prossimo passo un incontro con l'azienda che ha convocato i sindacati per domani pomeriggio per discutere della situazione in atto e valutare gli estremi di un accordo. "Vogliamo sapere dall'azienda che fine fanno le nostre mensilità  - afferma Mauro Toscani Filca Cisl - e quando avremo la possibilità di incassarle e aprire procedure di ammortizzatori per garantire tranquillità ai lavoratori. Finora abbiamo trovato davanti a noi un muro, la speranza è che al più presto la situazione possa risolversi al meglio per i lavoratori. Questi mesi di ritardi stanno gravando enormemente sui lavoratori e le loro famiglie, c'è chi deve pagare l'affitto o il mutuo e non sa più come fare. Non possiamo attendere oltre, vogliamo avere risposta alle nostre istanze". 
 

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