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Welfare | Presidio dei sindacati il 28 marzo: 'Amministrazione, sveglia!'

Una richiesta di maggiore attenzione su tematiche sociali e dei servizi quella lanciata dalle sigle sindacali Cgil, Cisl e Uil che hanno organizzato un presidio il 28 marzo prossimo dalle 9,30 in piazza Garibaldi

“Non una protesta ma un’iniziativa per sensibilizzare i cittadini e svegliare un Comune che da tempo non si confronta con noi”. Così Mariolina Tarasconi, Uil, sintetizza il fine del presidio del 28 marzo prossimo in piazza Garibaldi dalle 9,30 organizzato da Cgil, Cisl e Uil. Proposte e richiesta di condivisione espresse dal segretario Massimo Bussandri, Cgil, che rimarca la necessità di andare verso un nuovo Modello Parma per la difesa dello stato sociale, dei servizi educativi, ai disabili e agli anziani. Servizi che secondo Bussandri il Comune starebbe "sgretolando" in nome della crisi, privando settori più deboli di risorse indispensabili. “La prima scelta dell’Amministrazione dovrebbe essere quella di garantire il mantenimento dei servizi, partendo innanzitutto da un inasprimento della lotta all’evasione fiscale”.

Una strategia chiara sulle partecipate del Comune, sul Teatro Regio, sulla vertenza aeroporto, sulla fiera e nei rapporti con l’industria del territorio le richieste delle sigle sindacali al Comune, che puntano il dito sulla concezione di bilancio puramente ragionieristica e priva, secondo quanto sottolineato da Bussandri, di una consapevolezza politico amministrativa. “Il protocollo di relazione firmato lo scorso anno è rimasto lettera morta – rimarca Baldo Illari,Cisl –. Chiediamo solo di applicare ciò che avevamo discusso insieme. Occorre più che mai una maggiore progettualità, soprattutto nei settori più fragili, come i pensionati, che ora vedono una riduzione degli orari dei centri diurni decisa senza la consultazione sindacale, oltre alla scelta di non usufrire dei fondi Inpdap”. “Parma da dieci anni è in piena decadenza economica, sociale, occupazionale, oltre che sui fronti della sicurezza, dell’uguaglianza sociale e del benessere  – rimarca Mariolina Tarasconi, Uil -. Si sta perdendo quello che era un fiore all’occhiello per la città, una società solidale, con ripercussioni soprattutto sulle nuove povertà”.

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