Parmalat, processo Bank of America: rinviato al 22 febbraio 2013

il giudice Mastroberardino ha dichiarato la propria incompetenza a giudicare perché, quando era giudice del riesame, ha deciso circa i sequestri dei conti riconducibili a uno degli imputati: Luca Sala

Il processo nei confronti degli otto ex manager di Bank of America, coinvolti nelle vicende del crac Parmalat del 2003, è slittato al 22 febbraio del 2013 a causa dell'astensione del presidente del collegio giudicante del Tribunale di Parma, Gennaro Mastroberardino. Il giudice, appena l'udienza si è aperta di fronte alle parti, ha spiegato di aver inoltrato al presidente del Tribunale una richiesta di astensione che è stata immediatamente accolta. Mastroberardino ha dichiarato la propria incompetenza a giudicare perché, quando era giudice del riesame, ha deciso circa i sequestri dei conti riconducibili a uno degli imputati: Luca Sala, ex responsabile esecutivo di Bank of America. Il rinvio al prossimo febbraio del procedimento si è reso necessario a causa degli impegni gravosi a cui, anche in virtù dei processi scaturiti dal crac di Calisto Tanzi, è sottoposto il Tribunale parmigiano.

Il presidente Roberto Piscopo, nell' accogliere la richiesta del giudice, ha accennato ai "carichi di lavoro gravosi" cui è sottoposto il Tribunale. Attualmente sono in corso tre processi in fase dibattimentale (oltre al processo contro gli ex dirigenti di Bofa, quello contro i manager di Citigroup e quello nei confronti dei dirigenti di Morgan Stanley e Deutsche Bank) e due in udienza preliminare (quello nei confronti di Jpm e prossimamente il procedimento scaturito dall'inchiesta sul Parma calcio). Non risulta alcun rischio prescrizione in capo al processo nei confronti degli otto ex dirigenti di Bank of America.

Gli indagati, oltre al citato Luca Sala, sono: Luis Alfonso Moncada, Antonio Luzi, Patrizia Medbedich, Nigel Wright Antony, David Chalk, Michael Lau, George Louis Sampanis. Secondo l'accusa (rappresentata dalla Pm Lucia Russo) l'istituto bancario statunitense, nonostante fosse a conoscenza dello stato di "decozione" di Parmalat, ha continuato a finanziare il gruppo collecchiese con oltre 1 miliardo di dollari (prestiti erogati dal 1996 al 2003). Alcuni imputati dovranno rispondere anche del reato di usura in relazione ai tassi praticati per i prestiti.

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