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Processo Bonsu, c'è una finta relazione: Cremonini accusa Jacobazzi

L'agente: "Il comandante mi chiese di consegnare un'altra relazione che avesse lo stesso contenuto ma fosse modificata nella forma". L'atto serviva a confondere le acque dopo l'uscita di un articolo su Panorama

Dall'aula del processo agli otto vigili accusati dell'arresto illecito, del pestaggio e degli insulti razzisti al giovane ghanese Emmanuel Bonsu è emersa l'esistenza di due relazioni realizzate di pugno dagli agenti coinvolti nella vicenda che si sono susseguite a distanza di otto giorni l'una dall'altra.

"Il giorno 2 ottobre - ha spiegato Mirco Cremonini, uno degli agenti oggi imputati nel processo - ci fu chiesto di redigere una relazione su quanto accaduto il 29 settembre nel parco (quello in cui è avvenuto l'arresto del giovane ghanese, ndr). Il 10 ottobre il comandante del Corpo Giovanni Maria Jacobazzi mi chiese di consegnare un'altra relazione che avesse lo stesso contenuto ma fosse modificata nella forma". Secondo l'imputato, la seconda relazione sarebbe dovuta servire a confondere le acque sulla provenienza di alcuni atti pubblicati, nell'immediatezza dei fatti, dal settimanale Panorama.

Tra gli atti pubblicati, alcuni stralci delle relazioni redatte dai vigili il giorno 2. "Chiesi spiegazioni al comandante Jacobazzi che mi disse che avrei dovuto provvedere a stendere una versione definitiva della relazione precedente che evidentemente andava considerata come una bozza", ha continuato Cremonini aggiungendo: "Il comandante mi disse che 'bisogna smentire che da qui escono i documenti che poi vanno a finire sui giornali'". E' in questo scambio di battute uno dei passaggi più interessanti della lunga testimonianza dell'imputato che, sempre riferendosi al servizio pubblicato da Panorama, ha spiegato: "Io e altri miei colleghi rimanemmo molto male a vedere pubblicati testualmente alcuni passaggi contenuti nelle nostre relazioni".

L'imputato ha successivamente raccontato la sua versione dei fatti rispetto alla dinamica dell'arresto del ghanese spiegando di non aver visto i colleghi impugnare le pistole e meno che meno puntarle ad altezza d'uomo all'indirizzo degli arrestati. Il processo è stato temporaneamente sospeso in attesa dell'interrogatorio di un altro imputato, Marco De Blasi, l'agente che secondo l'accusa ha scattato la cosiddetta 'foto-trofeo' che ritraeva Bonsu assieme ad un altro vigile.

COMUNICATO DEL COMANDANTE DELLA POLIZIA MUNICIPALE
“Premesso che non ho letto le trascrizioni odierne di udienza e visto che continuamente si cerca di tirarmi in ballo, vorrei ricordare a tutti che il processo in corso è a carico di otto vigili imputati per fatti avvenuti quando il sottoscritto non era il comandante del Corpo della Polizia Municipale.
Sono a completa disposizione dell’autorità giudiziaria per fornire tutti i chiarimenti possibili su quanto di mia competenza e conoscenza in merito a questa triste e dolorosa vicenda antecedente, è bene ripeterlo, al mio insediamento”.
Giovanni Maria Jacobazzi
 

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