Processo Bonsu, un testimone: "Gli dicevano scimmia, negro di merda"

Sentito stamane in aula un ragazzo di 19 anni portato quella sera al Comando dei vigili perchè trovato con uno spinello. Ha raccontato al giudice le minacce e gli insulti: "I vigili erano straesaltati"

"Lo chiamavano scimmia, negro di merda. I vigili erano straesaltati". Queste le parole riferite oggi in aula da un ragazzo di 19 anni chiamato a testimoniare nel processo per il pestaggio di Emmanuel Bonsu davanti al giudice Paolo Scippa. Il giovane quella sera fu fermato dagli agenti in borghese mentre si stava preparando una canna e fu portato in via del Taglio. Il testimone ha raccontato che un agente si qualificò come poliziotto, ma non mostrò alcun tesserino. E poi le minacce: "Tira fuori la roba. Guarda che ti prendiamo a schiaffi", e quando il 19enne dimostrò di non voler fare alcuna resistenza, dissero: "Ti conviene, altrimenti finisci male".

Poi il ragazzo ha raccontato - una volta nella caserma dei vigili - di aver sentito "lamenti e rumori, come se qualcuno venisse sbattuto contro il muro". La vittima, in quel caso non era Bonsu, ma lo spacciatore che era stato arrestato con lui. Infine vide il ragazzo ghanese che portava i segni del pestaggio e sentì qualcuno (poi identificato in Mirko Cremonini) che lo insultava: "Scimmia, negro di merda".

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