Processo Ciappazzi: Geronzi e Arpe condannati per bancarotta

Nell'ambito del filone nato dall'inchiesta sul crac Parmalat, l'ex presidente di Capitalia è stato condannato a 5 anni e l'ex amministratore a 3 anni e 7 mesi. Per Geronzi c'è anche l'accusa di usura

Il Tribunale di Parma ha condannato oggi l'ex presidente di Generali e di Capitalia Cesare Geronzi a 5 anni nell'ambito del processo Ciappazzi, una tranche del procedimento principale sul crac Parmalat sulla omonima azienda di acque minerali che l'ex-patron di Parmalat Calisto Tanzi acquistò dal gruppo Ciarrapico.
I giudici inoltre hanno condannato a 3 anni e 7 mesi l'ex amministratore delegato di Capitalia Matteo Arpe, nell'ambito dello stesso processo di primo grado.
Geronzi è accusato di bancarotta fraudolenta e di usura aggravata mentre per Arpe l'accusa è di bancarotta fraudolenta.

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Il tribunale di Parma ha inoltre condannato a quattro anni Alberto Giordano, ex dirigente di Capitalia e a tre anni e tre mesi gli allora manager Eugenio Favale e Antonio Muto. Stessa pena per un altro ex dirigente della banca, Alberto Monza.

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