Produzione culturale e spettacolo dal vivo, i sindacati: "I lavoratori non vanno lasciati soli"

I sindacati confederali di categoria chiedono tutele occupazionali e investimenti per il futuro di un settore strategico per il territorio e per il Paese

I professionisti dello spettacolo e della cultura si danno appuntamento in due eventi, quello organizzato a Parma il 9 ottobre davanti al Teatro Regio e "bauli in piazza" a Milano il 10 ottobre, entrambi giudicati positivamente dalle segreterie provinciali di SLC CGIL, FISTEL CISL e UILCOM UIL, nel solco delle diverse manifestazioni organizzate anche dai livelli regionali e nazionali delle rispettive federazioni di categoria e confederali per sostenere il lavoro nello spettacolo e rivendicare gli strumenti utili a sostenerlo oggi e in futuro.

Altre iniziative di mobilitazione seguiranno in questa direzione per promuovere proposte chiare da sottoporre ad istituzioni locali e politiche, nonché sensibilizzare le persone che alla fine sono i fruitori di questo movimento culturale enorme che è il teatro e lo spettacolo dal vivo.

L’epidemia, dalla quale non siamo ancora usciti, unita alla crisi di settore che da anni incombe, ha determinato pesanti ricadute nel settore dello spettacolo e soprattutto sui lavoratori aggravando una situazione già critica.

La scarsa lungimiranza dei governi che si sono susseguiti ha comportato tagli ai fondi destinati alle produzioni culturali e allo spettacolo dal vivo, sottovalutando che il settore ricopre un aspetto fondamentale nella crescita culturale ed economica del nostro paese, tant’è che l’Italia viene riconosciuta come un’eccellenza livello mondiale per la cultura.

La scelta di effettuare una manifestazione davanti al Teatro Regio di Parma è condivisibile per il valore simbolico che il teatro cittadino ha nel panorama nazionale ed internazionale della produzione culturale e dello spettacolo dal vivo, ma sicuramente non può essere considerato un esempio di “falsa ripartenza”. Al contrario, la Fondazione Teatro Regio è la chiara dimostrazione che, nonostante tutte le restrizioni dettate dall’emergenza Covid, si può ancora fare e si dovrà continuare a fare spettacolo dal vivo salvaguardando salute, piena occupazione, diritti e qualità dell’offerta culturale.

Per tutto ciò, oggi più che mai, occorre continuità, massimo impegno e lungimiranza anche da parte della politica locale e regionale per promuovere e sostenere lo spettacolo dal vivo e con esso le lavoratrici e lavoratori che con passione, sacrificio e professionalità vi operano.

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