'Professori in panchina', Pagliari interroga il Ministro: "Inaccettabile discriminazione"

Un documento indirizzato al ministro della Pubblica Istruzione Stefania Giannini e riguardante il "caso" di quella cinquantina di idonei alla docenza universitaria che hanno raggiunto l'idoneità nel corso delle valutazioni comparative

Qualcuno li ha definiti “professori in panchina”, e proprio loro sono al centro della nuova interrogazione presentata dal senatore del Partito Democratico Giorgio Pagliari. Un documento indirizzato al ministro della Pubblica Istruzione Stefania Giannini e riguardante il “caso” di quella cinquantina di idonei alla docenza universitaria che hanno raggiunto l'idoneità nel corso delle valutazioni comparative previste dalla cosiddetta Riforma Gelmini, ma non sono stati poi effettivamente chiamati. Solo con il decreto Milleproroghe si era data una speranza a questi aspiranti docenti, prolungando di due anni l'idoneità a professore universitario ed evitando la loro decadenza, ma era rimasto tutto da risolvere il problema, appunto, della chiamata. Si tratta di una cinquantina di aspiranti professori, nella maggior parte dei casi non strutturati in nessun ateneo, e anche per questo non chiamati da nessuna sede.

“Hanno ottenuto un’idoneità superando un concorso assai impegnativo – ricorda il senatore Pagliari nel testo della interrogazione - e per la loro particolare situazione di “esterni”, per essere chiamati dovevano, e dovrebbero ancora, far impegnare agli atenei la cifra intera di 1 o 0,70 punti POE – rispettivamente se in possesso dell’idoneità per professore ordinario o associato”. In sostanza, diventava più difficile e soprattutto economicamente onerosa per gli stessi atenei la loro assunzione. “Negli ultimi anni non ci sono più stati incentivi ministeriali, che aiutavano a trovare una sistemazione ai loro omologhi degli anni precedenti, incentivi che riequilibravano una situazione di effettiva e pesante imparità tra gli idonei – ricorda Pagliari - Gli atenei si sono infatti limitati, con pochissime eccezioni, a chiamare, negli ultimi anni, i cosiddetti idonei interni e nemmeno tutti perché, in presenza di più idonei del medesimo SSD, la chiamata ha riguardato solo uno di essi. E' evidente sia che il principio costituzionale del legittimo affidamento impone, anche alla luce degli articoli 34 e 35 della Costituzione, di dare un'opportunità di chiamata a questi idonei, sia che, sotto altro angolo di visuale, il principio di imparzialità (art. 97 Cost.) porta, anch'esso, a rendere dovuta la creazione della suddetta opportunità”.

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Due, dunque, le possibili soluzioni per evitare una inaccettabile discriminazione: con la deroga al sistema dei punti organici per le chiamate dei suddetti Idonei, e qualche forma di incentivo per gli stessi da parte del MIUR. “La somma necessaria, visto il basso numero degli interessati, dovrebbe essere quasi irrisoria”, Conclude Pagliari, che ricorda come la soluzione sia urgente “perché la proroga legislativa rischia di rivelarsi infruttifera degli effetti, per la quale è stata voluta, sia perché va evitata l'esasperazione di conflitti tra idonei ed abilitati mai dimenticando che la creazione dell'opportunità non significa automatica chiamata, ma, molto più semplicemente, creazione della opportunità, che non esclude, ma anzi rende decisivo, il giudizio di merito delle università”. L'interrogazione è stata sottoscritta, oltre che dallo stesso Pagliari, da altri 41 senatori.

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