Profughi a Mulazzano, Cavatorta: "Sì all'accoglienza, no ad un progetto privato estraneo al territorio"

Intervista al sindaco che ha minacciato le dimissioni se il progetto non verrà messo in discussione: "E' inaccettabile che venga avallato il progetto di un albergatore di Tabiano che non c'entra nulla con il nostro percorso, fatto di piccoli nuclei di migranti che si sono integrati bene nella comunità"

Il sindaco di Lesignano dè Bagni Giorgio Cavatorta è determinato: rassegnerà le dimissioni se la decisione della Prefettura di Parma, che ha dato l'ok per realizzare un Centro di accoglienza straordinaria per 25 richiedenti asilo in un ex-caseificio di Mulazzano, non verrà messa in discussione. Ha scritto infatti una lettera al Ministro Minniti all'interno della quale comunica la sua contrarietà alla decisione: "Mi sento scavalcato ed abbandonato sulla questione dell'accoglienza ai profughi. Per i migranti ci siamo impegnati al massimo coinvolgendo i cittadini e la parrocchia. E' inaccettabile che la Prefettura, nonostante il nostro parere contrario, abbia preso questa decisione".

Abbiamo intervistato il sindaco per capire meglio le dinamiche che hanno portato a questa decisione e per avere un quadro del sistema di accoglienza territoriale a Lesignano dè Bagni, fatto di piccoli nuclei di richiedenti asilo che si sono integrati con il territorio ed i cittadini. Il progetto di un albergatore di Tabiano - per la realizzazione del Centro a Mulazzano- invece risulta estraeo, secondo il sindaco, alla natura del territorio e al sistema di accoglienza, concordato con i residenti e messo in atto, per alcuni progetti, insieme al Ciac. 

Sindaco Cavatorta, ha scritto una lettera al Ministro Minniti minacciando le dimissioni dopo l'ok della Prefettura al progetto del Centro di accoglienza a Mulazzano. A Lesignano l'accoglienza si fa già con alcuni progetti: ci spiega qual'è il punto della questione? 

"Il punto della questione, che non riesco a digerire, è che ci ho messo la faccia, davanti ai cittadini, in un momento in cui è facile che la gente non abbia la fiducia nelle istituzioni. Ho spiegato che siamo davanti ad un'emergenza internazionale, che dovevano fare la nostra parte. Infatti la stiamo facendo: abbiamo creato un sistema di accoglienza fatto di piccoli nuclei di migranti per stimolare l'integrazione con il territorio. Se qualcuno avvalla un sistema proposto da un albergatore di Tabiano che con il territorio non c'entra niente in un posto in cui ci sono giovani che stanno cercando di proporre iniziative imprenditoriali, va contro questo percorso e i cittadini, giustamente, me ne chiederebbero conto, visto che avevamo concordato insieme un altro tipo di percorso. "Da novembre ci metto la faccia e mi sono reso disponibile, chi dovrebbe appoggiare quello che sto facendo mi dice 'sei stato bravo ma lì dobbiamo farlo lo stesso', credo che non sia accettabile. L'emergenza non giustifica il rovinare dei percorsi: se fossi un cittadino direi al sindaco 'Ma cosa mi hai raccontato?' Abbiamo un percorso che prevede anche l'inserimento lavorativo:  approvare quel progetto vuol dire buttare all'aria tutto, solo perchè è stato fatto un bando? Secondo me non è accettabile, non vedo perchè si debba fare in un territorio che già accoglie diversi profughi. Vedo delegittimato il mio ruolo di sindaco: avrei potuto mettere la testa sotto la sabbia e invece non l'ho fatto". 

Qual'è la situazione dell'accoglienza nel Comune di Lesignano dè Bagni?

"Dall'inizio del 2015 in un appartamento di fianco alle scuole vivono rifugiati, il rapporto è fantastico, abbiamo presentato i ragazzi alla cittadinanza il 25 aprile perchè nessuno si era accorto che c'erano. Da marzo del 2017 abbiamo avviato un progetto, insieme alla Pregettura, con sei ragazzi minori non accompagnati: ci sto mettendo la mia faccia in prima persona in questa progettualità. I ragazzi sono ospitati e gestiti dal Ciac, l'interfaccia la dà l'amministrazione comunale". 

Secondo lei perchè la Prefettura ha approvato il progetto, nonostante la sua contrarietà e quella del territorio? 

"Capisco la situazione di emergenza ma questa domanda la deve fare alla Prefettura. Mi aspettavo che sul nostro territorio non concedessero altre disponibilità, soprattutto che non avallassero progetti gestiti, come in questo caso, da un albergatore di Tabiano. Non stiamo parlando di creare un albergo ma di un sistema di accoglienza. Qui a Mulazzano la situazione è ancora peggiore di Salsomaggiore e di Fidenza: cosa c'entra un privato, un albergatore di Mulazzano? Io l'accoglienza la voglia fare ma voglio poterla gestirla e controllarla". 

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