Contributi antimafia: tra i progetti anche l'ex villa dei Casalesi a Berceto

La vicepresidente della giunta sugli accordi quadro per 68 progetti contro le infiltrazioni mafiose cui vengono destinati due milioni di euro. Di questi, 120mila saranno per la villa di Berceto

L'ex villa dei Casalesi a Berceto - foto Araldi Monia

Il fenomeno dell'infiltrazione mafiosa in Emilia-Romagna è "importante e assolutamente da preoccuparsi", ma ancora non radicato. Ne è convinta la vicepresidente della Giunta, Simonetta Saliera. "Da molti anni c'é un'attività, ma al momento ci pare ancora non radicata. Nel senso che la mafia per esistere ha bisogno della politica, ma la politica per esistere non deve aver bisogno della mafia". "Noi siamo ancora in questa situazione rispetto ad altre realtà. Questo ci tutela, ma dobbiamo prestare tantissima attenzione".

Fatti come le minacce al giornalista di Modena Giovanni Tizian non mutano l'azione della Regione perché "la consapevolezza dal punto di vista della politica c'e da tempo", ha rivendicato, ricordando la legge dell'anno scorso contro le infiltrazioni negli appalti. Saliera ha parlato a margine della firma degli accordi quadro che rendono operativi 68 progetti per prevenzione delle infiltrazioni mafiose e sicurezza, cui vengono destinati due milioni di euro.

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Tra questi anche la ristrutturazione di due immobili confiscati alle mafie: a Lido Adriano (Ravenna) e Berceto (Parma). Per il primo, che sarà riutilizzato per emergenze abitative, la Regione anticipa 35.000 dei 50.000 euro che servono alla ristrutturazione. Per la villa con piscina di Berceto, frutto di un'indagine dalla procura di Milano sul clan dei casalesi, assegnata in attesa della destinazione definitiva in comodato d'uso al comune per sei anni, la Regione dà un contributo di 120.000 euro, a fronte di un costo di 212.000. "Di immobili assegnati ce ne sono una ventina, ma sono molti di più quelli per cui ancora non sono finite le procedure di confisca", ha ricordato Saliera, rimarcando che è su questi tempi che bisogna agire. "Siamo però soddisfatti della decisione del ministro Cancellieri di aprire una sezione a Bologna della Dia", ha aggiunto, anche se i tempi non sono ancora definiti, perché "dalle procure c'é un'azione costante, coerente e quotidiana. Però altro è agire e avere una sede vera e organizzativa sul posto".

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