Smart Cities, il Comune partecipa al bando: verso la città del futuro

Il Comune di Parma, insieme ad alcuni partner industriali con capofila Selta spa partecipa al bando del Miur che assegnerà 655,5 milioni di euro per lo sviluppo di città intelligenti. Alinovi: "Grande opportunità"

Presentazione progetto per bando Smart Cities

"Se dovesse svilupparsi fino in fondo, sarebbe una grande opportunità per il territorio, con riscontri socio economici ma anche per il potenziamento del ruolo degli enti locali nella gestione dell'energia". Così l'assessore Alinovi ha commentato il progetto Smart Micro Grids con cui il Comune di Parma aderisce al nuovo bando Miur per lo sviluppo di nuove soluzioni per la produzione di diverse fonti energetiche e rinnovabili, della loro distribuzione e integrazione con i sistemi nazionali e europei.

Micro reti che connettono tra loro i consumatori di una stessa comunità residenziale, ad esempio un quartiere appena nato, permettendo la condivisione di risorse energetiche. 655,5 milioni di euro i finanziamenti che il Miur assegnerà per lo sviluppo di città intelligenti, di cui 170 milioni saranno di contributo nella spesa e 485,5 per il credito agevolato. Un progetto che necessita inevitabilmente di partners industriali per realizzarsi: Selta spa è la capofila del progetto coordinato da Warrant Group, a cui seguono Sicon Srl Gruppo industriale Socomec, Rse Spa, Fluidmesh.

Presenti alla conferenza stampa di presentazione oltre all'assessore Michele Alinovi anche il direttore tecnico Selta Francesco Cesena, l'ordinario di telecomunicazioni della Facoltà di Ingegneria dell'Università di Parma Riccardo Raheli e il responsabile gestione finanziamenti agevolati Warrant Group Francesco Lazzarotto.

Per la ricerca il sostegno importante da parte dell'Università di Padova e l'Istituto di Informatica e Telematica del Cnr, coinvolta anche l'Università di Parma. Sviluppare le microreti, secondo quanto messo in luce nel corso della conferenza, richiederebbe una messa in opera di una rete di controllo e comunicazione distribuita, che si andrebbe ad affiancare, con integrazioni, agli impianti già esistenti, limitando al meno possibile le modifiche infrastrutturali elettriche, con costi contenuti. Tra le possibilità, quella che siano i cittadini a farsi carico degli oneri per adeguare i propri impianti aderendo alla micro rete della zona in cui vivono.

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Si potrebbero creare, ha sottolineato l'assessore Alinovi, ottime possibilità anche sul piano economico perchè si arriverebbe a creazione di "volani, attraendo i gestori di servizi, ad esempio". Tra i vantaggi per le pubbliche amministrazioni il fatto di potersi dotare delle tecnologie risultato della ricerca perchè tra le prime a sperimentarne le potenzialità.

Uso intelligente e sinergico delle rinnovabili, riduzione dei consumi, miglioramento della qualità dell'energia anche in aree remote, nuove opportunità per investimenti in campo energetico, nascita di un nuovo mercato del lavoro e opportunità per investitori e imprenditori solo alcuni dei vantaggi illustrati nel corso della conferenza stampa. "Vorremmo che il cittadino diventasse una sorta di attore nel sistema per far si che riesca a coordinare la distribuzione dell'energia", sottolinea Cesena. Il 9 novembre prossimo la scadenza per la presentazione del progetto, sarà poi il Ministero dell'istruzione Università e Ricerca a stabilire quali idee candidare alla presentazione del progetto esecutivo di ricerca, che dovrà concludersi entro il 2015.

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