Un Requiem per i forni

Presentato a Parma il progetto di legge regionale anti inceneritori. A promuoverlo Ecoistituto di Faenza, WWF, Legambiente, GCR

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di ParmaToday

Nella sede parmigiana di WWF, in piazzale Rondani, è stata presentata venerdì scorso la proposta di legge regionale che riforma la normativa di gestione dei rifiuti oggi vigente in Emilia Romagna.

Ad illustrarla è intervenuto Natale Belosi, dell'Ecoistituto di Faenza, l'esperto che ha materialmente redatto il testo di legge e lo sta promuovendo sul territorio regionale.

La nuova proposta rappresenta una vera e propria svolta epocale nell'approccio al mondo dei rifiuti e nelle modalità della loro gestione.

Una svolta che guarda all'Europa e interpreta correttamente la direttiva comunitaria 98/2008, che ha indirizzato i Paesi membri ad impostare una corretta gerarchia nel trattamento dei nostri scarti, mettendo al primo posto la riduzione degli stessi ed all'ultimo il loro smaltimento.

Una svolta perché finalmente si sposta l'attenzione sulla riduzione complessiva della produzione, puntando ad incentivare il riuso e il riciclo e penalizzando qualunque forma di smaltimento.

La proposta di legge è già stata approvata da diversi consigli comunali della regione e da pochi giorni anche il comune di Colorno si è inserito tra le amministrazioni locali che, senza distinzione di posizione politica, stanno sostenendo l'iter propositivo.

I tempi degli inceneritori, e di ogni sistema di smaltimento, sembrano davvero segnati.

Al 2020 le previsioni calcolate con le buone pratiche introdotte dalla nuova normativa dicono che servirà una capacità di incenerimento complessiva per 172 mila tonnellate in tutta la regione, mentre oggi siamo a 900 mila tonnellate.

Che senso ha allora costruire un nuovo inceneritore a Parma, quando tra pochi anni ne basterà solo uno a livello regionale?

La nuova proposta si pone obiettivi importanti ma raggiungibili: ridurre al 2020 la produzione di rifiuti in regione del 30%, portare il riuso dei beni al 10%, arrivare almeno al riciclo del 50% degli scarti ed al 70% di recupero di materia.

Come giungere a questi importanti numeri?

Estendendo il tributo allo smaltimento e al ristoro ambientale anche agli inceneritori e alle discariche, premiando i comuni che producono pochi rifiuti, specie quelli destinati allo smaltimento, applicando la tariffa puntuale a tutte le utenze, incentivando i progetti di riduzione, di riuso, di raccolta porta a porta, incentivando gli impianti per il riuso e per il riciclo, dando la possibilità ai comuni di poter gestire in proprio i rifiuti del territorio.

Su Internet il sito che spiega la proposta: https://riduzionerifiuti.net/

L'invito è a tutti i comuni della nostra provincia affinché deliberino nei loro consessi la proposta: l'obiettivo è quello di raggiungere entro aprile il milione di abitanti equivalenti che sostengano la nuova legge. Un risultato possibile.

I comuni che hanno deliberato sino ad oggi: Bertinoro (FC), Castello d’Argile (BO), Colorno (PR), Forlì, Forlimpopoli (FC), Galeata (FC), Medicina (BO), Monte S. Pietro (BO), Monteveglio (BO), Pieve di Cento (BO), Sassomarconi (BO), Savignano sul Panaro (MO), Vignola (MO).

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