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Giovane si ribella dopo le botte e denuncia i suoi sfruttatori: 4 arresti

In manette 4 persone, 2 denunciate. Una giovane prostituta denuncia i suoi aguzzini dopo percosse e minacce di morte. A capo della banda criminale una giovane donna nigeriana. Le avevano chiesto 60mila euro per riscattarsi

Una storia dai contorni tragici quella che vede come protagonista una giovane prostituta di origine nigeriana, classe 1985. Una scelta, quella di abbandonare la strada, che avrebbe dovuto pagare cara, ben 60 mila euro, questa la cifra pretesa dai suoi sfruttatori, 5 uomini e una donna, tutti di origine nigeriana. La vittima, regolare con i documenti di soggiorno, era finita nel giro di sfruttamento della prostituzione retto da una banda che l'aveva costretta a prostituirsi in Germania e in Olanda. A Parma la banda di sfruttatori disponeva di un appartamento in Borgo Guazzo, aveva minacciato di morte la ragazza e la sua famiglia se avesse voluto abbandonare il mondo della prostituzione, esigendo 60 mila euro come unica condizione per accettare il suo abbandono.

Al suo ritorno in città, la donna si è presentata dai suoi aguzzini per consegnare parte dei soldi richiesti, una cifra che non bastava ai suoi sfruttatori, che l'hanno picchiata violentemente anche sul volto, su ordine proprio della giovane donna a capo della banda. Malmenata a sangue, minacciata e lasciata per strada senza un alloggio in cui stare, la giovane donna ha trovato la forza, nonostante la situazione difficile, di recarsi dai Carabinieri e sporgere denuncia contro i suoi sfruttatori.

Da quel momento sono partite le indagini che, con pedinamenti sulla base delle indicazioni fornite dalla vittima, hanno avuto come esito l'arresto di 4 persone per sfruttamento della prostituzione e lesioni, e la denuncia per ricettazione nei confronti di altre due persone. Obiettivo dei Carabinieri è ora capire se ci siano altre donne costrette a prostituirsi per conto della banda, e se Parma sia la sede del racket della prostituzione. "Secondo quanto emerso finora – commenta il comandante dei Carabinieri Nasponi – l'ipotesi maggiormente accreditata è che Parma sia solo una base logistica, un appoggio per il transito degli affari, non la sede principale del giro di prostituzione con diramazioni all'estero, che è stato scoperchiato grazie alla denuncia della vittima".

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